Abitudini

Marco vive in città. La mattina va al bar ma prima di entrare, si accende la sua bella sigaretta. Mentre fuma pensa alla sua giornata: già, ha fretta, è uscito cinque minuti in ritardo quindi getta la sigaretta per terra,la calpesta ed entra nel bar. Saluta Stefano che come sempre sorride e gli dice che la Juve ieri ha avuto i soliti regali. Marco si siede,sfoglia i giornali che sono a disposizione sui tavoli .Mentre beve il suo primo caffè legge la notizia di un capodoglio spiaggiato,una femmina,incinta. Lo stomaco pieno di plastica. Cambia pagina e passa allo sport. Poi si alza paga ed esce. Deve fare un chilometro e ovviamente prende l’auto che ha parcheggiato sulle strisce,era giusto un caffè…..Parte veloce,ha fretta,la signora che sopraggiungeva suona il clacson e lui impreca ” cazzo vuole sta stronza….” e poi s’infila nel traffico. Mentre guida pensa alla partita e alla collega caruccia. Accende un’altra sigaretta. Ed eccolo arrivato, eccheccazzo! Mai un parcheggio! Fa un giro,getta la sigaretta, poi mette la macchina sul marciapiede:ha fretta. Intanto in ufficio ,Marta, quella caruccia,

sta chiacchierando con le amiche,davanti alla macchinetta del caffè. Mette la moneta ed il bicchiere in plastica scende. Qui non si può fumare perciò scendono giù per andare fuori a fumarsi una sigaretta, dopo tutto,un caffè senza sigaretta che caffè è? Ed ecco arrivare Marco: ” Oh ciao Marta, ciao Bea,ciao Luisa….” , ” avete letto di quel capodoglio spiaggiato?” dice Marta. ” Già che peccato,pare fosse una femmina,incinta per di più…” risponde Bea. ” Finché non la finiremo con la plastica…” continua Luisa.” “È un mondo di merda dove le lobby contano più delle persone” interviene Marco. ” sì ma qui non si tratta di persone ma della natura,la stiamo distruggendo” continua Marta, “se non si fa qualcosa al più presto,ci toccherà mangiare plastica”. ” adesso è tardi dai, andiamo su” dice Marco, buttando a terra la sua terza sigaretta……

Giovedì eravamo a Li Triceddi,Liscia Ruja e Petra Ruja. Sei classi delle medie. Abbiadori e Arzachena. Abbiamo raccolto circa 200 kg di plastica,ferro,polistirolo,sigarette,tappi. Bene no? Si,ma a che serve se la gente non collega quello che fa al degrado? Facciamo belle foto,tutti insieme in una bella giornata di sole sulla spiaggia. Una spiaggia strapulita….. Figuriamoci le altre. Questa è la Costa Smeralda. Ma anche qui c’è plastica. Arriva dal mare e da terra. Ma in mare non è prodotta. Queste giornate ecologiche possono servire a cambiare le leggi ma intanto le leggi non cambiano. E soprattutto non cambiano le cattive abitudini. Questa povera mamma aveva un feto di 2,5 mt e lo stomaco pieno di plastica. Doveva nutrire il suo piccolo. Ma non è colpa di nessuno o di tutti che è uguale. È colpa della plastica. E intanto andiamo alla sagra e prendiamo da mangiare nel piatto di plastica monouso. E da bere nel bicchiere di plastica. E la cicca la mettiamo nel bicchiere e il bicchiere nel cestino con anche i resti del pranzo: ” e che palle,devo dividere tutto! ”

Siamo stati in comune ad Arzachena a chiedere al comune di vietare i coriandoli e la plastica monouso a tutte le sagre,le feste,i raduni. Hanno detto: ” vediamo, ma sai,le abitudini….”. Già maledette abitudini. Forse non è colpa di chi butta le cicche per terra. Non è colpa di chi mangia e beve nella plastica monouso. Non è colpa di chi parcheggiando sul marciapiede ti impedisce di camminare. Di chi butta nel wc l’olio usato,di chi appende ad un ramo i resti del picnic. Non è colpa di chi,insultando l’Europa sul divieto di fare debito, non vara leggi nazionali antiplastica. E non è colpa della regione Sardegna,che da sempre critica l’Italia per la mancata sensibilità della continuità territoriale, che non vara nessuna legge regionale antiplastica. Vogliamo forse dare la colpa ai comuni, che criticano la regione per averli abbandonati,che non scrivono ordinanze antiplastica? No di certo. Non è colpa di nessuno,sono soltanto abitudini.

La direttiva europea parla di riduzione,sostituzione,promozione di,progressivo cambiamento….entro il 2021 ma intanto le balene muoiono. Il Mediterraneo la nostra vera casa sta morendo. Quello stesso mare solcato da Ulisse. Penso che non sia necessario aspettare il 2021 per parlare di plastica. Quella europea è soltanto una direttiva, passeranno molti anni prima che vengano varati i decreti attuativi. Perché aspettare? Cosa aspettiamo? Lo sappiamo: il mare sta morendo. Questo non è un tema ideologico. Dovremmo essere tutti d’accordo. L’Europa non ci salverà. Dobbiamo chiedere al governo una legge nazionale e se non ci ascolta,dobbiamo andare in regione Sardegna. E dai nostri sindaci a protestare e a chiedere che vengano vietate le plastiche monouso. Dobbiamo cambiare abitudini. Per farlo ci servono leggi e ordinanze. Chiediamole!

Autore: Giovanni Boetti

Sono nato a Milano negli anni 60, li si forma la mia coscienza sociale ma i miei sogni,sarebbe meglio dire quelli di mia madre, a un certo punto prendono il sopravvento e decido di partire. Basta con le manifestazioni,basta con la città. Da sempre amo la natura, compresa quella umana che per me sono una cosa sola. Da uomo faccio parte della natura e da uomo la difendo. Da sempre sono attratto dall’acqua e dai suoi abitanti. Pesci,uccelli tartarughe e barche a vela. Fin da piccolo vado in barca a vela e leggo i libri d’avventura. Dopo qualche anno in Liguria parto alla volta dell’oceano,arrivato ad Antigua incontro l’amore e decido di diventare padre. Ma mentre l’oceano è per il marinaio come per il leviatano,la sicurezza e la libertà,la costa rappresenta un possibile pericolo. Dopo un’altro tormentato periodo nel quale,tra l’altro, creo una società di allestimento barche ad Antibes, la Coast to Coast,lavoro al progetto più importante : la famiglia. Dopo diciassette anni vissuti in Francia mi trasferisco in Sardegna. Finalmente il mare si calma e la vita continua. Con la mia nuova compagna, Teresa e due splendidi figli, tiro facili bordi nelle acque ridossate della Sardegna del nord. In attesa di qualche avventura,questo blog e l’associazione Velapuliamo occupano la mia mente vulcanica,sempre alla ricerca di qualcosa da fare.

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