Chi tace dissente

Nella strategia della comunicazione bisogna tener conto del silenzio.Tanto per cominciare per ottenere dei risultati,parlo per esperienza diretta,bisogna saper parlare. Poi bisogna saper ascoltare,anche i silenzi. Infine bisogna dividere i discorsi a seconda dell’interlocutore. L’obbiettivo primario,nella fattispecie la pulizia della Sardegna e più in generale la difesa dell’ambiente,fanno soltanto da sfondo ma attenzione: lo sfondo di una campagna di bonifica non può essere una discarica. Per comunicare il degrado non resta altro che usare la lingua in altro modo. Sicuramente,se i miei interlocutori,che cominciano ad essere di un certo rilievo,leggessero questo blog,per intero, starebbero alla larga da me poiché rappresento l’idealista antisistema dal quale è sempre meglio prendere le distanze. Per gli esseri umani,almeno per quelli che hanno la pancia piena,l’auto,il conto in banca e la salute,contano molto di più le parole delle azioni. Non è così per i pesci,le tartarughe,gli uccelli che non parlano la lingua dell’uomo e che si accontentano di un luogo dove vivere,mangiare e riprodursi. Ma gli animali non verranno con me a pulire. Continueranno la loro incessante lotta per la sopravvivenza, gli aironi cacceranno i piccoli muggini nei canali scolmatori colmi di rifiuti,

le tartarughe deporranno le loro uova dentro strati di plastica e i pesci cercheranno di evitare le reti,le nasse,le lenze,i fucili,le peschiere,oltre che i loro nemici naturali. In fondo chi se ne frega. La terra non è altro che un puntino blu nel sistema solare,il sistema solare,uno tra tanti e così all’infinito. Quel che frega invece è comunicare la gioia e la bellezza di questa splendida isola,con le sue baie incontaminate e deserte anche d’estate. Un luogo magico dove le tradizioni incontrano la natura selvaggia ancora intatta. Le servitù militari con i loro crateri, la terra dei fuochi di Quarto dove la spazzatura brucia per autocombustione come a Scampia,le discariche abusive http://bit.ly/2o2VWlW e lo scempio dell’abusivismo restano dietro lo sfondo,in attesa di volontari che facciano il lavoro in silenzio. L’impegno si sa è fine a se stesso. Ce lo mette soltanto chi si sente responsabile per sentirsi a posto con la coscienza. Ma in Italia nessuno è responsabile tranne i politici. A piazza pulita ieri hanno intervistato un sindaco del M5S che diceva che quelli che protestavano contro il comune di Ardea per la mancata erogazione di servizi erano gli stessi che evadevano le tasse. Evidentemente la responsabilità è un concetto con il quale la gente ha rapporto quantomeno albiguo. E ambigua è la comunicazione. Come interpretare il silenzio del vicesindaco,dell’assessore all’ambiente,della società civile? Come interpretereste un silenzio alla semplice domanda: ” mi vuoi bene?”. Come deve interpretare questo silenzio la Sardegna che come il muggine nel canale, cerca di resistere dall’assalto del cemento,dei militari,dei rifiuti abbandonati?Il silenzio assenso esiste soltanto nei contratti delle banche. Nella vita chi non risponde,nella migliore delle ipotesi non sa che dire e si gira dall’altra parte sperando che la scocciatura trovi qualcun’altro. Nella peggiore è addirittura contrario. C’è chi afferma che è compito delle istituzioni,alle quali paghiamo le tasse ristabilire l’ordine. Già ma chi paga le tasse e quanto? Come può lo stato diventare responsabile dei crimini commessi contro di esso dagli stessi cittadini che ne fanno parte? In altre parole come può il figlio dare la colpa al padre di aver bigiato la scuola? Semplice,basta tacere. Passare oltre le montagne di spazzatura aspettando che qualcuno se ne faccia carico. Credo che i responsabili ci siano e mi sento tra essi. Da responsabile mi occupo della mia famiglia e del mio lavoro,da responsabile mi occupo della mia terra. Temo il silenzio degli onesti diceva Martin Luther King perché il silenzio è la negazione peggiore perché non lascia spazio al dialogo.

Autore: Giovanni Boetti

Sono nato a Milano negli anni 60, li si forma la mia coscienza sociale ma i miei sogni,sarebbe meglio dire quelli di mia madre, a un certo punto prendono il sopravvento e decido di partire. Basta con le manifestazioni,basta con la città. Da sempre amo la natura, compresa quella umana che per me sono una cosa sola. Da uomo faccio parte della natura e da uomo la difendo. Da sempre sono attratto dall’acqua e dai suoi abitanti. Pesci,uccelli tartarughe e barche a vela. Fin da piccolo vado in barca a vela e leggo i libri d’avventura. Dopo qualche anno in Liguria parto alla volta dell’oceano,arrivato ad Antigua incontro l’amore e decido di diventare padre. Ma mentre l’oceano è per il marinaio come per il leviatano,la sicurezza e la libertà,la costa rappresenta un possibile pericolo. Dopo un’altro tormentato periodo nel quale,tra l’altro, creo una società di allestimento barche ad Antibes, la Coast to Coast,lavoro al progetto più importante : la famiglia. Dopo diciassette anni vissuti in Francia mi trasferisco in Sardegna. Finalmente il mare si calma e la vita continua. Con la mia nuova compagna, Teresa e due splendidi figli, tiro facili bordi nelle acque ridossate della Sardegna del nord. In attesa di qualche avventura,questo blog e l’associazione Velapuliamo occupano la mia mente vulcanica,sempre alla ricerca di qualcosa da fare.

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