Cala Saccaia, giornata ecologica.

Ringraziamenti

Dopo mesi di esposti, email, telefonate, incontri, ecco che la giornata ecologica a Cala Saccaia si concretizza. Domenica 22 aprile, ore 9,30, via Madagascar. Da due anni vivo ad Olbia e da due anni voglio fare le pulizie a Cala Saccaia. Casa mia, come tutta la terra del resto. Grazie al comune di Olbia che ha partecipato dando il patrocinio e trattando con la municipalizzata per il ritiro dei rifiuti, grazie alla DeVizia che li ha ritirati, alla CP di Olbia, all’autorità portuale, al WWF Young, al WWF Oristano, al Circolo Nautico Su Pallosu di Riola Sardo, alla 4b e al suo presidente Raffaele Bigi, ai cozzari del consorzio che con il sorriso di chi sa davvero come stanno le cose e che con la pazienza di chi vede da quarant’anni questa terra maltrattata ha dedicato una domenica ad essa. Grazie ai volontari di Olbia,pochi a dire il vero,circa una decina e a tutti i volontari presenti, è stato possibile fare questo regalo a madre terra, nella giornata mondiale della natura.

Due container da 25 metri cubi di immondizia

Eravamo una sessantina a lavorare e abbiamo lavorato dalle 9,30 alle 16 riempiendo due benne da 25 metri cubi. Non siamo riusciti a portar via tutto ma abbiamo fatto un gran lavoro. Nei rifiuti moltissime reste delle cozze e altri materiali derivanti dalla loro lavorazione come cime,boe ecc. ,circa il 70% dei rifiuti raccolti. Poi tante bottiglie, buste, copertoni, ferro, vetro plastica……. Moltissimi rifiuti giaccioni li da decenni. Camminando in mezzo alle piante, sotto di esse si sentono scricchiolare altre bottiglie di plastica nascoste. Il rischio per l’ambiente e per le cozze stesse è alto. Per la fauna e la flora ma anche per la falda e l’alimentazione delle persone. Io e Teresa abbiamo voluto dare l’esempio incominciando dal posto più schifoso e più bello: lo stagno. Nel fango strati di plastica. Sulle rive idem. Le zanzare e i topi gioiscono in mancanza di predatori. Invece i fenicotteri, le tartarughe, le volpi, i cavalieri d’Italia scappano o muoiono. Dalla terra spunta la plastica. Nel mare ondeggiano le buste. La cosa più triste è stato vedere la plastica frantumarsi nelle mani. Sarebbe bastato farlo prima e le microplastiche ora non sarebbero nel terreno. Ora perlomeno una parte è stata tolta e non farà la stessa fine.

Il nemico sbagliato

Molti i passanti mentre eravamo al lavoro. Alcuni di essi si fermavano a dire: “bravi!”. Altri a criticare il comune e i cozzari. Nessuno però si unito a noi. Il nemico non sono i cozzari o il comune. Il nemico è l’indifferenza. Certo essa è presente in tutte le categorie, non ultima però quella dei passanti. Durante la pausa pranzo, soddisfatti e stanchi, godendoci il sole della Sardegna e una spiaggia ripulita, ho ascoltato le voci del popolo. Le solite frasi: la colpa è di…….. Le responsabilità ci sono, inutile negarlo. Il problema è che urlare, denunciare, sensibilizzare, ecc. non serve gran che. Il mio approccio è diverso: io do una mano. Raffaele Bigi, proprietario della 4b Olbia, produce cozze da quarant’anni. Con lui molti altri nel consorzio di Olbia. Loro sono i primi ad essere danneggiati e incazzati. Loro c’erano, voi che urlate tanto dov’eravate?

Insieme

Insieme possiamo farcela. I ragazzi della CP ci hanno fatto i complimenti. Ragazzi di giù: Puglia, Campania….. Dicono che in Sardegna la gente ci tiene alla propria terra e che purtroppo da loro non è così. Speriamo che cambino le cose. A me non sembra che qui ci sia tutta questa sensibilità anche se vedo i giovani con la voglia di fare. Dobbiamo unirci nell’azione. Grazie di cuore a tutti i partecipanti e ai simpatizzanti che da lontano hanno dato il loro contributo.

Autore: Giovanni Boetti

Sono nato a Milano negli anni 60, li si forma la mia coscienza sociale ma i miei sogni,sarebbe meglio dire quelli di mia madre, a un certo punto prendono il sopravvento e decido di partire. Basta con le manifestazioni,basta con la città. Da sempre amo la natura, compresa quella umana che per me sono una cosa sola. Da uomo faccio parte della natura e da uomo la difendo. Da sempre sono attratto dall’acqua e dai suoi abitanti. Pesci,uccelli tartarughe e barche a vela. Fin da piccolo vado in barca a vela e leggo i libri d’avventura. Dopo qualche anno in Liguria parto alla volta dell’oceano,arrivato ad Antigua incontro l’amore e decido di diventare padre. Ma mentre l’oceano è per il marinaio come per il leviatano,la sicurezza e la libertà,la costa rappresenta un possibile pericolo. Dopo un’altro tormentato periodo nel quale,tra l’altro, creo una società di allestimento barche ad Antibes, la Coast to Coast,lavoro al progetto più importante : la famiglia. Dopo diciassette anni vissuti in Francia mi trasferisco in Sardegna. Finalmente il mare si calma e la vita continua. Con la mia nuova compagna, Teresa e due splendidi figli, tiro facili bordi nelle acque ridossate della Sardegna del nord. In attesa di qualche avventura,questo blog e l’associazione Velapuliamo occupano la mia mente vulcanica,sempre alla ricerca di qualcosa da fare.

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