Questione di est-etica.

Quale può essere il senso della vita se non quello di apparire? L’apparenza difficilmente inganna. L’occhio è un temibile rapace che con i suoi forti artigli cattura luce ed ombra. Nello spazio di un istante, tra il battito del cuore e delle ciglia, dalla cornea, l’immagine rimbalza verso l’emozione. Il cuore non mente e nemmeno l’occhio. Nelle infinite sfumature di grigio delle nuvole, egli vede quel che noi non riusciamo, haimè, più a vedere. La muffa sul dipinto. La macchia che diventa il dipinto stesso. Le orecchie non sentono l’assenza del cinguettio degli uccelli, le mani non sentono il calore della calda e morbida pelliccia, gli occhi non vedono i pesci che non ci sono più ,ma il cuore , sente tutto. Vede tutto, anche quello che c’era e quello che ci potrebbe essere.

Un paradiso senza l’uomo, che paradiso è? Non siamo forse anche noi, polvere di stelle? Di certo non brilliamo di saggezza ma abbiamo pur sempre un cuore. E abbiamo le mani per toccare,le orecchie per sentire,gli occhi per vedere. L’uomo vede tutto il paradiso. Quello che c’era e quello che potrebbe esserci. Allora cosa aspetta a ricrearlo? È una questione di estetica dell’etica. Finché l’etica è dominio dei colti, la massa, come uno schiaffo alle elite, si rivolta. Bisogna dar loro modo di capire cosa significa estetica. Niente a che vedere con la parola ” bello”. L’estetica è la percezione. Non già di quello che è bello ma delle sensazioni. Essere permeabili e sensibili significa essere degli esteti. Manca nel mondo la sensibilità all’etica. Dove etica sta per comportamento. Bisogna insegnare a comportarsi sensibilmente. Quando si guarda un quadro, bisogna capirne le gesta. L’occhio cattura,il cuore riceve e trasforma,la mano sposta e corregge.

Ci vuole pazienza. Un po’ alla volta ritornerà il paradiso perduto. Non importa se ci saremo oppure no. Basta il ricordo per pensare al futuro. Anche al buio la nostra mente è in grado di vedere la luce in fondo al tunnel. Vi sono al mondo luoghi dove dio è presente in ogni sua forma. Ed è allora chiaro che esiste anche a chi, come me,non crede in dio. Perché dio è l’idea che nulla ha inizio e nulla ha fine. La luce vaga in eterno e nel suo percorso, incontrando le ombre, crea l’affresco. Nella nostra completa solitudine, siamo soli e splendiamo di luce propria. La nostra luce è amore che va e nel suo moto ci trasporta all’infinito.

Ad est, dove il sole sorge, sorge anche la nosrta coscienza. Nell’etica e nell’estetica dobbiamo cercare il nostro cammino. Un mondo fatto di battiti d’ali, di bianchi spruzzi che come puledri galoppano verso le dorate spiagge del Sulcis. Un mondo animato da salti di lepre. Dove risuoni l’eco del gallo cedrone. Un luogo di fresche ombre di acacia fiorita. Nella sua tavolozza, il sommo pittore ha messo colore e temperatura, luce ed ombra e ci ha messo anche la coscienza. Quindi etica ed estetica. Bisogna fare in modo che si incontrino.

Autore: Giovanni Boetti

Sono nato a Milano negli anni 60, li si forma la mia coscienza sociale ma i miei sogni,sarebbe meglio dire quelli di mia madre, a un certo punto prendono il sopravvento e decido di partire. Basta con le manifestazioni,basta con la città. Da sempre amo la natura, compresa quella umana che per me sono una cosa sola. Da uomo faccio parte della natura e da uomo la difendo. Da sempre sono attratto dall’acqua e dai suoi abitanti. Pesci,uccelli tartarughe e barche a vela. Fin da piccolo vado in barca a vela e leggo i libri d’avventura. Dopo qualche anno in Liguria parto alla volta dell’oceano,arrivato ad Antigua incontro l’amore e decido di diventare padre. Ma mentre l’oceano è per il marinaio come per il leviatano,la sicurezza e la libertà,la costa rappresenta un possibile pericolo. Dopo un’altro tormentato periodo nel quale,tra l’altro, creo una società di allestimento barche ad Antibes, la Coast to Coast,lavoro al progetto più importante : la famiglia. Dopo diciassette anni vissuti in Francia mi trasferisco in Sardegna. Finalmente il mare si calma e la vita continua. Con la mia nuova compagna, Teresa e due splendidi figli, tiro facili bordi nelle acque ridossate della Sardegna del nord. In attesa di qualche avventura,questo blog e l’associazione Velapuliamo occupano la mia mente vulcanica,sempre alla ricerca di qualcosa da fare.

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