Ragazzi sardi

Ieri ho partecipato ad una giornata ecologica organizzata dal WWF YOUNG, e cioè da Laura Pintore, amica e collega nella lotta ai rifiuti. All’evento hanno partecipato tutte le classi delle medie di Santa Teresa e quattro classi della scuola superiore dell’istituto turistico sempre di Santa Teresa, Velapuliamo,SeaMe, la capitaneria di Santa Teresa e le guardie forestali di Palau. È stato interessante incontrare i ragazzi e scambiare le idee soprattutto per quel che riguarda il futuro. È stato anche piuttosto triste vedere che noi adulti non siamo stati capaci di accendere in loro la scintilla della curiosità. Il tema non era dei più divertenti: la pulizia delle spiagge. La giornata era calda e nei ragazzi del liceo aleggiava l’apatia.

Le medie

I ragazzi delle medie si sono subito messi al lavoro. Gruppetti di tre o quattro si sono formati spontaneamente. Io ne ho presi cinque tra cui Simone che mi ha subito sfidato per cercare i limiti di quello che avrebbe potuto fare. ” Questo non lo faccio, perché io? Mi fa male la schiena…..” insomma un ragazzino sveglio. Non è stato difficile coinvolgerlo. Così come gli altri. Ragazzi vivaci e ancora pieni di vita e di speranze. Intenti a giocare e a giocarsela per diventare qualcuno. Nei loro discorsi ricorrente il fatto che i residenti debbano avere la priorità sui beni del mare, il loro. Poco disposti ad accettare un cambiamento che, malgrado loro sarà obbligato. Con il comandante della capitaneria abbiamo cercato di far capire loro l’importanza della tutela del mare ma senza davvero riuscirci. Per loro il mondo è bianco o nero e se non sei coerente al 100% sei un bugiardo. Ma non è una battaglia tra adulti e ragazzi o tra vegetariani e carnivori: è questione di vita o di morte del mare. Certo non la si gioca qui, su questa spiaggia ma è utile fargli vedere in che stato sia ridotto il mare. Non mollano però perché pescare è divertente, il pesce pescato è buono e poi i loro zii,padri e cugini sono pescatori e hanno la campagna ed è da sempre che pescano e coltivano. I loro valori sono semplici e nessuno gli ha detto che il mare sta morendo. Non sanno cosa sia la parola conservazione, tutela e non sanno vedere. Quando vedono un essere vivente o è un gioco, o è da mangiare oppure è inutile. Così ho provato a fargli capire che oltre a raccoglierla la plastica si può anche cercare di non comprarla. La bellezza è un concetto troppo difficile per loro.

Le superiori

Dopo dieci minuti a parlare con due di loro, mentre raccogli pezzetti di plastica di ogni genere dentro un mucchio di detriti portati dal mare, ti rendi conto di quanto poco offra questa regione ai giovani. Molte delle risposte alle nostre domande sono finite nel vuoto del loro sguardo. Pochissimi seguiranno il percorso di studio. Quattro classi, 42 allievi: la scuola sta chiudendo. Certo il turismo è la fonte di reddito principale e la pesca e la caccia lo svago. Ma questi ragazzi non vogliono vendere souvenirs nel negozio del babbo. Non vogliono portare i turisti alle isole e zappare la terra del nonno. Non vogliono andare a pesca e a caccia: loro vogliono vivere. La vita dei giovani è altrove. I giovani vogliono fare incontri interessanti, ascoltare musica, uscire la sera, studiare cose fighe. Vogliono imparare le lingue e viaggiare. Santa Teresa si sta spegnendo perché i giovani, che sono la luce del mondo, se ne stanno andando via. La natura ed il mondo legato ad essa stanno scomparendo. Come tutto nell’universo, anche la natura e le sue risorse non sono infinite. Per loro non c’è gloria a pulire la spiaggia: lo fanno e basta. Basta dicono, vogliono altro. Non vogliono questo mondo di plastica ma la natura non li attira perché c’è internet che gli mostra altro. Se vogliamo che restino dobbiamo dargli di più. Ci vogliono investimenti per i giovani e bisogna far capire loro che i loro desideri sono dei voti nella pagella di chi li dirige. Troppa fatica. L’impegno s’impara da molto piccoli e poi lo si esprime come un mandala: senza aspettarsi un ritorno. Per loro la bellezza è nelle città. Bisogna mandarceli e sperare che ritornino.

Morale

La Sardegna è un giardino fiorito al quale attingere la pace. Dall’alveare caotico al profumato fiore, come un’ape, il giovane deve capire, lavorando cosa lascia quando parte. Deve partire alla scoperta del mondo per capire cosa significhi la parola ” bellezza”. Non è qui che lo capiranno. Qui il mondo è ancora sfasato. Raccogliendo i rifiuti che vengono dal mare tra i commenti dei ragazzi, quelli delle medie, c’era chi diceva: ” a che serve? Tutti i giorni ne vedo a montagne lungo la strada!”. Così come non possiamo pretendere che i nostri capi cambino senza che noi lo facciamo, così non possiamo pretendere che i nostri figli cambino un mondo che noi non vogliamo cambiare. La bellezza ci sta sfuggendo perché non abbiamo capito che essa viene da dentro.

Autore: Giovanni Boetti

Sono nato a Milano negli anni 60, li si forma la mia coscienza sociale ma i miei sogni,sarebbe meglio dire quelli di mia madre, a un certo punto prendono il sopravvento e decido di partire. Basta con le manifestazioni,basta con la città. Da sempre amo la natura, compresa quella umana che per me sono una cosa sola. Da uomo faccio parte della natura e da uomo la difendo. Da sempre sono attratto dall’acqua e dai suoi abitanti. Pesci,uccelli tartarughe e barche a vela. Fin da piccolo vado in barca a vela e leggo i libri d’avventura. Dopo qualche anno in Liguria parto alla volta dell’oceano,arrivato ad Antigua incontro l’amore e decido di diventare padre. Ma mentre l’oceano è per il marinaio come per il leviatano,la sicurezza e la libertà,la costa rappresenta un possibile pericolo. Dopo un’altro tormentato periodo nel quale,tra l’altro, creo una società di allestimento barche ad Antibes, la Coast to Coast,lavoro al progetto più importante : la famiglia. Dopo diciassette anni vissuti in Francia mi trasferisco in Sardegna. Finalmente il mare si calma e la vita continua. Con la mia nuova compagna, Teresa e due splendidi figli, tiro facili bordi nelle acque ridossate della Sardegna del nord. In attesa di qualche avventura,questo blog e l’associazione Velapuliamo occupano la mia mente vulcanica,sempre alla ricerca di qualcosa da fare.

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