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Velapulisco 2017

Questo è l’estratto dell’articolo.

Rapporto Velapulisco 2017
Nelle giornate di Sabato 14 e domenica 15 ottobre 2017,in concomitanza con i green days organizzati dall’ente parco della Maddalena e in collaborazione con esso si è svolto l’evento Velapulisco 2017. Cinque barche,un gommone e una quarantina di volontari si sono diretti nell’arcipelago della Maddalena con partenza da Cannigione e da porto pollo con l’intento di raccogliere la spazzatura presente,insaccarla e radunarla in punti di facile accesso per poterla trasportare verso cala Gavetta,nell’isola di La Maddalena dove è stato convenuto,tramite accordo preso con l’assessore all’ambiente Massimiliano Guccini che sarebbe avvenuto il conferimento e lo smaltimento finale. È stato convenuto che il trasporto dalle isole dell’arcipelago all’isola di La Maddalena sarebbe stato effettuato appena possibile dal personale dell’ente parco.

Il lavoro è stato svolto da cinque squadre dalle ore 10,00 am alle ore16,00 pm circa. I luoghi sono stati scelti in accordo con il parco della Maddalena attraverso un colloquio che si è svolto negli uffici del parco tra me ed il direttore Iury Donno nella mattinata di lunedì 2 ottobre. In ragione della insufficiente presenza di persone,mezzi e materiali non è stato possibile intervenire su tutti i luoghi segnalati. Abbiamo scelto quindi:

-Isola di Spargi,cala d’alga dove ha lavorato una squadra di cinque elementi,imbarcazione Bonaventura,skipper Fulvio Curtoni.

-Isola di Santa Maria,cala muro,dove hanno lavorato due squadre,imbarcazione True Blue e Elisa skipper Giovanni Boetti e Manfredi Miceli.

-Isola di Santa Maria,cala G.Marino,in fondo verso la caletta di scalo dove ha lavorato una squadra,imbarcazione Teneraluna,skipper Filippo Manzoni.

-Isola di Razzoli,cala lunga o cala medusa dove ha lavorato una squadra,imbarcazione Velabonda,skipper Theo Boetti.

Il segno rosso evidenzia i punti di intervento,quelli blu i luoghi dove c’è stata segnalata presenza di materiali.

Nel materiale plastico raccolto c’è,in ordine di presenza:

Bottiglie di plastica,taniche di carburante,tubi da irrigazione,tappi di bottiglia,

scarpe,ciabatte,tappi terminali degli ombrelloni,pinne,cordame in polipropilene anche di grosse dimensioni,galleggianti per reti,sedie,catrame,cotton fioc,applicatori di assorbenti interni per signore,pneumatici,bacinelle,segnali da pesca,bottiglie di vetro,vetroresina.

I punti dove è stato radunato il materiale per la raccolta da parte dell’ente parco sono:

Isola di Santa Maria,pontile della Casizza,25 sacchi+ diverso materiale ingombrante.

Isola di Santa Maria,cala muro sulla spiaggia,80/100 sacchi + due copertoni,diverso materiale in fibra di vetro e gomene.

Isola di budelli,spiaggia del Cavaliere lato est,35 sacchi.

Isola di Spargi,pontile di cala corsara, dieci sacchi.

Le barche che hanno partecipato sono:

True Blue,Velabonda,Teneraluna,Bonaventura,Elisa + un gommone di 5 mt

I partecipanti sono stati:

Giovanni boetti,Theo boetti,Teresa porcu,Amatore porcu,Enrico porcu,Fulvio curtoni,Mauro saba,Sandro tiana,Stefano tiana,Franco canu,Corrado pinna,Stefano corda,Fabio carta,Sandro bellu,Sara montironi,Filippo manzoni,Caterina,Massimo Gobbato,Ornella,Daria Marchetti,Ezio Saba,Gabriella Vacca,Michele Benvenuti,Tammy Thomas,Nicola Saba 9 anni,Leo Benvenuti 10 anni,Davin Benvenuti 9 anni,Owen Benvenuti 5 anni,Giusy Visalli,Andrea Minosu,Fabrizio manca,Alberto Galateo,Laura Addis,Carolina Tamponi,Silvestri Simone,Daniele Ciangherotti,Stefan Steinmann,Hernandez Svuzzero,David Willert,Richard Belga,Ornella,Cristina,Mattia Manzoni,Vittoria Boca Gelsi,Silvia Venuti,Werner Stimano,Petra Gloecner,MariaCristina Pampaloni,Fabio e Anna Serra.

Tra di essi un particolare ringraziamento va al Circolo Nautico di Su Ballosu,Riola Sardo e al suo presidente che sono venuti da Oristano per aiutare.

I sacchi e i guanti sono stati forniti in parte da noi stessi,in parte dalla coop Sardamar di Cannigione che teniamo a ringraziare. Ringraziamo tutti i partecipanti tra cui la società di charter Sailing Sicily.

Malgrado l’impegno di noi volontari e dell’ente parco,le isole si presentano ancora molto,molto sporche. Soprattutto nelle zone di difficile accesso. Diversi sono i punti dove l’accumulo di detriti,anche di notevoli dimensioni è visibile.

Segnaliamo a tale proposito la presenza di tre relitti,due sugli scogli ancora apparentemente interi,uno affondato. Segnaliamo anche la presenza di un motore entrobordo con linea d’asse. Tutti questi relitti sono nell’isola di Santa Maria nella caletta dello scalo.Riteniamo necessario un intervento mirato. Oltre agli oggetti di grandi dimensioni per i quali non ci è stato possibile intervenire vi sono grandi quantità di plastica sbriciolata.Le microplastiche sono un pericolo per l’integrità del parco e i detriti di grandi dimensioni nel giro di qualche mese si frantumeranno e diventerà allora impossibile la rimozione.

Il parco dell’arcipelago della Maddalena è unico nel suo genere e non può essere lasciato in questo stato. In due pomeriggi sono stati tolti circa duecento sacchi di detriti plastici di cui molti presenti da anni. Senza voler criticare l’operato dell’ente parco,ognuno dei presenti,vedendo le bottiglie raccolte sbriciolarsi nelle mani si è chiesto come mai nessuno si era preoccupato di toglierli in tempo. Ogni tappo rappresenta una bottiglia frantumata. Cala Muro,che è zona MA,dovrebbe essere particolarmente protetta e curata e invece essendo esposta e non visitabile è piena di plastica.Non essendo degli esperti non possiamo certo affermare le cause o le responsabilità di un tale degrado. Possiamo e aggiungo dobbiamo però fare tutti uno sforzo per cercare di migliorare la situazione.

Un ultima considerazione riguardo all’evento svoltosi: non abbiamo ricevuto alcun aiuto concreto durante le operazioni di raccolta,ne uomini,ne mezzi,ne materiali. Nessuna pubblicità ci è stata concessa e quindi all’evento hanno partecipato soltanto le persone che siamo riusciti a coinvolgere. Abbiamo sostenuto personalmente le spese di trasporto,del cibo e dei sacchi e non ci è stato possibile lasciare un ricordo dell’evento alle persone coinvolte.Si poteva fare di più? Io credo di si. Il volontariato è una grande forza positiva,i partecipanti hanno lavorato con entusiasmo perché ognuno sogna un mondo più pulito e si sente bene sapendo di partecipare al cambiamento. Speriamo di poter ripetere l’evento in primavera e di essere magari sostenuti e guidati. La formula gita in barca a vela per la pulizia delle isole funziona perché è anche un bel modo di affrontare un problema soprattutto grazie al sole e al bellissimo mare della Sardegna.

Sotto il tappeto del qualunquismo, parte seconda.

Di quella polvere bisogna parlare, non tacere. Primo perché quella non è polvere nè rifiuti. Quello che raccolgo con la mia associazione e quello che raccolgono in mare le ong sono il prodotto della nostra società e bisogna trovare il modo di valorizzarlo. Non possiamo cambiare la direzione delle correnti e dei venti che spingono inesorabilmente i rifiuti in quel determinato luogo così come non possiamo evitare che questo fenomeno si interrompa: la plastica è dappertutto. Egualmente non possiamo fermare la gente che fugge o si muove in questo mondo globalizzato. Le persone vogliono andare dove vanno le merci che sono libere di circolare. Ma con la plastica si possono fare tante cose: si possono creare dei laboratori di sperimentazione sociale dove i bambini insegnino agli adulti che si può giocare con qualsiasi cosa. E poi capire chi siamo,cosa facciamo e dove stiamo andando per magari cambiare strada.

I pezzetti piccoli vanno divisi per colore e dimensione e poi ci facciamo dei mosaici. Nei vecchi locali abbandonati creiamo luoghi di aggregazione’ dove i vecchi e i giovani trovino una maniera positiva di stare insieme. Coi setacci i più piccoli salveranno quei granelli di buon senso nascosti da tutta quella stupidità. Le conchiglie e le corazze delle galatee torneranno a spiccare nella spiaggia ritrovata. Insieme, vecchi,adulti e bambini giocheranno a salvare gli animali. Intanto i ragazzi provenienti dai paesi più poveri, con la loro energia e la loro vitalità, tapperanno le buche delle strade e ridaranno lustro alle nostre coscienze. Porteranno conforto ai malati e agli anziani, pagheranno le nostre pensioni facendo quei lavori per i quali ci vogliono gli olii di gomito che noi purtroppo abbiamo perso nelle slot machine. Costruiranno la nuova società che sarà basata sulla solidarietà e lo sforzo comune ed i comuni comunicheranno di nuovo. Ragazzi di ogni colore costruiranno,insieme il plastico mosaico della comunione ritrovata. Così, quando finalmente saremo di nuovo uniti, Gesù potrà tornare in terra e dire che abbiamo superato brillantemente la prova.

Alzeremo il tappeto del qualunquismo e sotto di esso troveremo un germoglio al quale daremo luce ed acqua. Il nostro non è un posto qualunque: questa è la nostra terra.

Sotto il tappeto del qualunquismo, parte prima.

Ho fatto di recente un paragone tra i rifiuti plastici che raccolgo con l’associazione e i rifiuti umani che vengono raccolti dalle varie ONG e mi è stato detto che il paragone era assurdo e che: ” ma che cazzo dici?” più i soliti insultanti commenti di chi, una volta preso la parte di una fazione, non vede più la ragione di pensare, discutere, ragionare e soprattutto ascoltare. Ribadisco il concetto in questo blog perché a me pare che ci sia una grande analogia di nei due tipi di rifiuti : sono rifiuti rifiutati. Ho spiegato in un post su fb che siamo andati sull’isola di Santo Stefano a ripulire cala di Villamarina con una azione lampo, senza chiedere autorizzazioni e senza creare eventi, chiamare televisioni e giornali. Con un semplice annuncio sulla pagina di Velapuliamo che diceva pressapoco così: ” cercasi volontari per azione lampo di bonifica a cala di Villamarina……”. Hanno risposto in cinque: Teresa, la mia fedele e gioiosa compagna, Tommaso Costa, Ivan con Evaluna, la figlia di quattro anni e il mio amico Davide Addis di Tempio. Con loro abbiamo radunato una montagna di rifiuti, li abbiamo insaccati e abbiamo chiamato il Comune di La Maddalena per venire a ritirarli. La settimana successiva siamo tornati ed i rifiuti erano ancora li. Quindi abbiamo richiamato e nell’attesa abbiamo giocato in spiaggia dissotterrando un copertone di camion, come si fa di solito. Poi ne abbiamo trovato un’altro e li abbiamo messi vicini. Poi ci siamo detti: ” ma i camion non hanno quattro ruote?” e ci siamo messi a cercare le altre ma abbiamo purtroppo trovato soltanto buste piene di fifiuti, taniche, bottiglie, e la solita miriade di pezzi di plastica sbriciolata.

Arriva però la notizia dall’assessore di La Maddalena che non possiamo portare i rifiuti raccolti alla discarica. Eppure ci eravamo offerti di farlo a spese nostre. Nei giorni seguenti ho cercato la soluzione: ho chiesto al comune di Arzachena ma niente da fare. Ho allora pensato di pagare io lo smaltimento ed ho chiesto dei preventivi che ad oggi non sono arrivati. Perché? Perché quando poi il giornale Gallura Oggi pubblica le foto di quello che vedo tutti si indignano e alcuni mi indicano come un denigratore della Sardegna? Proprio io che raccolgo rifiuti che non ho prodotto, a spese mie. Mi viene detto: “il problema è a monte”; “raccogliere non basta”;” le isole sono pulite”; Ma i rifiuti ci sono e non si può fermarli in mare. Il marine litter arriva comunque perché i rifiuti sono in tutti i paesi affacciati al Mediterraneo: Libia,Siria,Algeria,Tunisia,Egitto,Turchia,Marocco;Grecia,Spagna, ITALIA…….. Già, ci dimentichiamo di quelli che produciamo noi. Perché anche noi produciamo rifiuti e li abbandoniamo in giro. Napoli, Roma, Palermo, Maddalena… ooooops, non ci sono rifiuti in Sardegna, men che meno a Maddalena, che diamine!

“Il problema è altrove”,dicono e: “tu speculi”, “tu vuoi notorietà”, “tu sei come tutti gli altri” e tra poco mi diranno che sono un “pull factor”: se tu raccogli, poi buttano di più….Peccato però che io li vedo,li raccolgo,li conto,li fotografo i rifiuti. Quando poi chiedo aiuto per smaltirli rimbalzo sul muro di gomma ma non mi faccio male li, su quel muro. Mi faccio male quando vedo tutti i faccini rossi di rabbia e le decine di condivisioni di persone indignate nel sentire che le istituzioni non fanno il loro dovere. Nei loro unlike leggo la falsa indignazione di chi ha trovato una scusa per non fare nulla. La scusa del qualunquismo. La scusa dell’ineluttabilità. Passa la scopa digitale e il post con i suoi rifiuti finisce sotto il tappeto del “tanto non cambia niente”. Ma nessuno viene a pulire e quella polvere, dopo essere stata tritata dai dibattiti e dai talk show dei social finisce in mare. Finita la pacchia, dice Salvini. Finito il business dei migranti, dice Toninelli. Finissero di dire idiozie…. I rifiuti sono a milioni e bisogna occuparsene. Siamo responsabili oppure no? Se non lo siamo, allora siamo degli irresponsabili. Odio e indifferenza agitano il mare sul quale galleggiano i nostri rifiuti. Sono i nostri se ci consideriamo un unica specie. Finiranno certamente per affondare. Copriranno il fondo del mare ma torneranno a galla, prima o poi. Sotto il tappeto del qualunquismo c’è un grande potenziale. Per scoprirlo leggete il prossimo articolo……

Ragazzi sardi

Ieri ho partecipato ad una giornata ecologica organizzata dal WWF YOUNG, e cioè da Laura Pintore, amica e collega nella lotta ai rifiuti. All’evento hanno partecipato tutte le classi delle medie di Santa Teresa e quattro classi della scuola superiore dell’istituto turistico sempre di Santa Teresa, Velapuliamo,SeaMe, la capitaneria di Santa Teresa e le guardie forestali di Palau. È stato interessante incontrare i ragazzi e scambiare le idee soprattutto per quel che riguarda il futuro. È stato anche piuttosto triste vedere che noi adulti non siamo stati capaci di accendere in loro la scintilla della curiosità. Il tema non era dei più divertenti: la pulizia delle spiagge. La giornata era calda e nei ragazzi del liceo aleggiava l’apatia.

Le medie

I ragazzi delle medie si sono subito messi al lavoro. Gruppetti di tre o quattro si sono formati spontaneamente. Io ne ho presi cinque tra cui Simone che mi ha subito sfidato per cercare i limiti di quello che avrebbe potuto fare. ” Questo non lo faccio, perché io? Mi fa male la schiena…..” insomma un ragazzino sveglio. Non è stato difficile coinvolgerlo. Così come gli altri. Ragazzi vivaci e ancora pieni di vita e di speranze. Intenti a giocare e a giocarsela per diventare qualcuno. Nei loro discorsi ricorrente il fatto che i residenti debbano avere la priorità sui beni del mare, il loro. Poco disposti ad accettare un cambiamento che, malgrado loro sarà obbligato. Con il comandante della capitaneria abbiamo cercato di far capire loro l’importanza della tutela del mare ma senza davvero riuscirci. Per loro il mondo è bianco o nero e se non sei coerente al 100% sei un bugiardo. Ma non è una battaglia tra adulti e ragazzi o tra vegetariani e carnivori: è questione di vita o di morte del mare. Certo non la si gioca qui, su questa spiaggia ma è utile fargli vedere in che stato sia ridotto il mare. Non mollano però perché pescare è divertente, il pesce pescato è buono e poi i loro zii,padri e cugini sono pescatori e hanno la campagna ed è da sempre che pescano e coltivano. I loro valori sono semplici e nessuno gli ha detto che il mare sta morendo. Non sanno cosa sia la parola conservazione, tutela e non sanno vedere. Quando vedono un essere vivente o è un gioco, o è da mangiare oppure è inutile. Così ho provato a fargli capire che oltre a raccoglierla la plastica si può anche cercare di non comprarla. La bellezza è un concetto troppo difficile per loro.

Le superiori

Dopo dieci minuti a parlare con due di loro, mentre raccogli pezzetti di plastica di ogni genere dentro un mucchio di detriti portati dal mare, ti rendi conto di quanto poco offra questa regione ai giovani. Molte delle risposte alle nostre domande sono finite nel vuoto del loro sguardo. Pochissimi seguiranno il percorso di studio. Quattro classi, 42 allievi: la scuola sta chiudendo. Certo il turismo è la fonte di reddito principale e la pesca e la caccia lo svago. Ma questi ragazzi non vogliono vendere souvenirs nel negozio del babbo. Non vogliono portare i turisti alle isole e zappare la terra del nonno. Non vogliono andare a pesca e a caccia: loro vogliono vivere. La vita dei giovani è altrove. I giovani vogliono fare incontri interessanti, ascoltare musica, uscire la sera, studiare cose fighe. Vogliono imparare le lingue e viaggiare. Santa Teresa si sta spegnendo perché i giovani, che sono la luce del mondo, se ne stanno andando via. La natura ed il mondo legato ad essa stanno scomparendo. Come tutto nell’universo, anche la natura e le sue risorse non sono infinite. Per loro non c’è gloria a pulire la spiaggia: lo fanno e basta. Basta dicono, vogliono altro. Non vogliono questo mondo di plastica ma la natura non li attira perché c’è internet che gli mostra altro. Se vogliamo che restino dobbiamo dargli di più. Ci vogliono investimenti per i giovani e bisogna far capire loro che i loro desideri sono dei voti nella pagella di chi li dirige. Troppa fatica. L’impegno s’impara da molto piccoli e poi lo si esprime come un mandala: senza aspettarsi un ritorno. Per loro la bellezza è nelle città. Bisogna mandarceli e sperare che ritornino.

Morale

La Sardegna è un giardino fiorito al quale attingere la pace. Dall’alveare caotico al profumato fiore, come un’ape, il giovane deve capire, lavorando cosa lascia quando parte. Deve partire alla scoperta del mondo per capire cosa significhi la parola ” bellezza”. Non è qui che lo capiranno. Qui il mondo è ancora sfasato. Raccogliendo i rifiuti che vengono dal mare tra i commenti dei ragazzi, quelli delle medie, c’era chi diceva: ” a che serve? Tutti i giorni ne vedo a montagne lungo la strada!”. Così come non possiamo pretendere che i nostri capi cambino senza che noi lo facciamo, così non possiamo pretendere che i nostri figli cambino un mondo che noi non vogliamo cambiare. La bellezza ci sta sfuggendo perché non abbiamo capito che essa viene da dentro.

Santo Stefano

Oggi siamo andati all’isola di Santo Stefano,cala di Villamarina ,di fronte a Palau a pulire. La settimana scorsa ero venuto con dei clienti per portarli a fare un bagno e ho dovuto portarli via. A Cala di Villamarina c’è la statua di Galeazzo Ciano, alta sei metri e rotta in due pezzi. È una statua in granito del luogo e vedendola vengono in mente i periodi bui della storia italiana ma anche l’inflessibilita del tempo che scorrendo come un fiume, scava intere vallate nelle vicende umane. Da anni vengo in questo luogo. Qui si può salire al forte di Santo Stefano e vedere le perle dell’arcipelago. Si possono passare ore ed ore a guardare i vecchi traghetti che da Palau portano turisti e residenti a La Maddalena.

Ho dovuto portar via gli ospiti perché fare un bagno in un luogo magnifico pieno di spazzatura non è proprio il massimo. E siccome ho a cuore questo luogo che, tra l’altro mi da da mangiare perché come quasi tutti qui, io vivo del turismo, vedendo tutto quel degrado ho deciso che sarei tornato con i miei a pulire. Non fa niente se non ho le autorizzazioni, gli accordi con la municipalizzata, l’accordo dell’assessore, dell’ente parco: ho deciso e basta. Quindi ho aspettato di avere un giorno libero e poi, all’improvviso ho postato su Facebook l’annuncio che diceva che saremmo andati, in barca a vela a pulire cala di Villamarina. Hanno risposto in tre: Davide, Ivan e la sua splendida figlia Evaluna più ovviamente io, Teresa e Tommaso, il nuovo marinaio di True Blue. Così dopo aver bevuto un caffè al Cocoloco ci siamo diretti alla barca e abbiamo salpato verso l’isola. Un bel vento da est ed un caldo sole hanno dato il benvenuto alla nostra iniziativa. Teresa al timone mentre noi issavamo le vele e la piccola Evaluna che schiacciava i bottoni dei winch elettrici.

Abbiamo dato ancora davanti alla cala e ci siamo preparati a scendere con il solito equipaggiamento: pettorine gialle, cappellini azzurri, guanti, rastrelli mentre Evaluna indossava dei braccioli. Dopo un’ora avevamo tirato fuori dagli alberi una montagna di spazzatura. Cosa dovrei fare? Lasciare che Evaluna venga sommersa dai nostri rifiuti? Cosa resterà se non facciamo nulla? Oggi non è stata proprio una bella giornata. Ivan è rimasto colpito. Lui vive ad Oristano ma viene da Tempio. Sapeva che c’era immondizia ma non credeva ce ne fosse tanta così.

Ho chiamato l’assessore di La Maddalena che mi ha assicurato che sarebbe passato a prendere tutto. Vedremo. Intanto io penso che così non basta. La natura ha bisogno d’aiuto. Dobbiamo mobilitarci ed essere a migliaia. Dobbiamo far capire ai politici che la natura ci interessa. Ho scritto ai giornali e i giornali hanno scritto di me. Legambiente si è imbucata senza aver fatto nulla. Non siamo in molti a lavorare davvero per un mondo migliore. La terra è la casa di tutti e vorrei che ci tenessimo tutti. Continueremo a lavorare.

Queste immagini non sono nulla a confronto di quello che è la realtà. Venite con noi la prossima volta e lo vedrete. Questo è il raccolto di un’ora in sei, se fossimo stati in sessanta avremmo raccolto dieci volte tanto. La spazzatura non è infinita, si può fare. Ma ho bisogno di gente per smuovere le amministrazioni dal loro torpore. Alla fine Evaluna ha visto cinque adulti che pulivano una spiaggia mentre lei giocava e faceva il bagno. Un giorno forse racconterà ai suoi nipoti di quando gli uomini erano stupidi e che suo papà invece aveva già capito tutto. Dirà che per fortuna c’era gente in gamba che pian piano aveva ripulito le isole.

Siamo quindi tornati veleggiando a Cannigione. Torneremo cara Sardegna, non preoccuparti. Velapuliamo è un regalo per te. Il vento che soffia nelle nostre vele ci porterà nel cuore dei sardi. Insieme ti aiuteremo a ritrovare lo splendore dei tempi antichi.

2°Velapuliamo green days 26/27 maggio 2018

Sabato 26 e domenica 27 maggio hanno avuto luogo i Velapuliamo green days. L’evento era il secondo di questo genere. Con due barche a vela sabato e tre domenica, siamo andati, insieme ad una trentina di volontari a ripulire dai rifiuti le coste nel comprensorio del Comune di Arzachena. L’iniziativa si è inserita nell’agenda blu del comune di Arzachena ed ha avuto il patrocinio del WWF YOUNG, che ci sostiene fin dall’inizio, del circolo WWF Oristano. Gli sponsor erano tre: Nautica Assistance yachts supplyer che ha offerto dei bellissimi cappellini azzurri, Altamarea charter che ha messo a disposizione una barca a vela di quindici metri, e Navimeteo che ha dato eco attraverso i suoi canali. Molti dei partecipanti venivano da Oristano.

Sabato 26 Velabonda, Sun Odyssey 43 e True Blue, one off disegnato da Sparkmann&Stephens, hanno veleggiato da Cannigione a Liscia Ruja. Su Velabonda c’erano un gruppo di appassionati marinai capitanati da Fabrizio Manca che con il suo fido marinaio Mauro Saba, diventato ormai un abituè degli eventi di Velapuliamo, hanno saputo rendere piacevole e divertente la navigazione. Mentre Velabonda bordeggiava con il suo impavido equipaggio, True Blue effettuava un incursione in cerca di rifiuti per mostrare, attraverso il servizio di Alberto, inviato della RAI, come si sarebbero svolte le operazioni di bonifica. Dopo aver sbarcato Alberto, True Blue partiva, randa e genoa a riva, all’inseguimento di Velabonda.

Una volta raggiunta Liscia Ruja, con il gommoncino abbiamo portato le squadre nei vari punti della zona prescelta. Armati di guanti,rastrelli e vestendo i colori della nostra divisa: giallo,verde e azzurro, ci siamo messi al lavoro. Molte persone presenti sulla spiaggia hanno accolto con piacere i volontari: chi offriva un caffe, chi aiutava a raccogliere. Io, Davide e Teresa, la mia compagna, siamo andati in una piccola insenatura dove il marine litter giaceva da anni a causa del difficile accesso.

Dopo aver lavorato, ognuno ha condiviso il cibo che aveva portato per l’occasione ed il raduno si è subito trasformato in una festa ecologica. Mare blu, cielo azzurro, sole e tanti sorrisi. Il ritorno è stato molto piacevole ed il vento di scirocco caldo e rilassante. Al traverso le barche filavano a 7 nodi. Il rumore dell’acqua sullo scafo, il dondolio, il caldo sole e la sana stachezza di una splendida giornata hanno fatto addormentare mezzo equipaggio, mentre l’altra metà discuteva serena. Velabonda e True Blue hanno fatto ritorno a Cannigione con un bottino di una quindicina di sacchi e con un sacco di bei ricordi. Una splendida cena ha concluso la giornata di sabato.

Domenica le barche erano tre: Yep, la barca di Ghego della società di charter Altamarea si è aggiunta. Alle ore dieci siamo salpati da Cannigione per lavorare nel golfo di Arzachena e nel golfo delle saline. Velabonda, Yep e True Blue hanno dato fondo e le squadre sono partite. Noi di True Blue, come al solito ci siamo occupati della stampa, questa volta a bordo avevamo Emanuele di Gallura Channel. Dopo avergli mostrato il nostro lavoro siamo tornati a Cannigione per sbarcare Emanuele e poi ci siamo riavvicinati alle altre due barche. Una volta raggiunte ci siamo diretti a Porto Palma, sull’isola di Caprera dove ci siamo fermati a mangiare.

Malgrado un cielo non proprio azzurro la giornata è stata brillante. Gli equipaggi entusiasti ed i cori alti e gioiosi. Al ritorno le barche hanno ingaggiato una simpatica sfida raggiungendo, al traverso il porto di Cannigione alle ore 17 come previsto. Ilcomune di Arzachena, in modo esemplare, anche di domenica ha mandato il camion a ritirare il raccolto e poiché una parte dei rifiuti era stata lasciata in loco, siamo andati con loro a prenderla.

Ringraziamo tutti i partecipanti e i partecipanti ringraziano Velapuliamo. Siamo in un luogo meraviglioso dove è possibile unire l’uomo alla natura. Lavorare per migliorare l’ambiente è doveroso ma anche bello qui in Sardegna. Ci siamo divertiti e porteremo con noi il ricordo di queste splendide giornate. Grazie.

Gallura e spazzatura

Gallura, nord Sardegna. Terra di granitica bellezza ma anche di misfatti. Molte persone restano incredule davanti alle mie foto. Mostro una Costa Smeralda deturpata che mai appare negli articoli dei giornali. Certo è ancora un posto magnifico ma non è incontaminato, anzi. La Gallura è quasi completamente priva di controlli. In mare quattro motovedette tra La Maddalena e Olbia devono controllare 64 isole e un tratto di costa enorme. A terra i Barracelli e le Guardie Forestali non si vedono mai. Durante le bonifiche non ho mai visto nessuno di loro, figuriamoci se si accorgono di qualcuno che, di nascosto getta rifiuti nella macchia. Sulle strade regna l’anarchia e gli incidenti sono molto frequenti. Mezzi pubblici quasi inesistenti, piste ciclabili idem. Ad Olbia in molti quartieri si cammina in mezzo alla strada perché o ci sono macchine parcheggiate sul marciapiede oppure semplicemente perché il marciapiede non c’è. Nessuno però sembra farci caso. Io invece vedo la spazzatura ogni giorno e soffro.

Sulle spiagge ci sono dei relitti che stanno li come se niente fosse. Poi un giorno, il comune manda il camion e il relitto sparisce ma la ferita resta. Resta la ferita di queste persone che gettano ancora e ancora rifiuti nella nostra natura. Non è nella mia agire così. La mia natura è armonia, consapevolezza e responsabilità. Ma non si può far altro che raccogliere e raccogliere e raccogliere i rifiuti lasciati da altri perché litigare è peggio. Gallura e rifiuti. Qui vivo ed ecco che il mio cammino ed il mio sguardo incrociano una bottiglia, una cicca, una lattina anzi no, due, tre, quattro lattine di Ichnusa. Erano in quattro a pescare e a fumarsi una canna o una sigaretta o tutti e due, ci sono anche sei mozziconi. Ma guardiamo l’orizzonte dove nuotano ancora le stenelle che è meglio. Prendiamo il largo e cerchiamo di capire cosa c’è in gioco.

Il mare suscita in me ancora meraviglia e gioia. Le stenelle vivono al largo, queste erano tra la Corsica e la Francia, nel loro parco blu. Anch’io vorrei essere come loro: giovane e spensierato ma non ci riesco. Troppi pensieri, troppa plastica, troppo di tutto. Sabato 26 e domenica 27 ci saranno i Velapuliamo green days. Dopo aver tentato invano di organizzare l’evento nell’arcipelago ho deciso di arrendermi all’evidenza: troppi malumori. Quindi sabato andremo a pulire la spiaggia di Liscia Ruja e domenica saremo a Pitrizza e Cala ginepro nel golfo di Arzachena. Non ho altre barche che le mie due, ma io sono l’unico skipper che viene quindi ancora non so come fare a portare la gente a fare una gita ecologica. L’idea è carina ma la realtà è dura: l’ambiente non è la priorità. Delfini,tartarughe,pesci,uccelli, state tranquilli, ci siamo noi. Abbiamo soltanto due braccia ma un grande cuore. Noi siamo quelli strani:Il cervello lo usiamo per amare mentre con il cuore ragioniamo. Siamo pochi ma organizzati e decisi. Velapuliamo è soltanto un piccolo germoglio ma vedrete quando spunteranno i rami e le foglie.

Quello che non vi dico

Non sarò certo io a dirvi che non c’è speranza. Io devo essere ottimista. Anche quando persino quelli che hanno la fama di essere sensibili sono comunque assenti. Parlo della gente di mare. Vorrebbero esserci ma purtroppo,haimè, non ci sono e non ci saranno. Cavalcheranno l’onda della congiuntura economica favorevole. Ma state tranquilli, non vi dirò che dovunque io vada vedo i rifiuti invadere il mondo. Piove e i rifiuti dell’anno prima vengono a galla. C’è vento e i rifiuti di due anni fa arrivano in spiaggia. Vanno via le macchine dal bosco e i rifiuti restano lì. No, non vi dirò che tutti si lamentano ma pochi agiscono. E non vi dico nemmeno che più scavo e più ne trovo. Sotto le tartarughe, dentro le tartarughe, sotto le zampe dei gabbiani e dentro ai gabbiani,intorno ai molluschi e dentro ai molluschi. Mentre fumi la tua bella sigaretta e ti riempi i polmoni di catrame non ti dirò che fai male. Quando poi lancerai, di nascosto, il mozzicone, non dirò: fai male. Non vi dirò che tutto questo schifo si può togliere da qui. No, non vi dirò che mi deludete quando non venite con me perché avete altro da fare. Capisco che non vi conviene. Non siete mica spazzini. Voi non fumate, non bevete e non buttate mai le cicche dal finestrino. Sò che tutti voi quando andate in giro fate come me, perché me lo avete spiegato. Già, proprio il prossimo we avete un’impegno importante e poi non potete perdere soldi. Voi pescate, andate in barca, nuotate,lavorate, pagate le tasse. Non vi dirò che anch’io le pago e che anch’io lavoro e che nemmeno io sporco. Che perdo soldi anch’io. Vi dico soltanto che non è per nulla che lo faccio. L’ambiente in cui viviamo ci da da mangiare e da bere e forse è l’unica cosa per la quale vale la pena lottare. Capisco però che voi non potete venire, non avete tutto il tempo che ho io. No, non vi dico tutte queste cose, me le tengo per me. Anche oggi ho dedicato un po’ del mio tempo alla cura del territorio. Qualche ora a contare i rifiuti per preparare i Velapuliamo green days. Una passeggiata splendida in una Sardegna piena di fiori. Sabato andremo a Liscia Ruja a togliere un po’ di roba. Il posto è splendido e quando avremo pulito sarà ancora più bello.