L’insostenibile pesantezza del fare

A tutti voi che commentate,a tutti voi che non c’eravate. A tutti queli che “oggi pioveva,faceva freddo,dovevate dirlo prima,anch’io lo faccio di solito,non lo sapevo….” Dico solo questo: fate. Non è così difficile. Non è nemmeno così stupido fare qualcosa di utile senza essere pagato. Il problema per voi è quel che pensano gli altri. “Sarò mica io a pulire la merda degli altri,gratis poi,mancopannudda!” Tranquilli,non è un problema che avete soltanto voi. Tra il dire e il fare c’è di mezzo l’apparire. Tutti pronti col ditino,like,like,like. Nessuno che voglia apparire stupido. Eppure credetemi, non siamo stupidi noi che oggi eravamo in acqua e sotto la pioggia. Noi che abbiamo lavorato gratis. Noi che non facciamo finta di niente. Che abbiamo tolto la spazzatura che qualcun’altro aveva gettato. Le lattine di birra che qualcun’altro aveva bevuto,le scatolette di esche,le bottiglie di plastica,i sacchetti sbriciolati,le batterie,i pneumatici,le barriere,le corde,il filo da pesca di chi viene a pescare. Non siamo stupidi ma semplicemente dei sognatori. Sognamo di un mare pulito e di un fuoco sulla spiaggia. Di una torta calda offerta da chi non ci può aiutare altrimenti. Di una tazza di the,di una stretta di mano. Aiutare il comune significa far parte di una comunità,pulire il mare e il bosco può essere l’inizio della pace tra uomo e natura.

Autore: Giovanni Boetti

Sono nato a Milano negli anni 60, li si forma la mia coscienza sociale ma i miei sogni,sarebbe meglio dire quelli di mia madre, a un certo punto prendono il sopravvento e decido di partire. Basta con le manifestazioni,basta con la città. Da sempre amo la natura, compresa quella umana che per me sono una cosa sola. Da uomo faccio parte della natura e da uomo la difendo. Da sempre sono attratto dall’acqua e dai suoi abitanti. Pesci,uccelli tartarughe e barche a vela. Fin da piccolo vado in barca a vela e leggo i libri d’avventura. Dopo qualche anno in Liguria parto alla volta dell’oceano,arrivato ad Antigua incontro l’amore e decido di diventare padre. Ma mentre l’oceano è per il marinaio come per il leviatano,la sicurezza e la libertà,la costa rappresenta un possibile pericolo. Dopo un’altro tormentato periodo nel quale,tra l’altro, creo una società di allestimento barche ad Antibes, la Coast to Coast,lavoro al progetto più importante : la famiglia. Dopo diciassette anni vissuti in Francia mi trasferisco in Sardegna. Finalmente il mare si calma e la vita continua. Con la mia nuova compagna, Teresa e due splendidi figli, tiro facili bordi nelle acque ridossate della Sardegna del nord. In attesa di qualche avventura,questo blog e l’associazione Velapuliamo occupano la mia mente vulcanica,sempre alla ricerca di qualcosa da fare.

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