Parole

Non sembra che la gente comune dia molta importanza al verbo tant’è che si parla ormai apertamente,in Italia di ” razza bianca” come se ne esistesse una. I vocaboli della politica sembrano non importare alla massa però poi,al bar oppure a cena o a casa,magari davanti ai bambini,queste due parole che separate hanno pure un senso,unite si caricano immediatamente di un pericoloso significato: diversità. Ma non solo,si sente di nuovo il nome dell’innominabile ( non sto parlando di Voldemort), che rinasce dalle sue ceneri come una fenice. Dal suo impavido mezzo busto,con il suo fiero elmetto,eccolo che ritorna a difesa dell'”italianità” altra parola priva di significato ma carica di simbologia,peraltro sempre la stessa: diversità. E poi ancora altre parole innocue che però formano frasi ambigue,per ora, ma che già costarono molto caro all’ umanità: “prima”, “italiani”, “clandestini”, “immigrati”,”etnia”,”noi”………. Uscendo dalla politica non è meglio. Si parla di ” sfruttamento ” quando ci si riferisce alle risorse oppure di “produttività”,”mercato”, “natura”. Propongo quindi di sostituire queste parole con altre e di costruire un vocabolario umanista. La parola “razza” sarà sostituita dalla parola “fortuna”,es. :” tutte le persone di fortuna bianca devono prestare attenzione a quelle di fortuna nera o gialla o rossa”. La parola ” italiani” con ” che paga le tasse in italia” es.: ” tutti noi che paghiamo le tasse in Italia dovremmo avere la precedenza nell’assegnazione dei servizi erogati dallo stato”. La parola ” sfruttamento” va sostituita con ” utilizzo” es.: ” l’utilizzo delle risorse idriche”. La parola “educazione” va sostituita dalla parola ” sostegno alla crescita” es.:” per sostenere nella crescita un bambino bisogna…….” oppure: ” il sostegno alla crescita dei ragazzi va creato a partire dalla fiducia…”. La parola ” competizione ” va sostituita con la parola ” impegno ” e la parola “avversario ” con “altro gruppo”es.” l’impegno si è svolto nel rispetto dell’altro gruppo…..”. Tante parole poi andrebbero semplicemente cancellate. Vi invito a fare proposte. Desidero vivere in un mondo dove non si sfrutta niente ma si fa uso dell’intelligenza per trovare il modo di accontentare il più ampio numero di esigenze. L’esistenza della vita di ogni specie è importante e preziosa. Nessuno è in grado di creare l’equilibrio dell’evoluzione,per questo ci sono voluti milioni di anni. In una “gara per la supremazia” ci sono due parole di troppo,vorrei che non esistessero gare ma giochi e non ci fosse nessuna supremazia da raggiungere ma soltanto l’eccellenza. Eccellere non è uguale a vincere: per eccellere bisogna essere eccellenti mentre per vincere alle volte basta barare. Nelle parole quel che è importante è l’accezione che purtroppo sfugge alla coscienza delle masse mentre colpisce in modo subliminale il lato oscuro del loro ragionamento. Dando la giusta accezione alle parole si può riempire il discorso di un significato positivo. Viceversa,usando parole ambigue ecco che il fondo del discorso diventa un possibile strumento d’odio. Le parole sono le foglie dell’albero del dialogo. Venga l’autunno per quelle rosse come il sangue,gialle come la paura,marroni come……..beh avete capito,è venuto il momento della speranza.

Autore: Giovanni Boetti

Sono nato a Milano negli anni 60, li si forma la mia coscienza sociale ma i miei sogni,sarebbe meglio dire quelli di mia madre, a un certo punto prendono il sopravvento e decido di partire. Basta con le manifestazioni,basta con la città. Da sempre amo la natura, compresa quella umana che per me sono una cosa sola. Da uomo faccio parte della natura e da uomo la difendo. Da sempre sono attratto dall’acqua e dai suoi abitanti. Pesci,uccelli tartarughe e barche a vela. Fin da piccolo vado in barca a vela e leggo i libri d’avventura. Dopo qualche anno in Liguria parto alla volta dell’oceano,arrivato ad Antigua incontro l’amore e decido di diventare padre. Ma mentre l’oceano è per il marinaio come per il leviatano,la sicurezza e la libertà,la costa rappresenta un possibile pericolo. Dopo un’altro tormentato periodo nel quale,tra l’altro, creo una società di allestimento barche ad Antibes, la Coast to Coast,lavoro al progetto più importante : la famiglia. Dopo diciassette anni vissuti in Francia mi trasferisco in Sardegna. Finalmente il mare si calma e la vita continua. Con la mia nuova compagna, Teresa e due splendidi figli, tiro facili bordi nelle acque ridossate della Sardegna del nord. In attesa di qualche avventura,questo blog e l’associazione Velapuliamo occupano la mia mente vulcanica,sempre alla ricerca di qualcosa da fare.

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