Povero ghepardo

Certo è una tragedia il ghepardo che scompare. La focena,il panda,l’aquila reale. Il rinoceronte,l’elefante.la tigre. Queste sono notizie interessanti. L’albatro che muore con la pancia piena di plastica. Che orrore! Che infami,loro. Loro chi? Quelli che non fanno nulla per salvarli. Quelli che sporcano,uccidono,distruggono. Quelli che. Si ma c’è davvero bisogno di parlare del ghepardo che scompare per rendersi conto che qualcosa non va? Davvero è necessario aprire la pancia di un’ albatro per capire che c’è un sacco di plastica in giro? Non basta uscire di casa e guardare nella fioriera del condominio? Non sarebbe forse logico cominciare a togliere quella che è a portata di mano e che,se lasciata li,finirà inesorabilmente nella pancia della tartaruga?

Questa foto è di settimana scorsa. Questi tappi e cotton fioc sono a Budelli di fianco alla spiaggia rosa. Non sarebbe il caso di cominciare a pulire mentre Marevivo,Legambiente e il WWF parlano di emendamenti e di ghepardi? Puliamo il mondo una volta l’anno? Clean the Med una volta l’anno? E intanto sottocasa uno schifo. Mentre percorro la strada tra Olbia e Cannigione le buste piene di immondizia indifferenziata mi salutano e mi dicono: ” mi lasci qui anche oggi?”. Intanto che aspetto che il WWF mi contatti,che Legambiente si faccia viva,che Marevivo mi chiami,la mia associazione ( ma dovrei dire piuttosto la mia coscienza e quella dei pochi che ne hanno una) si rivolta. Continuerò da solo perché le associazioni ambientaliste sono interessate a ciò che fa notizia e di sicuro quel che faccio io non la fa. Al massimo lo noteranno le tartarughe che non c’è più la plastica e che potranno di nuovo mangiare l’erba. Lo noteranno forse gli abitanti del quartiere che adesso è pulito ma penseranno che il comune è finalmente intervenuto,che era ora visto che pagano un sacco di tasse. Se ne accorgeranno i pescatori di calamari che avranno qualcosa da dire la sera tipo: ” ma lo sai che dei volontari sono venuti a pulire qui?” ” si ho saputo,volontari non credo,avranno preso dei soldi oppure hanno qualche ragione….”. Intanto però le mani si alzeranno e si cercherà di salvare il ghepardo dall’estinzione. Magari gli stati uniti stanzieranno lo 0,0000000000000000001 % del pil. Staccheranno l’assegno e continueranno a vendere plastica,petrolio,armi come se niente fosse. Cosi il povero ghepardo si estinguerà in pace,gli albatri continueranno a morire e le aiuole intorno a casa resteranno una discarica.

Autore: Giovanni Boetti

Sono nato a Milano negli anni 60, li si forma la mia coscienza sociale ma i miei sogni,sarebbe meglio dire quelli di mia madre, a un certo punto prendono il sopravvento e decido di partire. Basta con le manifestazioni,basta con la città. Da sempre amo la natura, compresa quella umana che per me sono una cosa sola. Da uomo faccio parte della natura e da uomo la difendo. Da sempre sono attratto dall’acqua e dai suoi abitanti. Pesci,uccelli tartarughe e barche a vela. Fin da piccolo vado in barca a vela e leggo i libri d’avventura. Dopo qualche anno in Liguria parto alla volta dell’oceano,arrivato ad Antigua incontro l’amore e decido di diventare padre. Ma mentre l’oceano è per il marinaio come per il leviatano,la sicurezza e la libertà,la costa rappresenta un possibile pericolo. Dopo un’altro tormentato periodo nel quale,tra l’altro, creo una società di allestimento barche ad Antibes, la Coast to Coast,lavoro al progetto più importante : la famiglia. Dopo diciassette anni vissuti in Francia mi trasferisco in Sardegna. Finalmente il mare si calma e la vita continua. Con la mia nuova compagna, Teresa e due splendidi figli, tiro facili bordi nelle acque ridossate della Sardegna del nord. In attesa di qualche avventura,questo blog e l’associazione Velapuliamo occupano la mia mente vulcanica,sempre alla ricerca di qualcosa da fare.

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