Tutte scuse

L’ho già detto: quello che faccio lo faccio per me,per la mia coscienza. Vivo ad Olbia da due anni ormai, e vedo rifiuti e menefreghismo. Vedo macchine parcheggiate sulle strisce pedonali, camper che sostano per mesi sul suolo pubblico con addirittura il filo della luce che arriva dall’appartamento del proprietario. Vedo gli opuscoli svolazzare nel maestrale, e sacchi abbandonati pieni di ogni tipo di rifiuti. Stampanti nel fiume,batterie nel prato,divani e poltrone,materassi,motorini,sedili di auto. A me che vengo da fuori pare ovvio: è così in questo luogo. Torno da poco dal veneto dove ci sono i nonni che fanno attraversare i bambini invece dei vigili urbani. In Veneto ci sono i marciapiedi,le piste ciclabili e i proprietari dei negozi e delle abitazioni puliscono il marciapiede. Nel fiume scorre soltanto l’acqua e di migranti ce ne sono molti. Si sono integrati e mandano i figli a scuola mentre vanno a lavorare nel nord est italiano. In Veneto i bambini escono da scuola e prendono la bici per tornare a casa mentre qui, ad Olbia, senza le piste ciclabili,senza i marciapiedi i bambini vengono portati e ripresi in auto dai loro genitori. Ma qui è Olbia e si fa così.

Ad Olbia i migranti sono disoccupati e clandestini. Sporcano,disturbano e non seguono le regole. D’altro canto, chi le segue? Chi ad Olbia non oltrepassa in auto la ztl? Chi poi paga la multa? E chi abita in affitto ha forse il contratto? Chi parcheggia sulle strisce? Chi pesca di frodo e scarica nel canale? Chi mette le trappole ai cinghiali? Chi inquina cala Saccaia abbandonando le barche e tagliando le reste in polipropilene? Non certo i migranti. Ma ci vuole una scusa per quel che facciamo noi italiani e siccome non riusciamo a trovarne una l’abbiamo trovata in quel che non facciamo.

Non puliamo perché tanto dopo una settimana sarà come prima. Peschiamo quando è proibito perché sennò lo farà qualcun’altro. Non aiutiamo i poveri perché chi lo fa lo fa per interesse e poi è anche pericoloso, (vedi quello che ha aiutato poi cosa gli è successo). Buttiamo la sigaretta per terra tanto non è certo questo il problema. Svuotiamo il posacenere,parcheggiamo nel posto dei disabili(solo cinque minuti),lasciamo l’auto in doppia fila per le sigarette, non diciamo niente a chi abusa. Perché è pericoloso,sbagliato,ingiusto,inutile: utte scuse: non abbiamo voglia di essere civili. Ma il mondo incivile è brutto e soprattutto sono brutte le persone incivili anche quando hanno una ragione per esserlo e io non voglio di certo essere una brutta persona. Ci tengo a me stesso e quel che sono dipende da come mi comporto. Ho chiamato il comune e proposto di pulire via Friuli. Hanno mandato un camion e hanno cominciato a pulire. Bisognerebbe smetterla con le scuse e darsi da fare. Quel che è giusto è giusto e non può essere sbagliato far cose giuste. Se non volete aiutarmi state a casa ma niente scuse. Fate i conti con voi stessi.

Autore: Giovanni Boetti

Sono nato a Milano negli anni 60, li si forma la mia coscienza sociale ma i miei sogni,sarebbe meglio dire quelli di mia madre, a un certo punto prendono il sopravvento e decido di partire. Basta con le manifestazioni,basta con la città. Da sempre amo la natura, compresa quella umana che per me sono una cosa sola. Da uomo faccio parte della natura e da uomo la difendo. Da sempre sono attratto dall’acqua e dai suoi abitanti. Pesci,uccelli tartarughe e barche a vela. Fin da piccolo vado in barca a vela e leggo i libri d’avventura. Dopo qualche anno in Liguria parto alla volta dell’oceano,arrivato ad Antigua incontro l’amore e decido di diventare padre. Ma mentre l’oceano è per il marinaio come per il leviatano,la sicurezza e la libertà,la costa rappresenta un possibile pericolo. Dopo un’altro tormentato periodo nel quale,tra l’altro, creo una società di allestimento barche ad Antibes, la Coast to Coast,lavoro al progetto più importante : la famiglia. Dopo diciassette anni vissuti in Francia mi trasferisco in Sardegna. Finalmente il mare si calma e la vita continua. Con la mia nuova compagna, Teresa e due splendidi figli, tiro facili bordi nelle acque ridossate della Sardegna del nord. In attesa di qualche avventura,questo blog e l’associazione Velapuliamo occupano la mia mente vulcanica,sempre alla ricerca di qualcosa da fare.

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