Intervista

Oggi parliamo con Giovanni Boetti, Presidente dell’associazione ambientalista Velapuliamo.

Presidente, lei si batte per l’ambiente, può dirci cos’è Velapuliamo?

” Velapuliamo significa andare in barca a vela con lo scopo di pulire le coste e le isole. L’idea mi è venuta l’anno scorso quando con un gruppetto di amici, cinque barche ed un gommone, siamo andati in spedizione alle isole dell’arcipelago della Maddalena con lo scopo appunto di togliere i rifiuti dalle coste. È stata una bella esperienza e mi sono detto che avrei potuto fare di più…”

Cosa avete trovato sulle isole e perché, secondo lei, in un parco nazionale con personale addetto alla protezione, avete trovato dei rifiuti?

” In due giornate, che senza calcolare il tragitto sono state in realtà, in tutto otto ore di lavoro, in cinquanta persone, divisi in squadre, abbiamo raccolto oltre due tonnellate di rifiuti. Ho contato duecentotrenta sacchi. Nei rifiuti principalmente plastica,copertoni,vetroresina,catrame,tubi. Abbiamo raccolto soltanto le cose grandi perché quelle sbriciolate erano impossibili da togliere con le mani. I rifiuti presenti erano principalmente rifiuti plastici provenienti dal mare, il cosiddetto marine litter. La ragione principale per la quale i rifiuti non vengono raccolti è che la competenza della pulizia delle isole non spetta all’ente parco ma al comune di La Maddalena che non ha molte risorse. C’è da dire che le risorse potrebbero essere impiegate meglio. I rifiuti da noi raccolti comunque erano li da molto tempo, diversi anni direi”.

Si spieghi.

” Anni addietro il ministero dell’ambiente ha fornito al parco della Maddalena due imbarcazioni per la pulizia del mare e, se non mi sbaglio anche uno speciale gommone con la prua apribile. Non sono mai entrati in servizio e purtroppo ora non sono più utilizzabili. Il parco nel frattempo è stato commissariato ma preferisco non entrare nei dettagli perché il mio obbiettivo è la pulizia,non la polemica. Posso dire però che si potrebbero usare meglio le risorse a disposizione.”

Secondo lei cosa bisognerebbe fare?

“Oltre che ambientalista sono anche uno skipper che da molti anni girovaga per il mondo. Penso che bisognerebbe innanzitutto parlare di conservazione, di ricerca scientifica e di difesa dell’ambiente, invece purtroppo l’arcipelago, essendo un importante attrazione turistica, vive la contraddizione degli interessi economici. La pulizia non è difficile ma manca coordinamento tra ente parco e comune. Fosse per me poi qualsiasi prelievo all’interno del parco dovrebbe essere vietato. Abbiamo il luogo più bello del Mediterraneo ma non siamo in grado di proteggerlo. ”

Anche quest’anno si prevede una forte affluenza, cosa pensate di fare per difendere il parco?

” Quest’anno noi di Velapuliamo abbiamo deciso di non intervenire all’interno del perimetro del parco. Avremmo voluto aiutare e dire la nostra. Purtroppo il parco vive una fase di transizione e bisognerà aspettare che il nuovo presidente si insedi per poter avviare un dialogo costruttivo con le istituzioni. ”

Avete lavorato molto con diverse amministrazioni: La Maddalena, Olbia, Arzachena. Quali sono le difficoltà nell’effettuare le bonifiche?

” La vera difficoltà è la burocrazia. Ad esempio, per ottenere le autorizzazioni per la giornata ecologica a Cala Saccaia, nei pressi di Olbia, una vera e propria discarica,ci sono voluti tre mesi. Spesso il comune non è l’unico ad avere la competenza del luogo da bonificare. Devo dire però che anche convincere le persone, a dedicare un po’ di tempo alla natura non è facile.”

Cala Saccaia una discarica: perché?

“I rifiuti a Cala Saccaia sono il risultato dell’abbandono delle tematiche ambientali dalla politica. Evidentemente non si prendono voti occupandosi dei fenicotteri. A Cala Saccaia molti dei rifiuti raccolti derivano dalla lavorazione dei mitili. Ma non solo. L’area viene utilizzata da molti come discarica abusiva. Elettrodomestici,buste di spazzatura indifferenziata e quant’altro. Abbiamo lavorato in 60 persone, tra cui anche i molluschicoltori e abbiamo quasi riempito due container da 25 metri cubi. Anche li le microplastiche le abbiamo dovute lasciare ”

Secondo lei può esserci un pericolo per l’ambiente? Le famose cozze di Olbia vengono allevate lì…..

” Il pericolo c’è, inutile negarlo. Bisogna dire però che i molluschicoltori non sono il nemico dell’ambiente,anzi. La loro attività da oltre quarant’anni difende il golfo di Olbia da speculazioni ben peggiori. Bisognerebbe aiutarli, anche fiscalmente affinché si trovino gli strumenti necessari ad una convivenza con la natura. Il vero pericolo sono i cantieri nautici e le navi. Il fondale del golfo andrebbe bonificato dai rifiuti che giacciono sul fondo ma se si solleva il fondo chissà cosa viene fuori. Poi bisognerebbe che chi ha il potere di intervenire capisse che la Sardegna e il golfo di Olbia devono rimanere una meta turistica e non un polo industriale. ”

Come vede il futuro della sardegna?

” Con il comune di Arzachena abbiamo avviato una bella collaborazione. Abbiamo portato i ragazzi delle medie sulle spiagge a pulire. Ecco, se devo guardare al futuro voglio guardare alla gioia con la quale, questi giovani ragazzi, si infilavano sotto i pungenti ginepri per prendere persino i mozziconi. Dobbiamo puntate su di loro. Noi adulti abbiamo quasi distrutto il paradiso che ci era stato lasciato. Ora è tempo di riparare. Dando spazio alle idee e sostenendo le iniziative. Uniti possiamo farcela.”

Autore: Giovanni Boetti

Sono nato a Milano negli anni 60, li si forma la mia coscienza sociale ma i miei sogni,sarebbe meglio dire quelli di mia madre, a un certo punto prendono il sopravvento e decido di partire. Basta con le manifestazioni,basta con la città. Da sempre amo la natura, compresa quella umana che per me sono una cosa sola. Da uomo faccio parte della natura e da uomo la difendo. Da sempre sono attratto dall’acqua e dai suoi abitanti. Pesci,uccelli tartarughe e barche a vela. Fin da piccolo vado in barca a vela e leggo i libri d’avventura. Dopo qualche anno in Liguria parto alla volta dell’oceano,arrivato ad Antigua incontro l’amore e decido di diventare padre. Ma mentre l’oceano è per il marinaio come per il leviatano,la sicurezza e la libertà,la costa rappresenta un possibile pericolo. Dopo un’altro tormentato periodo nel quale,tra l’altro, creo una società di allestimento barche ad Antibes, la Coast to Coast,lavoro al progetto più importante : la famiglia. Dopo diciassette anni vissuti in Francia mi trasferisco in Sardegna. Finalmente il mare si calma e la vita continua. Con la mia nuova compagna, Teresa e due splendidi figli, tiro facili bordi nelle acque ridossate della Sardegna del nord. In attesa di qualche avventura,questo blog e l’associazione Velapuliamo occupano la mia mente vulcanica,sempre alla ricerca di qualcosa da fare.

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