La logica ambientalista

Il discorso ambientalista trova sempre come oppositori,in modo paradossale proprio coloro i quali dovrebbero preoccuparsi dell’ambiente: cacciatori e pescatori in primis. Anche se spesso questi ultimi sono l’unico baluardo di difesa,essi insistono con le loro attività venatorie ed alieutiche quasi come fossero tradizioni da difendere. Da appassionato pescatore quale sono capisco il loro punto di vista e proprio per questo trovo che sia paradossale. Trovo inaccettabile che si aggiunga a tali attività la parola sport ad eccezion fatta per la pesca subacquea che per essere praticata con successo ormai richiede una preparazione fisica e mentale notevole nonché un’ottima conoscenza dell’etologia. Trovo queste pratiche paradossali perche nel mondo in cui ci troviamo nulla è più come prima e mai come oggi sono rare le forme di vita selvaggia. In pochissimi decenni il pesce si è ridotto tantissimo in quantità e taglia. Basta smettere la pesca dilettante? Non sono di certo i pescatori dilettanti ad arrecare danni,dicono in molti,peccato che la maggior parte dei dilettanti siano in realtà professionisti. La vendita sottobanco è estremamente diffusa e siccome è incontrollata estremamente dannosa. Ma cè di peggio. La tabella qui sotto fissa la taglia minima consentita per specie. Da notare l’ assurdità di alcune taglie minime previste dalla legge come la ricciola.

La legislazione sembra fatta dai negozi di pesca senza tener conto però che continuando così non ci sarà più nessun pesce. Siamo troppo in ritardo rispetto all’estinzione di massa delle specie marine. Quel che sembra non estinguersi mai è la voglia di pescare. Certo è una bella sensazione avere all’amo un grosso pesce. Se poi questo si trasforma in un biglietto verde ancora di più. Eppure io non riesco più a godermi quei momenti. Troppi ami,reti,nasse,barche,spazzatura per non acorgersi che non va. Nel bosco non si sentono più gli uccelli e in mare non si vede niente. A bolentino non si prendono altro che sciarrani e scorfanetti. Per prendere un calamaro bisogna avere l’ecoscandaglio grafico. Per trovare un fungo svegliarsi alle sei e camminare due ore. Ci vuole una lunga pausa. Bisogna istituire dei santuari. Bisogna cambiare modo di vivere. A rigor di logica chi deve difendere la fauna è chiunque abbia un cervello. È una questione di sopravvivenza e di estetica. Sopravvienza degli animali ed estetica del mondo e del modo in cui vivere. Non voglio un bosco senza uccelli così come non voglio un fondale senza pesci. I pesci sono belli anche da vivi. La logica ambientalista è la logica ambientale: voglio vivere in un ambiente vivo.

Autore: Giovanni Boetti

Sono nato a Milano negli anni 60, li si forma la mia coscienza sociale ma i miei sogni,sarebbe meglio dire quelli di mia madre, a un certo punto prendono il sopravvento e decido di partire. Basta con le manifestazioni,basta con la città. Da sempre amo la natura, compresa quella umana che per me sono una cosa sola. Da uomo faccio parte della natura e da uomo la difendo. Da sempre sono attratto dall’acqua e dai suoi abitanti. Pesci,uccelli tartarughe e barche a vela. Fin da piccolo vado in barca a vela e leggo i libri d’avventura. Dopo qualche anno in Liguria parto alla volta dell’oceano,arrivato ad Antigua incontro l’amore e decido di diventare padre. Ma mentre l’oceano è per il marinaio come per il leviatano,la sicurezza e la libertà,la costa rappresenta un possibile pericolo. Dopo un’altro tormentato periodo nel quale,tra l’altro, creo una società di allestimento barche ad Antibes, la Coast to Coast,lavoro al progetto più importante : la famiglia. Dopo diciassette anni vissuti in Francia mi trasferisco in Sardegna. Finalmente il mare si calma e la vita continua. Con la mia nuova compagna, Teresa e due splendidi figli, tiro facili bordi nelle acque ridossate della Sardegna del nord. In attesa di qualche avventura,questo blog e l’associazione Velapuliamo occupano la mia mente vulcanica,sempre alla ricerca di qualcosa da fare.

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