Armonia

Vado fiero del mio idealismo ambientale.Non sono però convinto che il mio ideale sia il giusto compromesso. Mi riferisco al posto che spetta all’uomo in una natura da lui diretta. In senso stretto rimane molto poco di naturale in questo mondo. Se poi andiamo a vedere il Mediterraneo praticamente niente in natura vive senza che l’uomo influisca in modo più o meno diretto. E se con il pollice e l’indice riduciamo la scala e guardiamo l’arcipelago della Maddalena non vi è un solo centimetro di costa dove l’uomo non abbia un influenza diretta. Come conciliare l’attività umana con l’esistenza della vita selvaggia? Prendiamo Budelli. Trecento barche al giorno per quattro mesi gettano l’ancora o prendono un gavitello e stazionano in baia. 35 barconi arrivano ogni giorno per quattro mesi con una media di 100 passeggeri ciascuno. Ogni persona mangia,beve e tutto il resto. Può esistere armonia tra uomo e natura quando la natura è una e gli uomini 5000? Sento spesso parlare di armonia possibile ma non la vedo quando tali sono i numeri. Esistono luoghi in Italia dove la pressione antropica è gestita meglio che a La Maddalena. Perché gli interessi economici coincidono con l’interesse ambientale o quantomeno non sono troppo contrastanti. Ad esempio nelle cinque terre. Vi si accede col treno mentre in barca sono pochissimi i punti di approdo. La costa alta ed esposta al vento e al mare di libeccio che spesso,anche d’estate crea risacca la rendono poco appetibile dal punto di vista marino. Le ferrovie sono un investimento statale che ne ha favorito un turismo ecologico.L’arcipelago della Maddalena invece è un vero paradiso per la nautica e la balneazione,un paradiso unico in Italia. Acque cristalline,baie ridossate,niente onde tranne quelle create dall’uomo,che peraltro non sono poche. Il vero pericolo per i turisti è rappresentato dai turisti stessi oppure dagli operatori turistici. Ho visto con i miei occhi situazioni pericolose durante le operazioni di sbarco ed imbarco.

Quello che voglio dire in questo articolo è che secondo me la gestione di un parco come questo dovrebbe tener conto dell’impatto dell’uomo sull’ambiente. Non solamente pensare all’ottimizzare la risorsa economica che ne deriva ma pensare a come proteggere l’eco sistema. Avviare ricerche scientifiche sugli organismi presenti,rivedere le modalità di prelievo e perché no,vietarne ogni tipo per favorire un turismo più ecocompatibile. Che senso ha pescare all’interno di un parco nazionale? La ragione principale dell’istituzione di un parco marino non dovrebbe essere la protezione dei suoi abitanti? A mio avviso l’armonia è possibile a condizione che vi sia,per l’appunto un equilibrio di specie. Detto questo,se l’obbiettivo degli abitanti del luogo,e qui parlo ovviamente della specie sapiens, non è quello di cui sopra e cioè la protezione e la coservazione della fauna e della flora del parco dell’arcipelago della Maddalena,allora perché semplicemente non levare il primo aggettivo? Arcipelago della Maddalena va benissimo per un luogo a vocazione turistica e almeno avremo tolto di mezzo l’ ambiguità oltre che le lamentele dovute allo sborso di una somma che appare alquanto ingiustificata.

Tra l’altro il famoso e controverso “ente parco” altro non è che un gruppetto di persone che provano a fare un mestiere comunque contestato. Se sono troppo zelanti, gli arrivano gli insulti,se non fanno nulla,pure,se fanno così così,uguale. Noi comandanti vorremmo un luogo dove sbarcare in pace i nostri clienti per permettergli di fare un bagno,un ridosso dove gettare l’ancora,magari sulla sabbia,poca gente,niente onde,niente rumore,pesci in quantità,sentieri puliti,cielo azzurro……Gli abitanti di Maddalena,vogliono quanto sopra con diritto di priorità in più vogliono poter pescare come da sempre. I ricconi cercano di evitare le isole ma vorrebbero fosse un posto esclusivo,per loro ovviamente. I pesci e le piante vorrebbero mangiare senza farsi mangiare. La CP con due soli battelli per 64 isole e isolotti vorrebbe delle chiare e semplici norme da applicare senza dover essere giudicata. Il comune vorrebbe aver voce in capitolo ma non dover sostenere spese. E qualcuno,in questo caos pretende possibile l’armonia. Alla luce di queste considerazioni,io,Mauro e gli amici di Velapuliamo cercheremo di continuare a sorridere. La terra nel suo complesso se ne infischia di Budelli e dell’arcipelago,siamo noi che ci teniamo. Proporremo azioni e ci daremo da fare ma non riusciremo a ristabilire l’armonia in questi luoghi finché gli elementi che costituiscono questo luogo non saranno parte di un’orchestra,diretta da un vero artista,un musicista che abbia soprattutto orecchio. A lui va il nostro benvenuto,possa egli un giorno farci ascoltare l’armonia.

Autore: Giovanni Boetti

Sono nato a Milano negli anni 60, li si forma la mia coscienza sociale ma i miei sogni,sarebbe meglio dire quelli di mia madre, a un certo punto prendono il sopravvento e decido di partire. Basta con le manifestazioni,basta con la città. Da sempre amo la natura, compresa quella umana che per me sono una cosa sola. Da uomo faccio parte della natura e da uomo la difendo. Da sempre sono attratto dall’acqua e dai suoi abitanti. Pesci,uccelli tartarughe e barche a vela. Fin da piccolo vado in barca a vela e leggo i libri d’avventura. Dopo qualche anno in Liguria parto alla volta dell’oceano,arrivato ad Antigua incontro l’amore e decido di diventare padre. Ma mentre l’oceano è per il marinaio come per il leviatano,la sicurezza e la libertà,la costa rappresenta un possibile pericolo. Dopo un’altro tormentato periodo nel quale,tra l’altro, creo una società di allestimento barche ad Antibes, la Coast to Coast,lavoro al progetto più importante : la famiglia. Dopo diciassette anni vissuti in Francia mi trasferisco in Sardegna. Finalmente il mare si calma e la vita continua. Con la mia nuova compagna, Teresa e due splendidi figli, tiro facili bordi nelle acque ridossate della Sardegna del nord. In attesa di qualche avventura,questo blog e l’associazione Velapuliamo occupano la mia mente vulcanica,sempre alla ricerca di qualcosa da fare.

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