Vorrei che volessero

L’eterno dilemma per un genitore è come passare i propri desideri ai figli. È una sfida per tutti i leader in tutti i campi. Prendiamo l’esempio della natura: come si fa a fare in modo che per gli altri il rispetto della natura e non solo,anche la curiosità,la passione,la bellezza pura e semplice,siano un valore condiviso? Da ideatore e promotore del progetto Velapuliamo sono piuttosto frustrato nel vedere che per la maggioranza delle persone che mi stanno intorno la natura è o qualcosa che vive indipendentemente da noi uomini oppure qualcosa da sfruttare. È molto triste constatare il degrado costante e l’umiliazione della fauna selvaggia. Ad Olbia come in tutta Italia si sacrificano le pietre,gli alberi,i paesaggi per far posto ai centri commerciali. Nessuno che vorrebbe qualcosa di più dalla natura. Parallelamente a casa i giovani non leggono e non sono curiosi riguardo alle specie esistenti,complice il sistema educativo nazionale che non li motiva. I pesci per la società intera sono cibo,gli alberi un’accessorio dei giardini,il mare un luogo dove fare il bagno.Si stupiscono delle moltitudini di animali virtuali nei loro giochi senza domandarsi da dove vengano. Assumono passivamente l’immagine di un mondo fatto di immagini. Icone virtuali senza possibilità di interazione al di fuori del software. Eppure un semplice gatto è molto di più di un gioco. È un contatto con le proprie origini. Il mondo animale sta perdendo il suo leader,l’uomo che ha migrato verso un mondo limitato. I ragzzi di oggi oltretutto ora più che mai chiedono dei confini,delle regole entro le quali muoversi in sicurezza. Non sono più portatori di novità. Vorse l’evoluzione sta arrivando al capolinea. Molti film hanno descritto questo processo:le macchine dominano l’uomo. Una nuova specie d’uomo: l’homo banalis,che trionfa e sottomette lo spirito libero e rivoluzionario dell’uomo. Questa banalità,questa ovvietà che è insita in tutti i giochi virtuali quest’uomo non la vede. Per lui i luoghi d’incontro sono virtuali così come la natura. Non vede le montagne di spazzatura che rendono brutto questo mondo. L’homo banalis ha tatuato sul braccio un disegno tribale e con gesti maschilisti mette in mostra i muscoli. Il suo rap parla della mamma che ancora una volta dovrebbe perdonarlo. Il nuovo leader non vuole niente e niente vogliono i suoi seguaci. A parte giocare ovviamente. Così tra una game e l’altra gli alberi,quelli veri vengono abbattuti,i fiumi ricoperti e gli oceani muoiono soffocati dal calore generato dai server. Quello che vorrei è che questo nuovo uomo volesse di più. Che avesse delle ambizioni non solo dei video da guardare. Ma quel che voglio io non è il suo obbiettivo. Non è l’obbiettivo di questa società quello di creare delle menti libere ed ambiziose. Quel che vuole l’homo banalis è quel che vuole il capitale: un mondo virtualmente vivo ma brutto e realmente amorfo. La creazione di una nuova volontà dovrebbe essere l’obbiettivo di ogni leader. A scuola bisognerebbe insegnare a volere. Volere è potere ma soltanto al gerundio. Così volendo potremmo anche ma quand’è che vorranno? Per ora si accontantano di una connessione.

Autore: Giovanni Boetti

Sono nato a Milano negli anni 60, li si forma la mia coscienza sociale ma i miei sogni,sarebbe meglio dire quelli di mia madre, a un certo punto prendono il sopravvento e decido di partire. Basta con le manifestazioni,basta con la città. Da sempre amo la natura, compresa quella umana che per me sono una cosa sola. Da uomo faccio parte della natura e da uomo la difendo. Da sempre sono attratto dall’acqua e dai suoi abitanti. Pesci,uccelli tartarughe e barche a vela. Fin da piccolo vado in barca a vela e leggo i libri d’avventura. Dopo qualche anno in Liguria parto alla volta dell’oceano,arrivato ad Antigua incontro l’amore e decido di diventare padre. Ma mentre l’oceano è per il marinaio come per il leviatano,la sicurezza e la libertà,la costa rappresenta un possibile pericolo. Dopo un’altro tormentato periodo nel quale,tra l’altro, creo una società di allestimento barche ad Antibes, la Coast to Coast,lavoro al progetto più importante : la famiglia. Dopo diciassette anni vissuti in Francia mi trasferisco in Sardegna. Finalmente il mare si calma e la vita continua. Con la mia nuova compagna, Teresa e due splendidi figli, tiro facili bordi nelle acque ridossate della Sardegna del nord. In attesa di qualche avventura,questo blog e l’associazione Velapuliamo occupano la mia mente vulcanica,sempre alla ricerca di qualcosa da fare.

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