Diffidenza

Sono piuttosto stupito e anche scocciato dall’atteggiamento delle associazioni ambientaliste italiane. Mi riferisco a Legambiente,WWF e Marevivo perché mi sono limitato a cotattare queste tre. Tutto quel che sono riuscito ad ottenere è stato un fai pure,a noi va bene ma non fare il nostro nome. Nessuna delle tre ha un circolo nel nord Sardegna. Certo che qui non essendoci nulla da difendere non servono. Non c’è fauna e flora. Non c’è un’ arcipelago meraviglioso. Non c’è l’amp di Tavolara. Non ci sono il cavaliere d’italia.l’airone,il fenicottero,le balene nel canyon di Caprera,nel nord Sardegna non c’è nessun interesse ambientale e poi dai,lo sanno tutti qui non c’è bisogno degli ambientalisti perché tutti qui rispettano l’ambiente. Che diamine! Comunque,io telefono e la prima cosa incontro è il rimbalzo. Chiama questo,chiama quello,ti richiamo,vediamo……Poi la diffidenza: ” cosa credi che aspettavamo te?”, la poca collaborazione e,dulcis in fundo la convinzione che sia inutile perché “l’abbiamo gia fatto tante volte.”. Bravi,ma scusate non ho capito se mi date una mano o no……”ti richiamiamo,tu mandaci un’email”. Io intanto,a tempo perso raccolgo,penso,ragiono e telefono.

Per esempio,non si potrebbe pretendere che i terminali degli ombrelloni da sole siano fissati con un rivetto? “Mi dispiace ma siamo impegnati nella lotta alle microplastiche e poi noi siamo tutti volontari”…..dicono. Ma io penso e ripenso e telefono. Così venerdì ho un appuntamento col vicesindaco di Olbia,io! Ma chi cazzo sono io? Ho chiesto l’appoggio all’iniziativa,non devono far altro che dire ok ma invece niente. E io penso e telefono e scrivo e ho pensato: perché non far sedere allo stesso tavolo i cozzari,il comune e le associazioni ambientaliste? Semplice: perché le associazioni non ci sono qui. Il wwf per aprire un circolo chiede un obbligo di un numero di tesserati. Embè? Perché se non ci sono i tesserati non si possono sostenere le persone volenterose? Evidentemente c’è diffidenza. Metti che ti vada una cozza in un occhio. Metti che ti sporchi il vestito o che un bambino si punga con una siringa,metti che poi torni tutto come prima. Meglio non fidarsi ma fai pure,se vuoi,noi non siamo contrari.

Queste sono le piscine tra Cannigione e il golfo saline al confine con il comune di Palau. Bello vero? A che servo io? Semplicemente guardo dove gli altri non vogliono guardare. Mi sto facendo degli amici ma sono tutti diffidenti. Essere di fuori è in realtà un vantaggio perché io non ho scheletri nell’armadio e quel che faccio lo faccio e basta. Sono io che mi immergo e che ritorno a casa con i sacchi d’immondizia,io che telefono,io che scrivo e pago per questo blog,io che vado dal sindaco. Come dite? Non dovrei essere io? Credo di si. Oggi Benedetto Cristo mi ha detto una cosa molto bella e importante: “anche Milano è casa mia.” Giusto,bravo,casa nostra è il mondo e il mare il nostro bene più prezioso. Mi ha anche detto che quel che voglio fare l’ha già fatto molte volte e che non è servito ma che è importante che io lo faccia lo stesso. Vorrei rompere il muro della diffidenza e lo farò con l’azione. Il comune di Arzachena dopo l’iniziativa della pulizia dei fondali ha deciso di calendarizzare quattro eventi invernali del genere. Dai,coraggio. Fidarsi è bene,fare è meglio.

Autore: Giovanni Boetti

Sono nato a Milano negli anni 60, li si forma la mia coscienza sociale ma i miei sogni,sarebbe meglio dire quelli di mia madre, a un certo punto prendono il sopravvento e decido di partire. Basta con le manifestazioni,basta con la città. Da sempre amo la natura, compresa quella umana che per me sono una cosa sola. Da uomo faccio parte della natura e da uomo la difendo. Da sempre sono attratto dall’acqua e dai suoi abitanti. Pesci,uccelli tartarughe e barche a vela. Fin da piccolo vado in barca a vela e leggo i libri d’avventura. Dopo qualche anno in Liguria parto alla volta dell’oceano,arrivato ad Antigua incontro l’amore e decido di diventare padre. Ma mentre l’oceano è per il marinaio come per il leviatano,la sicurezza e la libertà,la costa rappresenta un possibile pericolo. Dopo un’altro tormentato periodo nel quale,tra l’altro, creo una società di allestimento barche ad Antibes, la Coast to Coast,lavoro al progetto più importante : la famiglia. Dopo diciassette anni vissuti in Francia mi trasferisco in Sardegna. Finalmente il mare si calma e la vita continua. Con la mia nuova compagna, Teresa e due splendidi figli, tiro facili bordi nelle acque ridossate della Sardegna del nord. In attesa di qualche avventura,questo blog e l’associazione Velapuliamo occupano la mia mente vulcanica,sempre alla ricerca di qualcosa da fare.

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