Andiamo avanti

Oggi sopralluogo a Cala Saccaia con il responsabile dell’ufficio tecnico di Olbia, e i tecnici della società De Vizia. Il sopralluogo è servito a stabilire le quantità di materiale da raccogliere. Ovviamente tutti i presenti sapevano benissimo ancor prima di andare lì, di cosa si trattasse. Bene, ve lo dico. Si tratta di una trentina di tonnellate di plastica sporca o meglio, di sporca plastica. Polistirolo semidistrutto dagli elementi, boe di plastica degli allevamenti di mitili portati a terra dalla furia del maestrale e dall’incuria,mezze piene di cozze morte, bottiglie di plastica, e poi le retine,migliaia,decine di migliaia. Chiedo consigli su come smaltire i rifiuti, su cosa si possa riciclare. ” solo le bottiglie e il polistirolo in buono stato, poi le lattine ed il vetro”, mi dice il tecnico. ” e il resto?” Chiedo, ” il resto nel secco, nell’indifferenziata” . Ora parlano, i tecnici e il funzionario del comune: ” a che serve fare un patto sulle quantità se poi dobbiamo prendere tutta sta roba” dice la De Vizia. ” è vero, hai ragione” risponde il funzionario. E per ragioni di gerarchie interne rimandano la decisione. ” Boetti, ci sentiamo, le farò sapere”.

Allora mi domando: vincerà l’ indifferenziata oppure l’indifferenza? Cosa farà a questo punto il comune dì Olbia. È da due mesi e mezzo che telefono,scrivo mails,pec,contro mails. Capitaneria,comune,autorità portuale,società De Vizia,volontari. Già, non posso stampare le locandine perché ancora manca l’autorizzazione. Dico al funzionario: ” perché non facciamo pagare la fattura all’autorità portuale, visto che sono loro i responsabili dell’area” lui risponde: ” già,bravo, lei chiede l’autorizzazione per entrare qui a pulire e poi presenta il conto, ma è matto?”. Decisamente sì, confermo. Sono matto a pensare che chi ha in gestione un’area come questa dovrebbe far rispettare l’ambiente. Non dovrebbero essere i volontari a pulire ma loro. E se non vogliono pagare dovrebbero impedire che questo scempio avvenga. Ma me ne starò zitto, per ora. Aspetto di sapere se almeno mi lasceranno lavorare in pace. Questo schifo comunque prima o poi finirà. Velapuliamo è un’associazione di volontariato, non siamo avvocati. Non siamo in grado di portare avanti una battaglia legale che dovrebbe avere come imputati l’autorità portuale, e come accusa, la capitaneria ed il comune di Olbia. Andiamo avanti, indietro non si può tornare. Solamente 50 anni fa qui c’era un paradiso. Andiamo avanti con le nostre forze.

Dall’altro fronte, le isole dell’arcipelago della Maddalena, ovvero il “Velapuliamo green days” di fine maggio, per gli stessi motivi è bloccato. Lunedì, riunione con il sindaco di Arzachena,le associazioni ambientaliste, Beatrice Luzzi, lo YCCS. Riunione logistica per la giornata ” adotta una spiaggia” del 20 aprile. Dopo un’ora di discussioni su chi fa cosa e come, appare chiaro che nessuno dei partecipanti, me escluso, avesse mai raccolto qualcosa da terra. Provo a dire cose semplici e i miei interventi vengono apprezzati. Poi quando introduco l’argomento “Isole dell’arcipelago della Maddalena ” ecco che vengo subito istruito. Chiedo ingenuamente se, viste le difficoltà del comune della Maddalena, non si potrebbe, attraverso il patrocinio di Arzachena al nostro evento, partecipare allo smaltimento. La risposta è stata di un campanilismo cieco: ” perché “loro” ( intesi, il parco e La Maddalena), si tengono le isole quando sono qui vicino e “noi”, non possiamo nemmeno andarci?” dice il sindaco . Non aggiungo altri dettagli. Quel “loro” contrapposto al “noi” già dice tutto. Ma non mollo e dico che “io” sono nato a Milano e che ritengo il mare e le sue isole un bene di tutti. Inutile ovviamente ma standing ovation. Chissa se mi inviteranno di nuovo. Andiamo avanti.

Autore: Giovanni Boetti

Sono nato a Milano negli anni 60, li si forma la mia coscienza sociale ma i miei sogni,sarebbe meglio dire quelli di mia madre, a un certo punto prendono il sopravvento e decido di partire. Basta con le manifestazioni,basta con la città. Da sempre amo la natura, compresa quella umana che per me sono una cosa sola. Da uomo faccio parte della natura e da uomo la difendo. Da sempre sono attratto dall’acqua e dai suoi abitanti. Pesci,uccelli tartarughe e barche a vela. Fin da piccolo vado in barca a vela e leggo i libri d’avventura. Dopo qualche anno in Liguria parto alla volta dell’oceano,arrivato ad Antigua incontro l’amore e decido di diventare padre. Ma mentre l’oceano è per il marinaio come per il leviatano,la sicurezza e la libertà,la costa rappresenta un possibile pericolo. Dopo un’altro tormentato periodo nel quale,tra l’altro, creo una società di allestimento barche ad Antibes, la Coast to Coast,lavoro al progetto più importante : la famiglia. Dopo diciassette anni vissuti in Francia mi trasferisco in Sardegna. Finalmente il mare si calma e la vita continua. Con la mia nuova compagna, Teresa e due splendidi figli, tiro facili bordi nelle acque ridossate della Sardegna del nord. In attesa di qualche avventura,questo blog e l’associazione Velapuliamo occupano la mia mente vulcanica,sempre alla ricerca di qualcosa da fare.

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