Gioventù bruciata (dai vecchi)

Chi siamo

La società italiana è vecchia. A differenza degli anglosassoni ,che sanno conservare bene le loro tradizioni, innovando continuamente in tutti i campi, noi italiani diamo per scontato che i giovani non sappiano fare nulla. Così quando incontriamo un giovane americano o inglese o australiano, restiamo stupiti di fronte all’ eccezionale maturità di questo ragazzino. Poco importa se egli,a poco più di 20 anni,nel suo paese è considerato un’uomo. In Italia,fino a cinquant’anni sei giovane,fino a trenta un ragazzo,fino a venti un ragazzino, anche se magari hai già una laurea e quel signore che ti sta guardando dall’alto in basso non sa neanche una parola di inglese. L’Italia è un paese popolato da vecchi che cercano di fare i giovani. Può sembrare strano ma in Italia, i vecchi sono convinti di essere stati,da giovani,meglio dei giovani di oggi. Strano perché è un po’ come dire che i genitori della scorsa generazione hanno lavorato meglio. La baby boom generation, la mia, ha avuto il grande difetto di non essere capace di fare bene il genitore. Inoltre,a causa dell’ignoranza e del terrore della vecchiaia, non sappiamo lasciare lo spazio necessario ai giovani. La società è cambiata da almeno vent’anni in tutto il mondo occidentale ma noi resistiamo. A noi non piacciono i cambiamenti. I nostri giovani non hanno esperienza non perché sono giovani ma perché in Italia i vecchi non lasciano spazio al nuovo.

Scuola

Insegnare è difficile. Per prima cosa bisogna insegnare ad imparare,lo diciamo da almeno trent’anni. Lo diceva Eugenio Finardi nella sua canzone: ” Scuola”.La metodologia è fondamentale nell’educazione. Eppure ancora oggi a scuola si insegnano nozioni. Ai miei figli ho sempre cercato di insegnare il ragionamento. Il metodo di pesca invece del pesce. Ho spiegato che carota e bastone spostano in egual misura l’oggetto dello studio che deve essere soprattutto lo sviluppo della mente. Non si sviluppa un cervello con un premio o una punizione,al massimo lo si spaventa. In Italia le menti vengono formate in maniera commerciale. Per questo motivo gli italiani sono restii al cambiamento. Sarà conveniente? Cosa ci guadagno/a? Sempre a far conti. L’Italia è la terza ricchezza mondiale per capitale privato. Siamo una grande potenza economica ma non sappiamo più investire. Abbiamo una bilancia negativa di natalità di circa 200.000 individui all’anno. Per invertire la tendenza non servono leggi per la famiglia ma leggi per i giovani. Le idee ci sono ma manca il sostegno. Il bambino italiano nasce in un clima di sfiducia e di cattivo esempio. Quale sostegno può mai dare ad un giovane,una società di egoisti che spende più per tabacco,benzina e gioco d’azzardo che in educazione?

Rivoluzione

Dopo il 68′ si pensava che la rivoluzione fosse alle porte. Invece trent’anni di democrazia cristiana e altri trent’anni di cattocomunismo culminati nel liberal-catto-social-europeismo all’italiana hanno mantenuto immobile questo paese. Di Maio e Salvini sono i prossimi leader giovani di questo paese ma le loro idee sono vecchie e quelle nuove non possono decollare perché manca il sostegno della fascia media di età,che sono la maggioranza del paese. Con quasi 45 anni di età media, l’Italia è di fatto un paese di vecchi. Del 68′ restano intatte le aspirazioni mai avverate: parità di genere,libertà nel sesso,pace. La parità di genere non è stata raggiunta poiché nemmeno le donne italiane la vogliono davvero. Lo dimostrano le mamme che portano le figlie a fare i provini a Mediaset. La libertà di sesso è ancora un tabù,mentre nel resto del mondo liberale il sesso è stato sdoganato. La pace in Italia è stata raggiunta ma non certo nel mondo e restiamo dei complici perché siamo ancora schiavi delle potenze straniere e delle lobby delle armi,anche italiane. Non siamo liberi di negare l’uso delle basi militari Nato dalle quali partono gli attacchi contro paesi nostri alleati e dai quali dipendono nostri interessi economici.

I nostri giovani

Se chiedete ai ragazzi,quelli di 15 anni, non quelli del bar,cosa sarebbe utile fare in Italia per risolvere questi problemi,vi diranno che non lo sanno perché nessuno gliel’ha mai chiesto. A loro è stato detto di sedersi a fare i compiti dopo i quali potranno giocare alla Play oppure guardarsi dei video su YouTube. Video nei quali un ragazzo gioca ad un videogioco. Bisognerebbe invece spiegar loro a scuola ciò che accade oggi in Siria e perché. Dir loro che succede all’ambiente e perché. Chiedere loro di elaborare strategie e sostenere i loro progetti fin d’ora. Immergere i ragazzi nel mondo reale per fare in modo che alla nostra età essi siano responsabili e consapevoli. Bisognerebbe fidarsi dei ragazzi che sono i semi della nuova foresta. Invece insegnamo loro la diffidenza perché non vogliamo prenderci le nostre responsabilità di genitori. Insegnamo loro la paura perché siamo pigri e non vogliamo trovarci a doverci informare. La paura è il sonnifero che diamo alla loro generazione perché noi sappiamo che la libertà è molto faticosa da gestire. Diamo loro un cattivo esempio perché non sappiamo invecchiare e spesso diamo la colpa a loro dei nostri guai buttando fango addosso ai nostri ex.

Futuri comandanti

Ricordo mia madre con in mano un libro. Mio padre con il suo cane. Io nel vento con i sogni che svolazzavano al posto dei capelli. Pensavo che la vita fosse eterna e che non sarei morto mai. Avevo quindici anni. Nel mio mondo c’erano il bosco,il fiume,il cielo e il mare. C’erano gli occhi di lei. C’era l’ingiustizia dei soldi. La natura era un rifugio in pericolo ma il mondo era vasto e nei miei libri era ancora intatto. Il giovane Melville viaggiava con me. Il leviatano soffiava all’orizzonte nel mare dei miei pensieri. Il cielo era blu e tutto si poteva ancora sperare. Non è la mia età che ha diminuito la speranza ma quella della società. È un mondo feudale dove i signori della guerra,della finanza e del petrolio ancora e sempre di più dominano un territorio sempre più compromesso. Dal cielo alla terra,dai poli alle profondità degli oceani, un grido di dolore si alza cupo. Solo con la fiducia nei giovani, che sono il futuro del pianeta,l’umanità potrà salvarsi e salvare i colori del pianeta. Per spegnere il fuoco che brucia la nostra gioventù dobbiamo soltanto smettere di comandare.

Autore: Giovanni Boetti

Sono nato a Milano negli anni 60, li si forma la mia coscienza sociale ma i miei sogni,sarebbe meglio dire quelli di mia madre, a un certo punto prendono il sopravvento e decido di partire. Basta con le manifestazioni,basta con la città. Da sempre amo la natura, compresa quella umana che per me sono una cosa sola. Da uomo faccio parte della natura e da uomo la difendo. Da sempre sono attratto dall’acqua e dai suoi abitanti. Pesci,uccelli tartarughe e barche a vela. Fin da piccolo vado in barca a vela e leggo i libri d’avventura. Dopo qualche anno in Liguria parto alla volta dell’oceano,arrivato ad Antigua incontro l’amore e decido di diventare padre. Ma mentre l’oceano è per il marinaio come per il leviatano,la sicurezza e la libertà,la costa rappresenta un possibile pericolo. Dopo un’altro tormentato periodo nel quale,tra l’altro, creo una società di allestimento barche ad Antibes, la Coast to Coast,lavoro al progetto più importante : la famiglia. Dopo diciassette anni vissuti in Francia mi trasferisco in Sardegna. Finalmente il mare si calma e la vita continua. Con la mia nuova compagna, Teresa e due splendidi figli, tiro facili bordi nelle acque ridossate della Sardegna del nord. In attesa di qualche avventura,questo blog e l’associazione Velapuliamo occupano la mia mente vulcanica,sempre alla ricerca di qualcosa da fare.

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