Perché è crollato il porto di Rapallo

Premessa.

Non sono un ingegnere nè un geologo,un climatologo o un metereologo. Non ci vuole però un esperto per capire che il moto ondoso non può essere fermato da un semplice blocco di cemento appoggiato ad un altro. Non è certo una massicciata che può fermare onde di cinque o sei metri. Ma il punto non è questo: Lucio Battisti cantava: ” come può uno scoglio arginare il mare?”. La domanda è proprio questa: possiamo continuare ad ignorare il cambiamento climatico? Non sarebbe forse più saggio prenderne atto e cominciare ad arretrare?

Memoria corta

I ghiacciai non stanno scomparendo: non ci sono più. Gli oceani sono sempre più caldi ed accumulano sempre più energia. Energia della quale si caricano gli uragani. Quello che sta succedendo è evidente in tutto il globo: dalle bocche di bonifacio al mar Egeo,da Hong Kong alla Florida. Una stagione ciclonica che non può più essere chiamata eccezionale poiché ormai trenta uragani a stagione sono la norma. Chi si ricorderà della mareggiata dell’ottobre del 2018 in Liguria? I negozianti già riaprono i battenti perché i soldi devono entrare. I proprietari degli yacht lamentano le gravi perdite economiche mentre i cantieri nautici e le imprese del settore si sfregano le mani. Soldi,tanti. Dodici vite sono andate perdute al passaggio di una perturbazione. Il vento a soffiato fino a 160 km/h ma nessuno pensa che possa succedere ancora. “Evento eccezionale”, “stato di calamità naturale”. A prescindere dalle responsabilità che, almeno per il crollo della diga foranea del porto di Rapallo ci sono senz’altro ( com’è possibile che tutto il muro sia semplicemente scivolato via?), quello che trovo assurdo è che il giorno dopo si parli esclusivamente di soldi persi invece di cosa fare perché ciò non succeda più. Il mare non arretrerà di un metro,anzi. La pioggia cadrà ancora e ancora e il vento soffierà ancora più forte poiché il ghiaccio ai poli si riduce e la temperatura degli oceani è in aumento. Aspettando i fondi statali e magari anche quelli dell’odiata Europa ci dimenticheremo di spostarci in zone sicure.

Disastro ambientale nel golfo di Rapallo

Capisco che adesso ci si focalizzi sullo yacht di Piersilvio: dei pesci parleremo poi,forse. Il mare è la prima risorsa della Liguria. Tonnellate di gasolio,resina,fibra,piombo,ferro,olio,plastica sono finite nel golfo di Rapallo. Il fondale è devastato. Colpa del mare? Chi ha RIcostruito la diga del porto dovrebbe rispondere anche, e a mio avviso, soprattutto dei danni ambientali. Mi aspetto che qualcuno si costituisca parte civile contro il Carlo Riva che oltre che aver messo a repentaglio le vite degli abitanti e dei marinai che lavorano nel settore del diporto in quella zona, ha causato un danno senza precedenti ad una delle più belle zone marine della nostra penisola.

Waterworld

Come nel film di Kevin Kostner probabilmente finiremo tutti sott’acqua. Preparate maschera e pinne!

Autore: Giovanni Boetti

Sono nato a Milano negli anni 60, li si forma la mia coscienza sociale ma i miei sogni,sarebbe meglio dire quelli di mia madre, a un certo punto prendono il sopravvento e decido di partire. Basta con le manifestazioni,basta con la città. Da sempre amo la natura, compresa quella umana che per me sono una cosa sola. Da uomo faccio parte della natura e da uomo la difendo. Da sempre sono attratto dall’acqua e dai suoi abitanti. Pesci,uccelli tartarughe e barche a vela. Fin da piccolo vado in barca a vela e leggo i libri d’avventura. Dopo qualche anno in Liguria parto alla volta dell’oceano,arrivato ad Antigua incontro l’amore e decido di diventare padre. Ma mentre l’oceano è per il marinaio come per il leviatano,la sicurezza e la libertà,la costa rappresenta un possibile pericolo. Dopo un’altro tormentato periodo nel quale,tra l’altro, creo una società di allestimento barche ad Antibes, la Coast to Coast,lavoro al progetto più importante : la famiglia. Dopo diciassette anni vissuti in Francia mi trasferisco in Sardegna. Finalmente il mare si calma e la vita continua. Con la mia nuova compagna, Teresa e due splendidi figli, tiro facili bordi nelle acque ridossate della Sardegna del nord. In attesa di qualche avventura,questo blog e l’associazione Velapuliamo occupano la mia mente vulcanica,sempre alla ricerca di qualcosa da fare.

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