La guerra dei ricci

Oggi sulle pagine dei giornali della Sardegna si parla della guerra dei ricci. Guerra combattuta tra i ristoratori ed i pescatori,tra i pescatori con licenza e gli abusivi. Assistiamo al rapido declino di una specie senza poter far nulla. Una specie che sta alla base dell’ecosistema e della quale la gente non sa nulla se non che è buona da mangiare. Purtroppo in Sardegna,ma anche nel resto d’Italia non si insegna biologia Marina. Non si spiega a scuola che pescare i pesciolini e poi metterli nel secchiello è un reato. Basterebbe spiegare ai bambini che quelle sono creature eccezionali poiché sono tra le poche che ancora vivono selvagge nel nostro mare. Da noi ancora esiste la pesca sportiva. Come può essere sportivo far morire nel secchiello per asfissia un pesciolino,una stella marina o una scidia? Troncare con un coltello un pomodoro di mare che è un miracolo se ancora esiste? Dobbiamo ancora e ancora imparare. Quando ero ragazzo,quarant’anni fa,credevo che mancasse l’informazione. Ora credo che manchi la volontà di informarsi. Chi di voi conosce la biologia dell’oloturia? Chi sa dire quanto tempo vive un riccio? Intanto loro li prendono e nessuno sa quale misura abbia il danno.

Per fortuna qualcosa sta cambiando. Il mare di plastica sta avvolgendo le coscienze. Qualcuno comincia a capire che senza rinunce non se ne esce. Anch’io amo pescare e mangiare il pesce. Ma tra mangiare e vedere,se mangiare significa che tra un po’ non potrò mai più vedere,preferisco vedere. La natura non è un dono. La natura non ci appartiene. Il mare non è di nessuno e mai nessuno deve possederlo. Facciamo tutti un passo indietro. E velapuliamo!

Autore: Giovanni Boetti

Sono nato a Milano negli anni 60, li si forma la mia coscienza sociale ma i miei sogni,sarebbe meglio dire quelli di mia madre, a un certo punto prendono il sopravvento e decido di partire. Basta con le manifestazioni,basta con la città. Da sempre amo la natura, compresa quella umana che per me sono una cosa sola. Da uomo faccio parte della natura e da uomo la difendo. Da sempre sono attratto dall’acqua e dai suoi abitanti. Pesci,uccelli tartarughe e barche a vela. Fin da piccolo vado in barca a vela e leggo i libri d’avventura. Dopo qualche anno in Liguria parto alla volta dell’oceano,arrivato ad Antigua incontro l’amore e decido di diventare padre. Ma mentre l’oceano è per il marinaio come per il leviatano,la sicurezza e la libertà,la costa rappresenta un possibile pericolo. Dopo un’altro tormentato periodo nel quale,tra l’altro, creo una società di allestimento barche ad Antibes, la Coast to Coast,lavoro al progetto più importante : la famiglia. Dopo diciassette anni vissuti in Francia mi trasferisco in Sardegna. Finalmente il mare si calma e la vita continua. Con la mia nuova compagna, Teresa e due splendidi figli, tiro facili bordi nelle acque ridossate della Sardegna del nord. In attesa di qualche avventura,questo blog e l’associazione Velapuliamo occupano la mia mente vulcanica,sempre alla ricerca di qualcosa da fare.

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