Rifiuti speciali……rifiuti umani!

Indifferenza ipocrita

Nell’affrontare il problema dei rifiuti mi imbatto spesso nelle considerazioni delle persone che incontro,durante le campagne di raccolta. Malgrado la stragrande maggioranza delle persone che ci vedono raccogliere rifiuti sulle spiagge,nei bordi delle strade,nei ruscelli,semplicemente ci ignori,c’è anche qualcuno che si ferma a parlare. Queste persone parlano e non prendono quasi mai i guanti che metto a disposizione di chiunque abbia voglia di dare una mano. Parlano mentre noi ci sporchiamo le mani,noi che non siamo nati in questo luogo. Danno la colpa al comune,agli zingari,ai rom agli immigrati. Danno colpe e se ne vanno senza far altro che criticare. Intanto noi raccogliamo,insacchiamo,sudiamo e ammassiamo montagne di rifiuti che restano lì a dimostrazione della loro esistenza. Anche oggi,vestito da ginnastica con appresso il mio fido Bobby non ho potuto fare a meno di notare le mamme che con i bambini facevano il picnic in una bella giornata di sole. Mentre io raccoglievo fischiettando la plastica delle merendine,dei flaconi di detergente,i tappi degli ombrelloni che il vento forte da Nord-est ha portato sulla spiaggia di Cannigione,le mamme sbirciavano pensando chissà cosa. Nessuno mi ha aiutato. Ho raccolto due sacchi di plastica,sacchi compresi trovati sulla spiaggia e in mezz’ora ho pulito tutta la spiaggia,almeno dal grosso e me ne sono andato.

Un problema complesso

Certo l’ideale sarebbe non farceli arrivare sulla spiaggia,i rifiuti. Ancora meglio sarebbe non produrli proprio,i rifiuti. Ma è fattibile? I motivi che portano quei rifiuti sulla spiaggia sono molteplici e tutti di difficile se non impossibile risoluzione,almeno nel breve e medio termine. Una parte dei rifiuti abbandonati in Sardegna proviene dalle abitazioni occupate senza regolare contratto d’affitto. Gli affitti in nero in Italia ci sono da sempre ma la lotta all’evasione non porta voti. Questo problema potrebbe essere risolto non dando gli allacciamenti a chi non ha un contratto ma ci vogliono i controlli perché il proprietario potrebbe dire che paga lui. Insomma un casino. Altri rifiuti provengono dal mare. Che non vuol dire nulla se non che i rifiuti provenienti dal mare vanno trattati come rifiuti speciali e non possono quindi essere riciclati. Resta inoltre la domanda su come fare a non farceli arrivare in mare. Ma da dove ci sono entrati nel mare e perché? Nessuno lo sa e nessuno cerca di saperlo. Che poi anche se scoprissimo da dove sono partiti,mettiamo ad esempio,dalla Libia,nulla potremmo per obbligare la Libia a non farceli andare in mare,i rifiuti si intende. Poi viene la non produzione. Nessuno ( a parte tutti ma in senso generale )ha interesse nella non produzione di materiali inquinanti perché sono posti di lavoro,soldi,mercato. Inoltre l’industria petrolifera deve differenziare la produzione di derivati se vuole tenere il passo con le rinnovabili. La plastica poi è ormai ovunque: no way! Impedire la produzione di materiali inquinanti sembra una via più che ardua.

Le tre erre

Riciclo,riuso,riduzione.Belle parole ma non corrispondenti a realtà. Riciclo: solo il 15% della plastica prodotta viene riciclata e anche se questa percentuale è in aumento,con l’aumentare più che quadruplo della quantità di plastica prodotta,saremo ben presto sommersi. Perché non si ricicla di più? Semplice: non conviene. Costa infatti mediamente molto di più riciclare una bottiglia di plastica che produrne una nuova. Riuso: quanti di voi vanno al supermercato con un contenitore per il cibo e chiedono alla commessa: ” prego,il salame lo metta qui.”? Come si pensa di riutilizzare la carta cerata nella quale è avvolta la ricotta? Le barchette per la carne? Non so se avete notato che panettieri,salumieri,macellai non esistono più. E le confezioni delle medicine? Le scarpe rotte, i rivestimenti plastici consumati,la pellicola trasparente e potrei andare avanti all’infinito. Solo una minima parte della plastica può essere riutilizzata. Riduzione: questa è sicuramente la strada più percorribile. Si può entro una certa misura pensare ad un programma di progressiva riduzione dei rifiuti ma ciò non impedirà la morte delle balene,la distruzione di habitat e l’enorme perdita di biodiversità alla quale stiamo assistendo,complice il global warming che è inscindibile dal sistema produttivo.

Fatti

I fatti sono inconfutabili: i rifiuti arrivano e arriveranno sempre di più. Il mare salirà ancora sulle strade,nelle case e ucciderà. Moriranno animali e persone a migliaia ma continuiamo a dare colpe invece di prendere misure di contrasto: i rifiuti arrivano? Dobbiamo toglierli e trasformarli a spese nostre perchè non farlo ci costerà molto di più. L’acqua sale? Dobbiamo retrocedere e costruire ponti e canali e casa dove vivere in un nuovo mondo,più caldo. Il vento soffia più forte? Dobbiamo proteggerci e costruire dei ripari. Intanto che affrontiamo la tempesta dobbiamo pensare a come uscirne e cercare tra di noi chi ha le migliori idee su come fare a cambiar rotta,di sicuro nè il vento nè tantomeno le onde possono essere fermate da un muro.

Rifiuti umani

Se alla parola rifiuti sostituite quella di immigrati,rifugiati,clandestini,esseri umani,il discorso rimane lo stesso: le ragioni che li portano davanti ai nostri occhi sono altrettanto difficili da affrontare se non persino le stesse. Il global warming sarà secondo gli esperti uno dei fattori determinanti nelle migrazioni di massa dei prossimi anni. Lo sfruttamento delle risorse minerarie che servono alla produzione della plastica,impoverendo i paesi di produzione e fomentando guerre,sono un altro fat tore di migrazione. I poveri arriveranno e dovremo occuparcene,meglio cominciare subito. Mentre in una natura, con il proliferare dei rifiuti si perde la biodiversità,nell’altra,quella umana,con la morte dei migranti si perde l’umanità e credo che nessuna delle due cose ci lascerà scampo. Raccogliendo due sacchi di rifiuti oggi non ho cambiato il mondo ma se tutti lo facessimo avremmo soltanto il problema di dove mettere i rifiuti raccolti e di cosa farne. Lo stesso vale per la SeaWatch: da sola non salverà l’umanità,bisogna aiutarla. Cosa fare con questa gente è un problema meno grave di cosa fare con i loro cadaveri. La natura, compresa quella umana va difesa dalle speculazioni facili e ipocrite. La biodiversità comprende tutti gli esseri viventi ed è meravigliosa nella sua molteplicità. La natura umana non può permettersi di perdere l’umanità.

Autore: Giovanni Boetti

Sono nato a Milano negli anni 60, li si forma la mia coscienza sociale ma i miei sogni,sarebbe meglio dire quelli di mia madre, a un certo punto prendono il sopravvento e decido di partire. Basta con le manifestazioni,basta con la città. Da sempre amo la natura, compresa quella umana che per me sono una cosa sola. Da uomo faccio parte della natura e da uomo la difendo. Da sempre sono attratto dall’acqua e dai suoi abitanti. Pesci,uccelli tartarughe e barche a vela. Fin da piccolo vado in barca a vela e leggo i libri d’avventura. Dopo qualche anno in Liguria parto alla volta dell’oceano,arrivato ad Antigua incontro l’amore e decido di diventare padre. Ma mentre l’oceano è per il marinaio come per il leviatano,la sicurezza e la libertà,la costa rappresenta un possibile pericolo. Dopo un’altro tormentato periodo nel quale,tra l’altro, creo una società di allestimento barche ad Antibes, la Coast to Coast,lavoro al progetto più importante : la famiglia. Dopo diciassette anni vissuti in Francia mi trasferisco in Sardegna. Finalmente il mare si calma e la vita continua. Con la mia nuova compagna, Teresa e due splendidi figli, tiro facili bordi nelle acque ridossate della Sardegna del nord. In attesa di qualche avventura,questo blog e l’associazione Velapuliamo occupano la mia mente vulcanica,sempre alla ricerca di qualcosa da fare.

2 pensieri riguardo “Rifiuti speciali……rifiuti umani!”

  1. bellissimo articolo! Molto attuale…. anch’io con la mia associazione gentili con la terra cerchiamo di ripulire e soprattutto sensibilizzare i bambini che sono il nostro futuro. ogni anno organizzo Earth day a Capo d’Orlando …. se hai voglia puoi leggere l’articolo nel mio blog!!!! complimenti

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