Maschilismo al femminile

Ancora una volta parlerò di spazzatura. Questa volta però si tratta di quella mediatica. Quel che sta succedendo in Francia con la lettera di Catherine De Neuve conferma quel che ho scritto precedentemente nel mio articolo ” generazione confusa”. Le donne si sentono in dovere di difendere il ruolo da loro esercitato nei secoli è cioè quello di subalterni. Avrei potuto dire di peggio. La controffensiva maschilista arriva ancora una volta non dagli uomini,che giustamente preferiscono tacere ma dalle donne. Come nel 68′ le donne non capiscono perché dovrebbero rinunciare ad essere usate. Certo dover decidere del proprio futuro,da sole,lavorando è un bell’impegno. Ma la libertà vale sempre l’impegno. Noi uomini dovremmo pretendere una donna libera,emancipata,indipendente. Le madri dei nostri figli non devono avere paura perché altrimenti apparirà un’altra generazione di uomini-bambino. Il meccanismo è perverso: la donna fin da piccola viene educata a servire. Crescendo desidera liberarsi della madre che le impone di essere servizievole. Il padre comincia a manifestarle un torbido interesse. Ricordiamoci che l’uomo è un mammifero e che due tette sono due tette. La piccola donna comincia a sperimentare il suo sex appeal e comincia ad apprezzarne i vantaggi. Quando si libera dei genitori cerca un compagno che assomigli al padre e si comporta come sua madre si comportava con suo padre. Pulisce,stira,lava,fa da mangiare. Quando si accorge di essere una serva ha già fatto i figli e sui maschi trasferisce il suo odio verso il suo padrone,alle femmine insegna cosa vuol dire essere donna. Per fortuna non va sempre così. Delle volte i genitori si rispettano a vicenda e si dividono di buon grado i compiti. Delle volte però va anche peggio: quando la donna è bella viene subito messa in vetrina e per lei le possibilità di rimanere libera sono esigue. Qualcuno la vorrà per se e molto spesso i genitori sono complici di questo misfatto e danno la propria figlia al miglior offerente ,vedi lo schifo delle veline o le trasmissioni tv dove i genitori spingono le proprie “Miss” a diventare delle gheishe. Vedere una donna non è la stessa cosa che guardarla. Liberiamo le donne dalla spazzatura e denunciamo sempre gli abusi e le molestie. Il turismo sessuale fa schifo,gli uomini che usano le donne fanno schifo,le donne che si prostituiscono sono delle vittime di una società malata. La spazzatura mediatica vuole creare confusione nella coscienza della donna. La paura viene sempre usata dal potere. Figlie,madri,donne,non lasciatevi ingannare: il potere viene sempre dato. Non datelo agli uomini e sarete libere.

Autore: Giovanni Boetti

Sono nato a Milano negli anni 60, li si forma la mia coscienza sociale ma i miei sogni,sarebbe meglio dire quelli di mia madre, a un certo punto prendono il sopravvento e decido di partire. Basta con le manifestazioni,basta con la città. Da sempre amo la natura, compresa quella umana che per me sono una cosa sola. Da uomo faccio parte della natura e da uomo la difendo. Da sempre sono attratto dall’acqua e dai suoi abitanti. Pesci,uccelli tartarughe e barche a vela. Fin da piccolo vado in barca a vela e leggo i libri d’avventura. Dopo qualche anno in Liguria parto alla volta dell’oceano,arrivato ad Antigua incontro l’amore e decido di diventare padre. Ma mentre l’oceano è per il marinaio come per il leviatano,la sicurezza e la libertà,la costa rappresenta un possibile pericolo. Dopo un’altro tormentato periodo nel quale,tra l’altro, creo una società di allestimento barche ad Antibes, la Coast to Coast,lavoro al progetto più importante : la famiglia. Dopo diciassette anni vissuti in Francia mi trasferisco in Sardegna. Finalmente il mare si calma e la vita continua. Con la mia nuova compagna, Teresa e due splendidi figli, tiro facili bordi nelle acque ridossate della Sardegna del nord. In attesa di qualche avventura,questo blog e l’associazione Velapuliamo occupano la mia mente vulcanica,sempre alla ricerca di qualcosa da fare.

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