L’aurea spirale

Finito il sogno notturno,ecco arrivare la luce sul vorticoso pensiero. Strano risveglio quello nel quale ciò che ti viene richiesto è di chiudere gli occhi sullo schifo del mondo. Guardare senza vedere. Camminare senza avanzare. Girare in tondo senza mai ritornare al punto di partenza. Nulla si crea,tutto si distrugge nel vortice che sta aspirando l’umanità. La vera consapevolezza sta nel lavandino senza tappo,colmo fino all’orlo di umana stupidità. È tutto scritto nei numeri,basta leggerli per capirlo. C’è anche scritto purtroppo che nessuno li legge, quei numeri. L’economia circolare si piega all’aumento della velocità e,proprio come descrisse Albert Einstein, il tempo rallenta, poi tutto scompare. Tutto è relativo. Il garbage vortex altro non è che la semplificazione matematica dell’effetto dell’uomo sulla natura. Potremmo chiamarlo semplicemente: Fibonacci garbage vortex. Dalle lumache alle microplastiche,la natura segue il destino delle stelle. In attesa di scomparire nel centro del vortice,come zampironi fumanti non riusciamo ad andare dritti e non possiamo tornare indietro. Bruciando la terra uccidiamo ogni specie di fastidiosa zanzara. Non facciamo altro che seguire il cosmico esempio. Dalle galassie alle matasse,ogni elemento è un’aurea spirale. Persino il pensiero si ripiega e torcendosi si avvita su se stesso attraverso il linguggio della politica.La linea retta non esiste. La vita dell’uomo è una vite senza fine che, insieme a tutte le altre viti, finisce nel buio scarico del cesso. Una tirata sullo sciacquone e via. In quel mondo buio e compresso si ammassano i pensieri e i detriti fino a che questa poltiglia primordiale fatta di sangue e plastica non faccia scoppiare il tubo e ci sparpagli di nuovo su una più ampia scala a chiocciola. Vittime e carnefici finiremo uniti nel buco del culo dell’universo. Insieme alle balene e ai cotton fioc. Nemmeno la luce può sfuggire all’attrazione del buco. Non c’è da preoccuparsi perché non serve. La spazzatura si annienterà da sè come fu detto di B. da Indro Montanelli. Finirà nel grande compattatore galattico. Persino Dio,o meglio, chi per lui,volteggiando simile ad un avvoltoio, subirà la stessa sorte. Tutto gira nell’aspirapolvere universale del quale nessuno ha mai trovato l’interruttore. Gira il tempo nel contatore della terra,gira il contatore nelle mani sbagliate. Si potrebbe forse considerare la proiezione di Mercatore e far finta di viggiare in linea retta. Così, tanto per dire che almeno ci abbiamo provato. Allungheremmo la strada e persino il piacere di viaggiare. Invece il gps ci ha tolto l’illusione,non ci resta altro che seguire le tortuose scale che ci portano agli inferi. Caronte è lì che ci aspetta. Non poca fatica dovrà fare costui per faci raggiungere l’ aldilà in barca: rifiuti d’ogni sorta sono apparsi anche nel mare della dantesca commedia. Evitando l’inevitabile,Caronte ci guiderà infine sull’altra sponda,dove bruciano le spire del diavolo. Dopo aver ben bene gozzovigliato,ci verrà infine presentato il conto che pagheremo senza batter ciglio. Sappiamo tutti quel che ci aspetta. Lo abbiamo capito quando babbo,dopo vent’anni di MS si è beccato il cancro ai polmoni. Ma che importa, è stato bello girare. Ci rivedremo forse al Roxy bar. O forse non ci rivedremo mai ma di sicuro ci incontreremo perche andiamo tutti nello stesso luogo.

Autore: Giovanni Boetti

Sono nato a Milano negli anni 60, li si forma la mia coscienza sociale ma i miei sogni,sarebbe meglio dire quelli di mia madre, a un certo punto prendono il sopravvento e decido di partire. Basta con le manifestazioni,basta con la città. Da sempre amo la natura, compresa quella umana che per me sono una cosa sola. Da uomo faccio parte della natura e da uomo la difendo. Da sempre sono attratto dall’acqua e dai suoi abitanti. Pesci,uccelli tartarughe e barche a vela. Fin da piccolo vado in barca a vela e leggo i libri d’avventura. Dopo qualche anno in Liguria parto alla volta dell’oceano,arrivato ad Antigua incontro l’amore e decido di diventare padre. Ma mentre l’oceano è per il marinaio come per il leviatano,la sicurezza e la libertà,la costa rappresenta un possibile pericolo. Dopo un’altro tormentato periodo nel quale,tra l’altro, creo una società di allestimento barche ad Antibes, la Coast to Coast,lavoro al progetto più importante : la famiglia. Dopo diciassette anni vissuti in Francia mi trasferisco in Sardegna. Finalmente il mare si calma e la vita continua. Con la mia nuova compagna, Teresa e due splendidi figli, tiro facili bordi nelle acque ridossate della Sardegna del nord. In attesa di qualche avventura,questo blog e l’associazione Velapuliamo occupano la mia mente vulcanica,sempre alla ricerca di qualcosa da fare.

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