Indifferenza globale

Sono a Panama in viaggio alla ricerca di un luogo dove eventualmente creare una situazione che mi permetta di vivere senza dover troppo pensare ai soldi,ove la natura sia all’altezza del suo nome e cioè dove naturale sia vedere gli animali liberi e le piante prosperare e competere tra di loro. Invece anche qui,a parte le zone montuose o le mangrovie che sono impenetrabili,l’uomo ha distrutto l’habitat. Oltre il 40% delle foreste sono state distrutte negli ultimi 20 anni per fare spazio alle fattorie dove le mucche brucano l’erba su un suolo arso dal sole. La terra della foresta pluviale dopo poco tempo diventa povera in elementi poiché le forti piogge lavano via i minerali accumulati in migliaia di anni. Inoltre durante la stagione secca i forti venti provenienti dall’atlantico seccano la terra. Anche qui la pressione antropica è evidente. Sembra proprio che l’uomo trasformi tutta la natura in una grossa bistecca…….


Ciononostante restano intatte o quasi le zone costiere dove le possenti onde del pacifico e l’escursione di marea,circa 3 metri,rendono difficile lo sfruttamento. I locali non sono grandi marinai. Decine di isole orlano la costa pacifica di Panama che,a differenza della costa atlantica,non possedendo acque cristalline,non attirano le masse che cercano una natura addomesticata e sterile. In Sardegna,dove vivo e lavoro sento spesso commentare i luoghi con la frase: ” sembra una piscina”. Ma in Sardegna la naturalezza sta scomparendo e nessuno sembra preoccuarsene. Nessuno vede quel che non c’è più.


Qui invece,in queste verdi acque vivono ancora migliaia di pesci,aragoste,polpi,coralli. Sulle isole alberi centenari scrutano l’orizzonte dall’alto delle loro verdi chiome. I colibrì vegano di fiore in fiore mentre le scimmie urlatrici schiamazzano. Nessuna mucca bruca sulle isole. Niente clacson e bistecche. Le isole sono l’ultima riserva di spirito selvaggio. Mentre calpesto la nera sabbia di queste spiagge immacolate,osservo le uniche impronte presenti scomparire. Questo è un luogo dove scomparire. Un luogo dove ritrovare il passato e sperare che un giorno anche in Sardegna si possano osservare gli animali invece di mangiarli.

Autore: Giovanni Boetti

Sono nato a Milano negli anni 60, li si forma la mia coscienza sociale ma i miei sogni,sarebbe meglio dire quelli di mia madre, a un certo punto prendono il sopravvento e decido di partire. Basta con le manifestazioni,basta con la città. Da sempre amo la natura, compresa quella umana che per me sono una cosa sola. Da uomo faccio parte della natura e da uomo la difendo. Da sempre sono attratto dall’acqua e dai suoi abitanti. Pesci,uccelli tartarughe e barche a vela. Fin da piccolo vado in barca a vela e leggo i libri d’avventura. Dopo qualche anno in Liguria parto alla volta dell’oceano,arrivato ad Antigua incontro l’amore e decido di diventare padre. Ma mentre l’oceano è per il marinaio come per il leviatano,la sicurezza e la libertà,la costa rappresenta un possibile pericolo. Dopo un’altro tormentato periodo nel quale,tra l’altro, creo una società di allestimento barche ad Antibes, la Coast to Coast,lavoro al progetto più importante : la famiglia. Dopo diciassette anni vissuti in Francia mi trasferisco in Sardegna. Finalmente il mare si calma e la vita continua. Con la mia nuova compagna, Teresa e due splendidi figli, tiro facili bordi nelle acque ridossate della Sardegna del nord. In attesa di qualche avventura,questo blog e l’associazione Velapuliamo occupano la mia mente vulcanica,sempre alla ricerca di qualcosa da fare.

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