Cipolle

Strato dopo strato,l’ ovvietà ricopre velocemente ogni cosa. Quel che soltanto ieri era una notizia,oggi è crosta fumante.Come un enorme cipolla la terra dovrebbe essere sbucciata per rivelare a coloro i quali negano, il forte odore di morte che impregna la storia umana. Le lacrime allora renderebbero di nuovo fertile il suolo creando consapevolezza. Invece di sbucciare la terra e accertare le colpe,gli esseri umani si stanno trasformando loro stessi in cipolle, ricoprendosi con videostrati di pseudoconoscenza. All’esterno la luccicante buccia,all’interno il pianto. Ben presto i libri scompariranno del tutto a riprova che il liberalcapitalismo, nel quale l’unica libertà è quella di spendere i soldi che hai, avrà raggiunto l’obbiettivo di annientare le coscienze collettive. Per quelle individuali c’è ancora spazio ma gli spazi tendono a riempirsi attraverso complicate logaritmie. Gli autori senza seguito sono seguiti da altri autori ed i fautori da nessuno. Peggio dell’aglio questi ultimi faticano non poco a trovare un modo per risultare attraenti. In un likemondo quel che devi ottenere per essere seguito sono i pollici in su ma con quelli non pulisci le spiagge. Per ottenerli devi imparare il liguaggio delle cipolle che ovviamente si esprime a strati. Per arrivare ai like devi mettere i like. Devi fingerti interessato a quello che fanno gli altri ma attenzione,potresti finire nello strato inferiore,quello degli spammer. Il dilemma è se bisogna restare in superficie,dove nessuno si ferisce,oppure andare in profondità,verso l’acido sulfenico. Nei due casi,l’obbiettivo di smuovere l’umana coscienza pare complicato. Con le foto dei cagnolini,delle spiagge deserte,dell’acqua limpida si ottengono molte belle faccine sorridenti,con le foto delle discariche,quelle arrabbiate. L’esperienza ormai si risolve sullo smartphone. Affilerò per bene la lama dei miei discorsi e proverò a tagliare gli strati di apatia creandone un delicato e profumato soffritto. Siete ovviamente tutti invitati a pranzo.

Autore: Giovanni Boetti

Sono nato a Milano negli anni 60, li si forma la mia coscienza sociale ma i miei sogni,sarebbe meglio dire quelli di mia madre, a un certo punto prendono il sopravvento e decido di partire. Basta con le manifestazioni,basta con la città. Da sempre amo la natura, compresa quella umana che per me sono una cosa sola. Da uomo faccio parte della natura e da uomo la difendo. Da sempre sono attratto dall’acqua e dai suoi abitanti. Pesci,uccelli tartarughe e barche a vela. Fin da piccolo vado in barca a vela e leggo i libri d’avventura. Dopo qualche anno in Liguria parto alla volta dell’oceano,arrivato ad Antigua incontro l’amore e decido di diventare padre. Ma mentre l’oceano è per il marinaio come per il leviatano,la sicurezza e la libertà,la costa rappresenta un possibile pericolo. Dopo un’altro tormentato periodo nel quale,tra l’altro, creo una società di allestimento barche ad Antibes, la Coast to Coast,lavoro al progetto più importante : la famiglia. Dopo diciassette anni vissuti in Francia mi trasferisco in Sardegna. Finalmente il mare si calma e la vita continua. Con la mia nuova compagna, Teresa e due splendidi figli, tiro facili bordi nelle acque ridossate della Sardegna del nord. In attesa di qualche avventura,questo blog e l’associazione Velapuliamo occupano la mia mente vulcanica,sempre alla ricerca di qualcosa da fare.

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