A Natale si può fare di meno

Si può anche passare il Natale tra amici ed evitare i centri commerciali. Si può anche invitare quel fratello,quel cugino,quell’amico che siccome rompe o deve qualcosa alla società perché è diverso oppure incapace di star zitto è sempre solo. Si può provare a far qualcosa di meno invece che di più. Di meno banale,meno in linea con il pensiero unico del consumismo. Natale non è un giorno qualunque neanche per me che non ho radici. Non è un giorno qualunque per Mauro che vive a Budelli da solo e che a Natale guarda le stelle nella fredda notte pensando alla famiglia. Non lo è soprattutto per gli esclusi che anche se non lo vogliono ammettere,un Natale in famiglia gli farebbe piacere. Ma anche no,dipende sempre dal come. Ricordo che nel 1999, alla vigilia di Natale mi trovavo con un mio caro amico e con il mio primo figlio Theo che aveva sei anni sul mio rush,un nove metri a vela di nome “Chimere” nelle Florida Keys. Partimmo da Miami e andammo lontani dalla citta,dove potevamo vedere il cielo. A grande sorpresa di Theo,Babbo Natale venne a trovarci e scivolando silenzioso dall’albero alla coperta e dalla coperta alla cabina lasciando un piccolo ma significativo pacchettino.Così la mattina del 25 Theo ebbe il suo regalo,un bellissimo trattore per giocare sulla spiaggia. Quel giorno per pranzo pescammo due aragoste ed uno snapper. Come dessert aprimmo una scatola di ananas sciroppato. Fu un bellissimo Natale nel quale Theo imparò molte cose. L’anno seguente decisi di passarlo in famiglia e fu tristissimo per me vedere Theo in lacrime per aver ricevuto solo otto regali. I cugini ovviamente ne avevano a montagne e Theo imparò l’invidia.

La mia partenza dall’Europa fu una sorta di fuga ma anche la ricerca dell’anima ,mentre il rientro fu dettato dagli eventi e dagli errori. Sbagliando si impara……a sbagliare. Dopo la nascita di Theo e la separazione le mie convinzioni vacillarono. Era questo il sogno? Questa la mia famiglia? Eppure adesso che vedo con gli occhiali dell’esperienza comincio a capire cos’è la famiglia. La famiglia è quella stessa delle figurine: il pinguino con la foca e l’orso polare,il leone con la giraffa e l’elefante,Il sognatore con i libri,il tramonto e la spiaggia. La famiglia è ciò che ti fa sentire a casa e casa mia è l’orizzonte. Per ciò che riguarda i figli dei sognatori dico di provare ad essere diversi dal branco che non è la famiglia. A Natale si può fare di meno anzi,si può far meno rumore,meno luce,meno baldoria e riflettere in pace. Leggere sereni un libro davanti allo scoppiettante camino oppure ascoltare il silenzio del vento nei capelli. Non so come saranno i figli dei miei figli nè se ne avranno. Non so che sarà di quel sorriso spensierato senza mondi virtuali. Senza suonerie e vibrazioni,senza internet. Di quel mondo passato dove c’era di meno restano intatti i sogni.

Allora giocavamo con i nostri figli. Tutto era possibile perché eravamo meno informati. Nel mistero del mare trovavamo ancora un rifugio. Ma è Natale e bisogna essere allegri perché a Natale si può fare di più. Più di così………..

Autore: Giovanni Boetti

Sono nato a Milano negli anni 60, li si forma la mia coscienza sociale ma i miei sogni,sarebbe meglio dire quelli di mia madre, a un certo punto prendono il sopravvento e decido di partire. Basta con le manifestazioni,basta con la città. Da sempre amo la natura, compresa quella umana che per me sono una cosa sola. Da uomo faccio parte della natura e da uomo la difendo. Da sempre sono attratto dall’acqua e dai suoi abitanti. Pesci,uccelli tartarughe e barche a vela. Fin da piccolo vado in barca a vela e leggo i libri d’avventura. Dopo qualche anno in Liguria parto alla volta dell’oceano,arrivato ad Antigua incontro l’amore e decido di diventare padre. Ma mentre l’oceano è per il marinaio come per il leviatano,la sicurezza e la libertà,la costa rappresenta un possibile pericolo. Dopo un’altro tormentato periodo nel quale,tra l’altro, creo una società di allestimento barche ad Antibes, la Coast to Coast,lavoro al progetto più importante : la famiglia. Dopo diciassette anni vissuti in Francia mi trasferisco in Sardegna. Finalmente il mare si calma e la vita continua. Con la mia nuova compagna, Teresa e due splendidi figli, tiro facili bordi nelle acque ridossate della Sardegna del nord. In attesa di qualche avventura,questo blog e l’associazione Velapuliamo occupano la mia mente vulcanica,sempre alla ricerca di qualcosa da fare.

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