Punti di vista

Senza parlare della vista che si gode dai grattacieli di New York o di Dubai, pensiamo a quello che hanno visto sul giornale,comodamente seduti sul Freccia Rossa i “pendolari” di prima classe,mentre sfrecciavano accanto ai rottami di Trenord. Pensiamo più in generale a quello che vede la prima classe di questo paese,la classe dirigente. Di sicuro non vedono le buche nelle strade,i pezzi di binario mancanti,le montagne di spazzatura o se le vedono appaiono loro attraverso il cannocchiale del conto in banca come un mondo alieno. Duemila anni di storia non sono riusciti a cancellare il razzismo e nemmeno le classi sociali. Quel che si vede dal basso,tra le macerie della morale,nel bel mezzo degli scarti di lavorazione,della spazzatura,indice di ricchezza di un paese o piuttosto della sua classe dirigente, non è lo stesso che si vede dalla piscina del Romazzino,hotel 4 stelle in Costa Smeralda. Questo semplice e banale pensiero non è chiaro a chi aspira a salire di un piano o forse,è talmente chiaro che per raggiungere l’obbiettivo deve nascondere la verità persino a se stesso . Mentre la prima classe scambia incessantemente titoli in borsa per conquistare fette di mercato,la seconda attacca la terza,la terza attacca la quarta e così fino all’ultima. Nessuno pare accorgersi del vulcano che cresce eruttando povertà,ingiustizia,malattie e spazzatura. Per non parlare degli altri vulcani. Alcuni sputano odio,altri vomitano fumo nel cielo,altri ancora ignoranza pura e semplice. Forse quando il polietilene,il polistirolo,i polipropilene e chissà quale altro prodotto avrà raggiunto il bordo delle piscine della prima classe,comincerà il cambiamento. Forse capiranno che per combattere la povertà bisogna cominciare a non rubare quello che i poveri hanno. Forse quando anche dall’alto dei loro grattacieli non vedranno altro che fumo cominceranno a capire che per combattere l’inquinamento bisogna cominciare a non produrre materiali inquinanti. Forse quando un missile di produzione USA cadrà per sbaglio sulla Trump tower capiranno che per vincere la guerra bisogna combattere le guerre non i popoli. Forse ci vorrebbero degli occhiali che permettano di vedere il futuro. Certo degli occhiali esistono ma chi li legge? I libri servono a questo: vedere nel futuro. Forse ci vorrebbe più cultura. Ma la cultura costa e chi paga? Prima bisogna mangiare,bere,giocare,fare sesso,chattare………Via via che si scende nelle classi i bisogni diventano sempre più basilari e primitivi. Dal basso non si vede il libro come necessario perché la pancia urla. E allora bisogna che la testa guardi con gli occhi della pancia e dia gli occhi ai ciechi. Purtoppo la testa non pensa alla pancia e presto lo zucchero di cui ha bisogno comincerà a scarseggiare. La spazzatura ha già superato la pancia di questo corpo malato e presto ne coprirà le spalle bloccando le braccia. Così mentre il buio avvolgerà la plebe,dal loro punto di vista privilegiato i ricchi potranno vedere quello che hanno fatto,o meglio quello che non hanno fatto.

Autore: Giovanni Boetti

Sono nato a Milano negli anni 60, li si forma la mia coscienza sociale ma i miei sogni,sarebbe meglio dire quelli di mia madre, a un certo punto prendono il sopravvento e decido di partire. Basta con le manifestazioni,basta con la città. Da sempre amo la natura, compresa quella umana che per me sono una cosa sola. Da uomo faccio parte della natura e da uomo la difendo. Da sempre sono attratto dall’acqua e dai suoi abitanti. Pesci,uccelli tartarughe e barche a vela. Fin da piccolo vado in barca a vela e leggo i libri d’avventura. Dopo qualche anno in Liguria parto alla volta dell’oceano,arrivato ad Antigua incontro l’amore e decido di diventare padre. Ma mentre l’oceano è per il marinaio come per il leviatano,la sicurezza e la libertà,la costa rappresenta un possibile pericolo. Dopo un’altro tormentato periodo nel quale,tra l’altro, creo una società di allestimento barche ad Antibes, la Coast to Coast,lavoro al progetto più importante : la famiglia. Dopo diciassette anni vissuti in Francia mi trasferisco in Sardegna. Finalmente il mare si calma e la vita continua. Con la mia nuova compagna, Teresa e due splendidi figli, tiro facili bordi nelle acque ridossate della Sardegna del nord. In attesa di qualche avventura,questo blog e l’associazione Velapuliamo occupano la mia mente vulcanica,sempre alla ricerca di qualcosa da fare.

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