Conferenza sulle plastiche in mare,Università la Bicocca, Milano.

Milano, la mia città natale.Milano la tecnologica,Milano metropolitana,Milano all’avanguardia. Milano che si rinnova. Milano tutto fuorché verde. Milano la politica,l‘intellettuale. Milano senza biciclette,senza parchi,senza bambini che giocano.Entrando a Milano da piazzale Corvetto mi sembra di tornare indietro nel tempo,complice il sempiterno grigio del cielo. Milano ha un grigio tutto suo: il grigiomilano. Gli alberi nel cemento,le aiuole nel cemento,con sopra le automobili. Asfalto,cemento orizzontale e verticale. Piazza Gae aulenti,i palazzi giardino di Boeri e l’odore di una città di cinquant’anni fa,lo stesso rumore di sempre. Clacson e cani al guinzaglio con padroni armati di sacchetto. Cani che fanno i bisogni dentro recinti senz’erba. In mezzo alle automobili parcheggiate. Automobili ovunque. Freddo milano, caldo metrò:contrasto cittadino. Poca gente a piedi,tranne in Duomo e dintorni. Molti stranieri,io fra di loro. Chiedo ad un cinese che sta nell’edicola come arrivare in Bicocca. Lui dice: “ qui siamo in Bicocca.”Rispondo: “Si ma intendevo l’università.“ lui: “ di lá”.Tipica risposta milanese del tipo: so cosa mi stai chiedendo ma voglio che tu me lo chieda bene. Di quale invasione parla Salvini? Qui ci sono Cinomilanesi,peruvianmilanesi,rumenomilanesi e anche qualche milanese. Sono tutti dentro il minestrone. Ed eccomi all’università la Bococca di Milano,invitato a parlare dall’organizzatrice dell’evento, Ilaria Tani. Mi guardo intorno. A prima vista sembra un enorme blocco di cemento. Guardo meglio e vedo sei,sette,otto,dieci enormi blocchi di cemento senza verde,sporchi,pieni di cartacce,rifiuti del giorno prima che svolazzano. Cerco l’edificio U6. Ce ne sono 12. Camminiamo,io Teresa e mio nipote Luca. Camminiamo sotto la pioggiamilano,altra specialità.Dopo dieci minuti arriviamo davanti all’U6, aula magna.

Entriamo. Hanno già cominciato,ci danno il posto e ci sediamo ad ascoltare. Stanno parlando di cause,di effetti,di causa-effetto. Di ricerche,di studi. Hanno trovato plastica in superficie,sul fondo,sulle spiagge,finiranno nel piatto, dicono. Le conseguenze per l’uomo? Non sanno. Pensano che bene non facciano. Parla Marevivo,di leggi,di battaglie in corso,di battaglie vinte. Dicono parole come “ftalati”, “normativa” e sembra che ne sappiano in materia. Parla il video di Francesco Malingri,vecchio amico di mare che non si ricorda di me. Nel video, plastica nel mondo.Dappertutto. Parla Soldini,vecchio amico che non si ricorda di me. Ora ha da fare. Deve fare Giovanni Soldini. Dice dell’urto con qualcosa al timone nell’ultino record. Plastica? Forse. Dice che il problema è mondiale. Dice che siamo al collasso. Gli dicono delle barche in vetroresina da smaltire. Risponde che basta tenerle in ordine. Applausi. Parla una geologa: plastica sul fondo. Dice che anche a 600 metri ed oltre c’è nè e che c’è anche molta vita,in pericolo. Sembra una che ama il mare davvero. Hanno sondato una minuscola parcella del mediterraneo,vicino a Santa Maria di Leuca. Poi parla uno che vuole costruire barche riciclabili, una cosa utile ma nessuno coglie i consigli.

Ascolto ma non si parla d’azione. Non si parla di portare via la plastica.Si parla di cambiare attitudine,di cambiare modo di produzione,stile di vita. Si parla di trilioni di tonnellate di plastica.Viene detto che così non si va da nessuna parte. Ma la stanza dei bottoni è da un’altra parte. Vorrei chiedere cosa intendono fare loro. Cosa vuol fare Soldini per il mare? Che cosa fa chi ha i soldi per fare? A chi intendono presentare il conto? Troppa gente che vuole fare domande e non riesco a fare le mie. Dicono che bisogna non usare il water come un cestino,di non comprare cibo imballato. Le cose che mi diceva mia mamma quando ero piccolo. Siamo ancora piccoli. Soldini dice che quando si va in barca bisogna usare il dissalatore. Una macchina da 5000€. Teresa mi dice: ” Beh chi ha la barca può permetterselo”. Siamo ancora alla fase: “bisogna fare in modo che la gente capisca”. Mentre parlano il mio pensiero va ai rifiuti in giro per la città. Sono venuto a cercare aiuto per agire. Dentro di me dico: “ coraggio dai, parla tocca a te!” Mi danno la parola. Avevo scritto un discorso. Diceva chi siamo,cosa facciamo,dove,perché. Diceva cosa vogliamo fare. E infine cosa dovrebbero fare gli allievi della Bicocca. Ma non sono uscite le parole che avrei voluto. Forse perché non so parlare. Forse perché ho pensato che il problema fosse davanti ai loro occhi,sotto i loro piedi,in mezzo alle vie di Milano. E allora parlo d’azione,di cambiare le cose intorno a se.

Magari la prossima volta riuscirò,in due minuti, a parlare per due ore. A dire anche qualcosa di Velapuliamo. Esco dalla sala con un bicchiere mezzo pieno.Se da un lato sono deluso da Milano e dal mio discorso,dall’altro penso che si va avanti e che ho iniziato da poco con l’associazione e mi hanno già dato la parola, grazie Ilaria, grazie Bicocca. Velapuliamo è nata a febbraio. A fine marzo parlo ad una platea di studenti universitari a Milano, insieme a Soldini,Marevivo e Legambiente. Non male direi. Anche se mi emoziono e non riesco bene a parlare. Certo la cosa triste e preoccupante è proprio questa: non sono nessuno,non so nulla,come mai fanno parlare me? Non conosco le leggi,la biologia,la geologia. Non sono un grande navigatore e non sono Legambiente o Marevivo o il wwf,che operano da vent’anni. Dalla Sardegna sono venuto per dire cosa faccio,magari qualcuno copierà. Ho detto loro di fare come faccio io. Per questo sono venuto a Milano. Per dire che qualcosa si può fare . Raccolgo plastica e rifiuti sulle coste della Sardegna. Lo faccio a spese mie. Lo possono fare loro,davanti alla loro università,per strada,sulle sponde del naviglio. Se nessuno farà come me in Sardegna, qui a Milano, dai tombini la plastica e i mozziconi arriveranno alla spiaggia rosa di Budelli. Quella plastica la raccoglierà forse Velapuliamo . Ma siamo in pochi. Se voglio essere utile davvero Velapuliamo deve diventare un’onda. La plastica non nasce nel mare,non risale dai tombini, dai tombini scende verso il mare. Sono venuto a cercare aiuto per il mare in uno dei luoghi dai quali arriva la sua morte. Finito il discorso vado a mangiare con quelli di Legambiente e discuto,mi fanno i complimenti. Incontro Alberto,un caro amico che mi dice: “ tutto qua? Da te mi aspettavo di più,quando, scrivi sei molto più coraggioso” È vero , penso. Incontro Daniele, un’amico di quelli che ricordano. È venuto apposta per sentirmi e vedermi. Con lui ho traversato l’oceano a vela quando avevo 25anni. Mi fa molto bene vederlo. Poi cerco di concludere qualcosa,incontrare qualcuno di importante. Vedo un signore con un sacco di stellette sulle spalle. Mi faccio avanti. Parlo con il contrammiraglio dell’idrografico, Luigi Sinapi. Mi fa i complimenti. Mi dice che mi appoggerà. Sembra sincero.

Cerco di parlare con Soldini,spero di convincerlo a venire ai Velapuliamo green days,lui svicola. Chiedo aiuto a Ilaria e lei mi presenta a Soldini, uno che conosco da 35 anni. Con lui mi vedevo nel suo appartamento in porta romana quando avevo 17anni. Andavamo sul lago maggiore nella villa di un altro amico. Andavamo a Varese da Giulio Panza di Biumo. Da Stefano Pagani a Ghiffa. Ma lui va troppo veloce e quando corri perdi la memoria. Quando poi diventi famoso perdi anche gli amici. Lo guardo negli occhi e vedo uno che scappa,proprio come facevo io. Chi nasce a Milano e ama stare in mare, cerca sempre di scappare. Per il marinaio Milano è una prigione. Niente convenevoli: “ Ciao Giovanni,vieni in Sardegna a sostenerci?” gli dico. Risponde:“ non posso”. Dico che sarebbe un gesto per il mare. “ quando?” , chiede lui. “ fine maggio”, dico. “ non posso” ,ripete. Quindi piano B, ripiego: “ prendi almeno una tessera, noi facciamo bonifiche”gli dico. Lui dice solo:“ ok”. Biglietto da visita e questo e tutto. L’amicizia si è persa nella scia del trimarano. Non molto come impegno per salvare il mare da parte di un personaggio come lui. Lui incarna il mare. Magari fa altro da qualche altra parte. Un discorso alla Bicocca e una tessera da 25€/anno. Speriamo lo faccia. Non voglio fare selfie e roba del genere. Non sono il tipo. Vabbè, meglio di niente. Io lo faccio per la Sardegna e per voi che mi seguite. Lo faccio anche per provare a me stesso che sto facendo qualcosa. Fare il difensore a parole non mi fa dormire e neanche vedere l’immondizia in Sardegna. Non mi sembra di aver concluso granche ma non è detto. Mi dico da solo, per consolarmi che non è andata male ma non sono soddisfatto di me stesso e neanche di Milano. Esco nel grigiomilano. I miei nipoti sono bellissimi. Mio fratello mi ha accolto come un fratello. Mi ha regalato le 200 tessere di Velapuliamo in carta riciclata. Milano mi ha dato come sempre la spinta ad andare via. Sono contento di esserci nato ma ancor di più di essermene andato oltre trent’anni fa. Grazie a tutti, in particolare ad Ilaria che come me vuole fare qualcosa. Grazie ad Alberto,Daniele,Teresa. Grazie Bicocca. Arrivederci Milano, ancora una volta schiaccio le palle del toro ed esprimo il mio desiderio……..

Il nemico non sono i ragazzi della Bicocca , il nemico è l’indifferenza. Se veniste con me ad affrontare l’omertà, la paura e lo schifo che arriva nel mare capireste la mia rabbia. Non sono puro e nemmeno l’unico che cerca di fare qualcosa di utile. Io non sono nessuno ed è proprio questo che mi preoccupa. Il mio grido e le mie azioni dovrebbero essere sostenute da qualcuno più in alto. Voglio ancora sperare. Ma non c’è molto tempo,bisogna agire.

Autore: Giovanni Boetti

Sono nato a Milano negli anni 60, li si forma la mia coscienza sociale ma i miei sogni,sarebbe meglio dire quelli di mia madre, a un certo punto prendono il sopravvento e decido di partire. Basta con le manifestazioni,basta con la città. Da sempre amo la natura, compresa quella umana che per me sono una cosa sola. Da uomo faccio parte della natura e da uomo la difendo. Da sempre sono attratto dall’acqua e dai suoi abitanti. Pesci,uccelli tartarughe e barche a vela. Fin da piccolo vado in barca a vela e leggo i libri d’avventura. Dopo qualche anno in Liguria parto alla volta dell’oceano,arrivato ad Antigua incontro l’amore e decido di diventare padre. Ma mentre l’oceano è per il marinaio come per il leviatano,la sicurezza e la libertà,la costa rappresenta un possibile pericolo. Dopo un’altro tormentato periodo nel quale,tra l’altro, creo una società di allestimento barche ad Antibes, la Coast to Coast,lavoro al progetto più importante : la famiglia. Dopo diciassette anni vissuti in Francia mi trasferisco in Sardegna. Finalmente il mare si calma e la vita continua. Con la mia nuova compagna, Teresa e due splendidi figli, tiro facili bordi nelle acque ridossate della Sardegna del nord. In attesa di qualche avventura,questo blog e l’associazione Velapuliamo occupano la mia mente vulcanica,sempre alla ricerca di qualcosa da fare.

2 pensieri riguardo “Conferenza sulle plastiche in mare,Università la Bicocca, Milano.”

  1. Sono una studentessa della Bicocca e ho sentito il suo intervento alla conferenza. Ha ragione, si è parlato tanto di ricerche e come fare per cambiare il nostro stile di vita, ma non è stato toccato il discorso dell’andare a pulire se non da lei. Ammiro molto il lavoro che fa. Mi auguro che dopo questa conferenza ci sia qualcuno di più forte che, come dice lei, gridi e si metta in moto per fare azioni come le sue.
    Grazie,

    Sara

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