Carota o bastone?

Di fronte allo scempio a cui assisto e che condivido con i miei post su fb, alcuni followers rispondono con indignazione e reclamano una punizione esemplare. Altri propongono di fare in modo che i comuni abbiano interesse a sponsorizzare gli eventi di pulizia di Velapuliamo, invitando stampa e televisioni. A mio avviso nessuna delle due soluzioni è risolutiva e spesso nemmeno praticabile e vi spiego il perché:

Carota

Dare un premio a qualcuno per effettuare una missione non può essere il motivo per il quale la missione stessa viene svolta, altrimenti si trasforma in una professione. Invitare le televisioni ed i giornali a seguire un’azione di bonifica, per esempio la pulizia di una spiaggia che, a rigor di logica, dovrebbe essere svolta comunque dall’amministrazione di competenza, significa stravolgere l’evento. Se l’obbiettivo è farsi vedere mentre pulisci, non puoi occuparti realmente della bonifica. Inoltre ci sono situazioni che è molto meglio, per l’amministrazione, non far vedere. In particolare mi riferisco, ad esempio, a situazioni che si trascinano da decenni con danni ingenti e difficilmente riparabili per l’ambiente circostante. Insomma spesso la via della sponsorizzazione non è praticabile. Non ultimo, il motivo che deve animare le coscienze e le amministrazioni è il bene dell’ambiente e dei suoi abitanti oltre che la prevenzione di problemi futuri e non la visibilità delle proprie azioni. La priorità deve essere la salute dell’ambiente e la prevenzione va fatta a monte e non durante le bonifiche. Il modo migliore per curare i danni causati dai rifiuti è non produrli o quantomeno ridurre al massimo gli sprechi. Le amministrazioni possono fare prevenzione affiggendo manifesti davanti ai supermercati e nelle scuole per spiegare che ogni imballaggio che si compra è un pezzo di plastica difficile da smaltire.

Bastone

La punizione sposta in egual misura l’oggetto dell’azione che è avere un’ambiente sano e pieno di vita selvaggia. Quando si parla di punizione bisogna ricordarsi delle decine di migliaia di leggi che esistono in Italia che non vengono applicate. Adesso mi direte che basterebbe applicarle: sbagliato. Applicare tutte le leggi in materia ambientale è molto complesso e scarsamente efficace. Quand’anche si riesca a dare una multa salata ad un turista o ad un residente, senza risolvere il problema alla fonte, ce ne saranno altri diecimila che infrangeranno le leggi perché il vero problema è che in Sardegna, nessuno sa dove mettere i rifiuti. Se piazzaste un vigile davanti ad ogni cestino la gente metterebbe in macchina i rifiuti per poi buttarli di notte in qualche luogo nascosto. Inoltre punire i turisti con una multa salata, senza dare un indicazione di dove smaltire i rifiuti causerebbe un danno di immagine alla regione e farebbe scappare i turisti.

Educ’azione

Il comune deve far capire ai residenti che i rifuti sono un costo, non una risorsa. L’economia circolare è una bufala: a parte il compost, gli altri materiali non conviene riciclarli, difatti, nel mondo, solo il 15% dei rifiuti viene riciclato, il resto finisce in dicarica o nell’inceneritore. Mantenere una discarica o un’ inceneritore costa. Costa in immagine e costa in manutenzione. Perciò insisto tanto sul non inquinare: è la strada da seguire. Via le bottiglie di plastica,via gli imballaggi che non sono essenziali e ritorniamo alla semplicità. Scaviamo pozzi pubblici per l’acqua potabile e ripristiniamo il vuoto a rendere. Insegnamo nelle scuole educazione ambientale e civica. Facciamo pubblicità contro i consumi e predichiamo il risparmio. E mentre facciamo tutto ciò, almeno per l’estate, almeno nelle zone turistiche, rimettiamo i cassonetti dell’indifferenziata. E vedete anche di venire a pulire, la prossima volta.

Autore: Giovanni Boetti

Sono nato a Milano negli anni 60, li si forma la mia coscienza sociale ma i miei sogni,sarebbe meglio dire quelli di mia madre, a un certo punto prendono il sopravvento e decido di partire. Basta con le manifestazioni,basta con la città. Da sempre amo la natura, compresa quella umana che per me sono una cosa sola. Da uomo faccio parte della natura e da uomo la difendo. Da sempre sono attratto dall’acqua e dai suoi abitanti. Pesci,uccelli tartarughe e barche a vela. Fin da piccolo vado in barca a vela e leggo i libri d’avventura. Dopo qualche anno in Liguria parto alla volta dell’oceano,arrivato ad Antigua incontro l’amore e decido di diventare padre. Ma mentre l’oceano è per il marinaio come per il leviatano,la sicurezza e la libertà,la costa rappresenta un possibile pericolo. Dopo un’altro tormentato periodo nel quale,tra l’altro, creo una società di allestimento barche ad Antibes, la Coast to Coast,lavoro al progetto più importante : la famiglia. Dopo diciassette anni vissuti in Francia mi trasferisco in Sardegna. Finalmente il mare si calma e la vita continua. Con la mia nuova compagna, Teresa e due splendidi figli, tiro facili bordi nelle acque ridossate della Sardegna del nord. In attesa di qualche avventura,questo blog e l’associazione Velapuliamo occupano la mia mente vulcanica,sempre alla ricerca di qualcosa da fare.

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