Mondo virtuale

Nel mondo virtuale di mio figlio non c’è spazzatura. Non l’hanno inserita nel gioco. Le bestie al pari di un tempo che fu,servono per le materie prime: cuoio,pelli,carne,corna. Con questi materiali ci si rifocilla,ci si copre dal freddo,ci si difende dai nemici. Ma il mondo virtuale di mio figlio non esiste senza una buona connessione. Non una connessione con la realtà,una connessione internet. Nel mondo virtuale degli ex sessantottini,quelli che oggi insegnano il potere delle pietre,l’energia cosmica e il shakra,non esiste la spazzatura. È semplicemente un pensiero negativo frutto della negatività insita nel l’individuo. Al massimo esistono aerei che spargono scie chimiche per arrecare danno al pianeta. Gli esseri umani tutti,tranne loro stessi,sono il problema della natura e in ogni caso cosa possono mai fare? Come possono sconfiggere le grandi compagnie petrolifere? Nel loro mondo è necessaria una connessione. Non una connessione con la realtà,una connessione cosmica.Nel mondo virtuale del mercato,in quello dei nazi,di Salvini e di tutte le destre capitaliste la spazzatura sono gli altri esseri umani. Quelli che vogliono quel che hanno loro: il denaro. Nel loro mondo il pianeta è diviso in due o al massimo in tre: poveri,ricchi,ricchissimi. Per tornare allo splendore,l’umanità deve costruire barriere,innalzare muri. Creare eserciti. Nel loro mondo è necessaria una connessione,non con la realtà ma con la paura della gente. La realtà è molto più semplice ma allo stesso tempo necessita di soluzioni quantomai complesse che però partono tutte dallo stesso principio che purtroppo dai più non è condiviso: la volontà di agire. La rivoluzione è sempre preceduta dall’azione. Per questo le categorie di cui sopra,compreso mio figlio, se ne stanno in un mondo virtuale. Chi con in mano un mouse,chi con un cannone di mariuana,chi con un bicchier di vino. Se da domani il mondo virtuale di costoro diventasse la realtà ci sarebbe da piangere. Mentre mio figlio gioca,i fricchettoni si sballano e Salvini lancia anatemi agli immigrati,guardo sconsolato quel che accade nel mondo reale. Qualcuno vede ciò che vedo io? Qualcuno vuole aiutarmi a far qualcosa?

Autore: Giovanni Boetti

Sono nato a Milano negli anni 60, li si forma la mia coscienza sociale ma i miei sogni,sarebbe meglio dire quelli di mia madre, a un certo punto prendono il sopravvento e decido di partire. Basta con le manifestazioni,basta con la città. Da sempre amo la natura, compresa quella umana che per me sono una cosa sola. Da uomo faccio parte della natura e da uomo la difendo. Da sempre sono attratto dall’acqua e dai suoi abitanti. Pesci,uccelli tartarughe e barche a vela. Fin da piccolo vado in barca a vela e leggo i libri d’avventura. Dopo qualche anno in Liguria parto alla volta dell’oceano,arrivato ad Antigua incontro l’amore e decido di diventare padre. Ma mentre l’oceano è per il marinaio come per il leviatano,la sicurezza e la libertà,la costa rappresenta un possibile pericolo. Dopo un’altro tormentato periodo nel quale,tra l’altro, creo una società di allestimento barche ad Antibes, la Coast to Coast,lavoro al progetto più importante : la famiglia. Dopo diciassette anni vissuti in Francia mi trasferisco in Sardegna. Finalmente il mare si calma e la vita continua. Con la mia nuova compagna, Teresa e due splendidi figli, tiro facili bordi nelle acque ridossate della Sardegna del nord. In attesa di qualche avventura,questo blog e l’associazione Velapuliamo occupano la mia mente vulcanica,sempre alla ricerca di qualcosa da fare.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...