Ideologia a parte

Parlando di numeri c’è di che preoccuparsi. La real politik ambientale si traduce in misere forme di autocompiacimento. Prendiamo ad esempio i 5 milioni di euro stanziati da fondi europei per la lotta contro le plastiche nel mediterraneo, il Plastic Busters Mpas, 5 milioni per la plastica in mediterraneo! Che andranno a finire nelle tasche di chi dice di fare invece di chi vorrebbe fare. Senza voler parlar male di nessuno in particolare vorrei far notare che mentre si discute,si fanno statistiche,si studiano gli animali morti e si stabiliscono cause ed effetti, da ormai trent’anni, le vere misure di contrasto e in particolare le AZIONI DI BONIFICA ambientale sono lasciate alle associazioni di volontariato e alle iniziative private. Ad esempio il progetto 4oceans. Purtroppo i fondi che partono dall’Unione europea non arrivano a destinazione e per destinazione intendo la fauna e la flora. Per contrastare efficacemente il fenomeno rifiuti bisogna agire, parlare dovrebbe servire a organizzare le azioni. La mia impressione è che si stia parlando per dire non per fare. Non sono un esperto ma non ci vuole molto a capire che la mente vaga mentre il braccio resta fermo. Marevivo Italia ha organizzato un’azione di bonifica a torvaianica. Hanno raccolto 5000 dischetti ( filtri) dispersi in mare a causa di un problema al depuratore. E gli altri? Quanti sono,dove sono,che fanno le nostre innumerevoli forze di polizia? GDF,Polizia di stato,vigili urbani,Capitaneria, guardie forestali,militari. Hanno messo i sigilli al depuratore. E poi? Si è detto che bisogna evitare di usare l’auto quando si può andare a piedi o in bici. Le piste ciclabili? I marciapiedi? Diciamoci la verità: non vogliamo andare a piedi. E non vogliamo spendere i soldi per risolvere i problemi. Quando parlo del progetto velapuliamo tutti dicono che è bellissimo,quando chiedo 25€ di tessera quasi tutti dicono che non dovremmo pagare per pulire. Ancora e sempre lo stesso discorso rovesciato. Non si paga per pulire,si paga il prezzo per aver sporcato. Più aspettiamo e più dovremo spendere. Ho vissuto in Francia quasi vent’anni e quando dico che a Cannes, per 74 mq di appartamento spendevo 1500€/anno di immondizia rimangono tutti basiti. Qui ne spendo 150. Ma non funziona bene come in Francia. Perché non ci sono i soldi per fare degli inceneritori tipo Kopenaghen. Oppure delle isole ecologiche con personale e rampe per le auto e bilance e tessere magnetiche. Non si spende abbastanza per i rifiuti. Non si può pensare sempre e soltanto alla fonte del problema ovvero le tecniche di produzione,i materiali,la riduzione dei consumi e l’educazione ambientale. Bisogna occuparsi dell’emergenza. La terra è malata, ha la febbre. La Sardegna ha la febbre. Qui ci vuole un intervento diretto. Ci vogliono soldi e braccia. Alla giornata ” adotta una spiaggia ” organizzata e voluta dallo Yacht Club Costa Smeralda e dal Comune di Arzachena, con la partecipazione della fondazione Med Sea e della fondazione SeaMe e con la nostra partecipazione,dove andremo con sacchi,guanti,cariola e rastrelli comprati da noi nessuno è stato in grado di spendere due soldi per dare un senso alla manifestazione. Si portano i bambini delle scuole a “pulire” le spiagge davanti al Romazzino e poi non ci sono i soldi per mettere i cassonetti in costa Smeralda almeno d’estate. Perché il comune e la municipalizzata hanno fatto un’accordo e non possono sforare proprio come ad Olbia. Né gli hotels,né i comuni, né il ricco YCCS né tantomeno i “poveri” cittadini mettono mano alla coscienza e al portafoglio. A pagare sono sempre loro………

Autore: Giovanni Boetti

Sono nato a Milano negli anni 60, li si forma la mia coscienza sociale ma i miei sogni,sarebbe meglio dire quelli di mia madre, a un certo punto prendono il sopravvento e decido di partire. Basta con le manifestazioni,basta con la città. Da sempre amo la natura, compresa quella umana che per me sono una cosa sola. Da uomo faccio parte della natura e da uomo la difendo. Da sempre sono attratto dall’acqua e dai suoi abitanti. Pesci,uccelli tartarughe e barche a vela. Fin da piccolo vado in barca a vela e leggo i libri d’avventura. Dopo qualche anno in Liguria parto alla volta dell’oceano,arrivato ad Antigua incontro l’amore e decido di diventare padre. Ma mentre l’oceano è per il marinaio come per il leviatano,la sicurezza e la libertà,la costa rappresenta un possibile pericolo. Dopo un’altro tormentato periodo nel quale,tra l’altro, creo una società di allestimento barche ad Antibes, la Coast to Coast,lavoro al progetto più importante : la famiglia. Dopo diciassette anni vissuti in Francia mi trasferisco in Sardegna. Finalmente il mare si calma e la vita continua. Con la mia nuova compagna, Teresa e due splendidi figli, tiro facili bordi nelle acque ridossate della Sardegna del nord. In attesa di qualche avventura,questo blog e l’associazione Velapuliamo occupano la mia mente vulcanica,sempre alla ricerca di qualcosa da fare.

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