L’utopia della coerenza

Se decidete di entrare a far parte di questa associazione perché pensate che si possa in qualche modo risolvere il problema della spazzatura nel mondo,sarete i benvenuti. Dovete però sapere che io non ci credo.

Qualunque sia il motivo che vi spinga ad agire in maniera da contrastare il fenomeno inquinamento ,ben venga. Vorrei fosse chiaro però che per me la guerra è persa se non si agisce ad un altro livello. I numeri sono schiaccianti. Non c’è più spazio per le discussioni. Per ogni bambino istruito sulle tematiche ambientali ve ne sono diecimila che ancora non hanno da bere. Per ogni tonnellata di spazzatura tolta,ve ne sono milioni che vengono buttate in mare,in terra,in cielo…..I ghiacciai non stanno fondendo,sono quasi scomparsi. Le frasi tipo: ” se non cambia la situazione si calcola che nel 2048 ci sarà più plastica che biomassa negli oceani…” o ancora: ” nel 2014 il 30% dei coralli del pianeta è scomparso,se non cambia di qui alla fine del…” mi fanno pensare a cosa deve cambiare. Qualcosa che mai ha cessato di aumentare: lo sfruttamento delle risorse. Guardare ai progressi tecnologici è uguale a vivere nel mondo virtuale. La rivoluzione elettrica è in atto ma a quale prezzo? Come produrremo l’energia per le nostre auto? Col sole? Col vento? Se volete crederci e pensare positivo accomodatevi. Ma servono i dati degli scienziati che dicono che anche con l’energia elettrica non risolveremo la fame nel mondo o la sete o il global warming. Ci vuole altro,dicono. Qualche esmpio: le quote di pesca al tonno consigliate dai biologi di tutto il mondo sono ancora oggi otto volte inferiori a quelle autorizzate. L’obbiettivo di riduzione del co2 non è stato raggiunto. Secondo il wwf nel rapporto di giugno i due terzi delle specie animale rischiano l’estinzione nei prossimi 4 anni. Come dire , ciaone! Secondo tutti gli scienziati bisogna ridurre drasticamente i consumi e invece……..C’è chi crede che si possa continuare ma con nuove tecnologie,chi fa finta di nulla e continua la pesca a strascico e chi ancora nega l’evidenza. Qui di sotto una zona morta di 150 km di diametro,al largo di capo verde in pieno oceano. In questa zona la vita è impossibile a causa della mancanza di ossigeno.

Quest’altra zona , due volte grande quanto il Belgio è in oceano indiano:

Credete che spiegando ai bambini che non bisogna buttare spazzatura in giro e andando a raccogliere la plastica da Budelli salveremo il pianeta? Buon per voi. Si ma allora,visto che sono così pessimista e convinto perché lo faccio? Ognuno di noi ha il proprio mandala da compiere indipendentemente dalle ragioni e dai risultati. C’è chi lava la macchina mentre piove,chi esegue operazioni d’urgenza mentre piovono bombe,chi salva persone dal mare e poi le rispedisce da dove sono venute,io raccolgo la spazzatura. Lo faccio perché mi fa stare bene fare qualcosa di giusto. Lo faccio perché la plastica è orrenda. Lo faccio perché non ho il coraggio di dedicare la mia vita intera a una causa più nobile ed impegnativa come dar da mangiare ai poveri,curare gli ammalati o salvare le balene. Lo faccio perché è bello stare insieme e creare un gruppo di lavoro. Lo faccio perché la Sardegna si merita attenzione e sacrificio. Infine lo faccio perché ancora in questo luogo meraviglioso non posso seguire le iniziative degli altri. Certo se il WWF , Legambiente,Marevivo o qualcun’altro fossero attivi in questa zona verrebbe meno il motivo principale. Ma due eventi all’anno non bastano per passare oltre ai sacchi d’ immondizia. Due eventi all’anno non bastano per placare la mia coscienza. Per finire,come sempre voglio ricordare il titolo dell’articolo e spiegare dov’è l’utopia. Per essere coerente con l’amore per la natura dovrei smettere di mangiar carne,di pescare,di andare in auto,o perlomeno ridurre l’uso dell’auto,mangiare meno carne,non mangiare più il tonno. Dovremmo tutti ridurre i consumi non consumare diversamente.Dovremmo sostituire la parola consumo con la parola trasformazione.Isolare bene le case,andare di più in bici,pretendere che in città ci siano marciapiedi,piste ciclabili,non fumare,non pescare per dieci anni,togliere dal menù tutti quei cibi che danneggiano il pianeta. Dovremmo tornare alle candele,almeno per un po’ di tempo. Nel mio romantico mondo la luce è quella di una volta…..

Ma questa è un’utopia.

Autore: Giovanni Boetti

Sono nato a Milano negli anni 60, li si forma la mia coscienza sociale ma i miei sogni,sarebbe meglio dire quelli di mia madre, a un certo punto prendono il sopravvento e decido di partire. Basta con le manifestazioni,basta con la città. Da sempre amo la natura, compresa quella umana che per me sono una cosa sola. Da uomo faccio parte della natura e da uomo la difendo. Da sempre sono attratto dall’acqua e dai suoi abitanti. Pesci,uccelli tartarughe e barche a vela. Fin da piccolo vado in barca a vela e leggo i libri d’avventura. Dopo qualche anno in Liguria parto alla volta dell’oceano,arrivato ad Antigua incontro l’amore e decido di diventare padre. Ma mentre l’oceano è per il marinaio come per il leviatano,la sicurezza e la libertà,la costa rappresenta un possibile pericolo. Dopo un’altro tormentato periodo nel quale,tra l’altro, creo una società di allestimento barche ad Antibes, la Coast to Coast,lavoro al progetto più importante : la famiglia. Dopo diciassette anni vissuti in Francia mi trasferisco in Sardegna. Finalmente il mare si calma e la vita continua. Con la mia nuova compagna, Teresa e due splendidi figli, tiro facili bordi nelle acque ridossate della Sardegna del nord. In attesa di qualche avventura,questo blog e l’associazione Velapuliamo occupano la mia mente vulcanica,sempre alla ricerca di qualcosa da fare.

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