La sorpresa nell’uovo di Pasqua

Pasqua,non a caso coincide con la primavera periodo nel quale la natura rinasce. Le piante fioriscono, gli uccelli migratori ritornano in stormi graffiando il cielo con le loro splendide ali. Pasqua evoca in tutti la rinascita, la resurrezione. Ma pasqua per noi ambientalisti ha anche un sinistro significato,specialmente su un’isola come La Sardegna. Una storia triste di terre lontane. Tanto tempo fa, in un remoto angolo dell’oceano Pacifico. Grandi Moai furono eretti in onore del dio sole, tagliando gli alberi gli abitanti dell’isola morirono di fame. Questo fu il destino di chi venerava forse il dio sbagliato. Oppure forse il dio semplicemente ignorò questo popolo perché troppo occupato altrove. Fatto sta che l’isola si trasformò in un deserto.

La storia di oggi però non accadde tanto tempo fa nè tantomeno lontano. La storia accadde nei dintorni di olbia e in realtà sta ancora accadendo. Dopo due mesi di assenza dal territorio ho fatto i miei soliti giri di monitoraggio, per vedere come si evolve la situazione sul fronte dei rifiuti. Sono stato al lido del sole a pochi chilometri da Olbia e poi a Cala Saccaia. Entrando al lido del sole sono rimasto scioccato nel constatare che avevano tagliato tutti gli alberi. Pini marittimi enormi ed eucalipti per lo più. Chiedendo in giro ho scoperto che l’area è di proprietà di un consorzio e che hanno agito nel loro pieno diritto. Ma perché tagliare queste meravigliose piante? La ragione è la stessa dell’isola di Pasqua: venerare un dio. La spiegazione che mi è stata data dai proprietari delle villette è molto più banale: dobbiamo asfaltare, le piante disturbano. Ma la ragione di fondo è contabile, dio denaro reclama profitto.

Così per fare pulizia, gli abitanti del lido del sole hanno affidato il compito di tagliare le piante ad una ditta specializzata che in cambio del legno,che verrà pagato un tanto al chilo e trasformato in pellet, ha effettuato con zelo il lavoro. Il risultato è un pugno in faccia. Niente più ombra ne canto di uccelli. Niente più nidi e riparo dalla pioggia. Niente piu foglie per terra però. Ora potranno asfaltare. E si vede persino il mare, adesso. Ma quanto potrà durare questo tagliare? Quanti Moai ancora dovremo portare al dio denaro prima che egli ci presenti il conto? Adesso qualcuno dirà che è colpa dell’uomo che non sa rispettare la natura. La verità è che l’uomo non rispetta se stesso: quegli alberi li aveva piantati un uomo. Facevano ombra e nascondevano il cemento delle case rendendole molto più graziose. Tra l’altro ora dovranno ripiantarle e costerà un bel po’. Ma non sarà lo stesso. Quelle piante hanno visto La Sardegna nel suo pieno splendore e ne facevano parte. Erano li da decenni. Ora sono un mucchio di legna da ardere.

La sorpresa nell’uovo di Pasqua rischia di essere un conto salato da pagare. I giovani pagheranno il prezzo più alto. Continuiamo a buttare rifiuti e a togliere esseri viventi. I soldi non si possono mangiare e con i soldi non si può comprare tutto. Nello stesso luogo oggi ho visto sdraiata insieme agli alberi la nostra natura. E ho visto i soliti mucchi di rifiuti che non sembrano interessare nessuno perché non si possono trasformare in denaro contante. Gruppi di individui facevano pic nic all’ombra degli alberi, toh, gli alberi. Lasciando dietro di loro gli immancabili rifiuti plastici. Bicchieri di plastica, posate, lavatrici, cucine a gas, carbonella e mozziconi. Offendere la natura è offendere se stessi. Dio non centra nulla.

Tornando a casa scopriremo un giorno la sorpresa nell’uovo: un mondo senza vita. Forse tra qualche millennio diranno di noi che fummo il popolo che idolava il dio denaro in nome del quale avevamo sarcificato ogni cosa: civiltà,estetica e amore. Sui libri di scuola i bambini impareranno da noi cosa non fare,magra e unica consolazione.

Autore: Giovanni Boetti

Sono nato a Milano negli anni 60, li si forma la mia coscienza sociale ma i miei sogni,sarebbe meglio dire quelli di mia madre, a un certo punto prendono il sopravvento e decido di partire. Basta con le manifestazioni,basta con la città. Da sempre amo la natura, compresa quella umana che per me sono una cosa sola. Da uomo faccio parte della natura e da uomo la difendo. Da sempre sono attratto dall’acqua e dai suoi abitanti. Pesci,uccelli tartarughe e barche a vela. Fin da piccolo vado in barca a vela e leggo i libri d’avventura. Dopo qualche anno in Liguria parto alla volta dell’oceano,arrivato ad Antigua incontro l’amore e decido di diventare padre. Ma mentre l’oceano è per il marinaio come per il leviatano,la sicurezza e la libertà,la costa rappresenta un possibile pericolo. Dopo un’altro tormentato periodo nel quale,tra l’altro, creo una società di allestimento barche ad Antibes, la Coast to Coast,lavoro al progetto più importante : la famiglia. Dopo diciassette anni vissuti in Francia mi trasferisco in Sardegna. Finalmente il mare si calma e la vita continua. Con la mia nuova compagna, Teresa e due splendidi figli, tiro facili bordi nelle acque ridossate della Sardegna del nord. In attesa di qualche avventura,questo blog e l’associazione Velapuliamo occupano la mia mente vulcanica,sempre alla ricerca di qualcosa da fare.

2 pensieri riguardo “La sorpresa nell’uovo di Pasqua”

  1. Sono una residente del Lido del sole l’unica che alla riunione del consorzio ha detto no allo scempio ogni volta che esco di casa mi prende la tristezza io mi domando come un comune possa aver autorizzato una brutalità così ,in realtà sono troppe le cose che ci sarebbero da dire …grazie comunque per il bellissimo e veritiero articolo

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    1. Grazie a lei dell’apprezzamento. Il comune pare misteriosamente insensibile ai numerosi appelli di soccorso della gente di Olbia. Purtroppo il largo consenso che ha ottenuto alle ultime elezioni sembra dare ragione alla loro linea. Evidentemente alla gente del posto manca la poesia. Appaiono piegati ad un ottica di esclusivo possesso ma la bellezza non la puoi possedere. La bellezza è molto fragile ed è stata distrutta dai predatori che sono venuti a rubare la fresca ombra di questo bel luogo. Mi spiace ma a parte raccogliere rifiuti e fare esposti alla procura non posso far altro che unirmi alla sua tristezza.

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