Sotto il tappeto del qualunquismo, parte prima.

Ho fatto di recente un paragone tra i rifiuti plastici che raccolgo con l’associazione e i rifiuti umani che vengono raccolti dalle varie ONG e mi è stato detto che il paragone era assurdo e che: ” ma che cazzo dici?” più i soliti insultanti commenti di chi, una volta preso la parte di una fazione, non vede più la ragione di pensare, discutere, ragionare e soprattutto ascoltare. Ribadisco il concetto in questo blog perché a me pare che ci sia una grande analogia di nei due tipi di rifiuti : sono rifiuti rifiutati. Ho spiegato in un post su fb che siamo andati sull’isola di Santo Stefano a ripulire cala di Villamarina con una azione lampo, senza chiedere autorizzazioni e senza creare eventi, chiamare televisioni e giornali. Con un semplice annuncio sulla pagina di Velapuliamo che diceva pressapoco così: ” cercasi volontari per azione lampo di bonifica a cala di Villamarina……”. Hanno risposto in cinque: Teresa, la mia fedele e gioiosa compagna, Tommaso Costa, Ivan con Evaluna, la figlia di quattro anni e il mio amico Davide Addis di Tempio. Con loro abbiamo radunato una montagna di rifiuti, li abbiamo insaccati e abbiamo chiamato il Comune di La Maddalena per venire a ritirarli. La settimana successiva siamo tornati ed i rifiuti erano ancora li. Quindi abbiamo richiamato e nell’attesa abbiamo giocato in spiaggia dissotterrando un copertone di camion, come si fa di solito. Poi ne abbiamo trovato un’altro e li abbiamo messi vicini. Poi ci siamo detti: ” ma i camion non hanno quattro ruote?” e ci siamo messi a cercare le altre ma abbiamo purtroppo trovato soltanto buste piene di fifiuti, taniche, bottiglie, e la solita miriade di pezzi di plastica sbriciolata.

Arriva però la notizia dall’assessore di La Maddalena che non possiamo portare i rifiuti raccolti alla discarica. Eppure ci eravamo offerti di farlo a spese nostre. Nei giorni seguenti ho cercato la soluzione: ho chiesto al comune di Arzachena ma niente da fare. Ho allora pensato di pagare io lo smaltimento ed ho chiesto dei preventivi che ad oggi non sono arrivati. Perché? Perché quando poi il giornale Gallura Oggi pubblica le foto di quello che vedo tutti si indignano e alcuni mi indicano come un denigratore della Sardegna? Proprio io che raccolgo rifiuti che non ho prodotto, a spese mie. Mi viene detto: “il problema è a monte”; “raccogliere non basta”;” le isole sono pulite”; Ma i rifiuti ci sono e non si può fermarli in mare. Il marine litter arriva comunque perché i rifiuti sono in tutti i paesi affacciati al Mediterraneo: Libia,Siria,Algeria,Tunisia,Egitto,Turchia,Marocco;Grecia,Spagna, ITALIA…….. Già, ci dimentichiamo di quelli che produciamo noi. Perché anche noi produciamo rifiuti e li abbandoniamo in giro. Napoli, Roma, Palermo, Maddalena… ooooops, non ci sono rifiuti in Sardegna, men che meno a Maddalena, che diamine!

“Il problema è altrove”,dicono e: “tu speculi”, “tu vuoi notorietà”, “tu sei come tutti gli altri” e tra poco mi diranno che sono un “pull factor”: se tu raccogli, poi buttano di più….Peccato però che io li vedo,li raccolgo,li conto,li fotografo i rifiuti. Quando poi chiedo aiuto per smaltirli rimbalzo sul muro di gomma ma non mi faccio male li, su quel muro. Mi faccio male quando vedo tutti i faccini rossi di rabbia e le decine di condivisioni di persone indignate nel sentire che le istituzioni non fanno il loro dovere. Nei loro unlike leggo la falsa indignazione di chi ha trovato una scusa per non fare nulla. La scusa del qualunquismo. La scusa dell’ineluttabilità. Passa la scopa digitale e il post con i suoi rifiuti finisce sotto il tappeto del “tanto non cambia niente”. Ma nessuno viene a pulire e quella polvere, dopo essere stata tritata dai dibattiti e dai talk show dei social finisce in mare. Finita la pacchia, dice Salvini. Finito il business dei migranti, dice Toninelli. Finissero di dire idiozie…. I rifiuti sono a milioni e bisogna occuparsene. Siamo responsabili oppure no? Se non lo siamo, allora siamo degli irresponsabili. Odio e indifferenza agitano il mare sul quale galleggiano i nostri rifiuti. Sono i nostri se ci consideriamo un unica specie. Finiranno certamente per affondare. Copriranno il fondo del mare ma torneranno a galla, prima o poi. Sotto il tappeto del qualunquismo c’è un grande potenziale. Per scoprirlo leggete il prossimo articolo……

Autore: Giovanni Boetti

Sono nato a Milano negli anni 60, li si forma la mia coscienza sociale ma i miei sogni,sarebbe meglio dire quelli di mia madre, a un certo punto prendono il sopravvento e decido di partire. Basta con le manifestazioni,basta con la città. Da sempre amo la natura, compresa quella umana che per me sono una cosa sola. Da uomo faccio parte della natura e da uomo la difendo. Da sempre sono attratto dall’acqua e dai suoi abitanti. Pesci,uccelli tartarughe e barche a vela. Fin da piccolo vado in barca a vela e leggo i libri d’avventura. Dopo qualche anno in Liguria parto alla volta dell’oceano,arrivato ad Antigua incontro l’amore e decido di diventare padre. Ma mentre l’oceano è per il marinaio come per il leviatano,la sicurezza e la libertà,la costa rappresenta un possibile pericolo. Dopo un’altro tormentato periodo nel quale,tra l’altro, creo una società di allestimento barche ad Antibes, la Coast to Coast,lavoro al progetto più importante : la famiglia. Dopo diciassette anni vissuti in Francia mi trasferisco in Sardegna. Finalmente il mare si calma e la vita continua. Con la mia nuova compagna, Teresa e due splendidi figli, tiro facili bordi nelle acque ridossate della Sardegna del nord. In attesa di qualche avventura,questo blog e l’associazione Velapuliamo occupano la mia mente vulcanica,sempre alla ricerca di qualcosa da fare.

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